Dalla Calabria parte il progetto GranCalà che unisce nutrizione, gusto e sostenibilità, partendo dalla terra.
In un periodo storico in cui la parola “salute” è spesso delegata a farmaci e integratori, nasce in Calabria il progetto di ricerca GrAnCalà.
La celebre frase di Ludwig Feuerbach, “Siamo ciò che mangiamo”, riassume un concetto semplice e fondamentale, a volte dimenticato: la qualità del cibo determina la qualità della nostra vita.
Il progetto di ricerca GrAnCalà (Grani Antichi Calabria) ne fa oggetto di studio scientifico, proponendo un approccio che unisce agricoltura, scienza e nutrizione, con l’obiettivo di rispondere a una domanda sempre più attuale: possiamo migliorare la nostra salute scegliendo meglio cosa mangiamo?


Tornare indietro per andare avanti
Negli ultimi decenni il grano è diventato un prodotto industriale standardizzato. Le varietà moderne, selezionate per resa e resistenza, hanno sostituito progressivamente i grani storici, con conseguenze sul profilo nutrizionale delle farine.
L’adozione diffusa di varietà di grano industriali, insieme a stili alimentari sbilanciati, ha contribuito a un aumento significativo di tumori al colon, disturbi metabolici, infiammazioni croniche, intolleranze alimentari, obesità e diabete infantile.
L’alimentazione è sempre più ricca di zuccheri e prodotti ultra-processati: basta osservare i buffet delle feste di compleanno dei bambini per comprendere quanto il cibo poco sano sia entrato nella quotidianità. Per promuovere una vera consapevolezza alimentare è necessario partire dall’educazione, a cominciare dalle mense scolastiche. Insegnare ai più piccoli a riconoscere il valore del cibo, ridurre il consumo di prodotti industriali e limitare l’acquisto di dolci e snack preconfezionati significa costruire abitudini sane fin dall’infanzia.
Adottare uno stile alimentare semplice, fatto di pochi ingredienti riconoscibili e di qualità, può fare la differenza: un modello quotidiano ispirato a quello di un tempo, quando la merenda era pane e olio, non per nostalgia, ma per equilibrio e buon senso nutrizionale.
In questo contesto nasce GrAnCalà, con l’obiettivo di invertire la tendenza e riportare al centro la qualità delle materie prime. Il progetto si concentra su varietà calabresi di grani antichi come Senatore Cappelli, Verna, Maiorca, farro monococco e segale, cereali naturalmente più ricchi di fibre, micronutrienti, polifenoli e composti bioattivi. Grani che mantengono un profilo nutrizionale più completo e che permettono di ottenere farine e prodotti da forno più sani, adatti a un’alimentazione equilibrata e consapevole.

Mulinum: grani antichi e cultura
Mulinum è il cuore pulsante dell’iniziativa, dove la ricerca diventa realtà. Nato nel 2017 a San Floro, in Calabria, è il primo grande esempio italiano di crowdfunding agricolo: oltre 2,6 milioni di euro raccolti grazie alla visione di Stefano Caccavari e a una comunità di soci che ha creduto in un’idea semplice e ambiziosa.
Coltivare la terra per salvarla, non solo uno slogan, ma una pratica quotidiana. Qui i grani antichi vengono coltivati in biologico, macinati a pietra naturale in mulini costruiti in bioedilizia, dove ogni passaggio è lento, visibile e rispettoso del chicco. Le farine integrali diventano pane vero, fatto con pasta madre, che torna a nutrire come un tempo. Il Pane Brunetto, realizzato con farina Senatore Cappelli integrale in purezza, è ormai un simbolo. Ma accanto a lui convivono anche le varietà Maiorca, Verna, Rubeum, farro monococco e segale: una biodiversità che, prima di tutto, è agricola e dopo diventa gastronomica.
Il metodo scientifico di GrAnCalà
Promosso da Mulinum in collaborazione con Inone Network, Farmacia Magna Grecia e l’Università della Calabria, e sostenuto dalla Regione Calabria attraverso i fondi PR FESR 2021-2027, GranCalà rientra nelle attività di ricerca e innovazione previste dalla Strategia di Specializzazione Intelligente (S3), con l’obiettivo di rafforzare la filiera agroalimentare locale e valorizzare i prodotti tipici.
Il progetto combina analisi nutrizionali, studi sugli impasti, valutazioni sensoriali e test clinici per misurare l’impatto reale sulla salute di farine e prodotti da forno più sani e sostenibili. L’attenzione è rivolta in particolare alleproprietà antiossidanti e antinfiammatorie e al loro possibile ruolo nella prevenzione delle patologie croniche. La ricerca coinvolge soggetti con condizioni specifiche, come sindrome dell’intestino irritabile e intolleranze alimentari, per valutarne la tollerabilità e migliorarne la qualità della vita. Per la prima volta imprese, università e centri di ricerca collaborano per valorizzare i grani antichi calabresi, rendendoli elemento principe degli studi.

L’iniziativa è stata presentata lunedì 15 dicembre nella sede di Mulinum, durante una conferenza stampa moderata da Franco Laratta (La C News), alla quale hanno preso parte Stefano Caccavari, fondatore di Mulinum e capofila del progetto, Eva Scarcelli, dottoranda Unical e i rappresentanti delle imprese partner Farmacia Magna Grecia di Crotone e Inone Network. A illustrare le basi scientifiche del progetto sono state Maria Stefania Sinicropi, docente di Chimica Farmaceutica all’Università della Calabria e responsabile scientifico di GranCalà, e Maria Cristina Mele, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttrice dell’Unità di Nutrizione Clinica del Policlinico Gemelli di Roma.
Tornare all’utilizzo dei grani antichi significa ridurre l’impatto ambientale, tutelare la biodiversità, sostenere economie locali e, soprattutto, restituire al corpo alimenti più coerenti con la sua fisiologia.





