Food trend: cosa mangeremo (e dove) nel 2021

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Le previsioni sul food trend 2020 sono state completamente stravolte dalla pandemia e l’anno appena passato ci lascia in eredità una serie di nuovi comportamenti di consumo e un nuovo stile alimentare, ma anche di offerta ristorativa. La scommessa di questo nuovo anno sarà capire e prevedere quali saranno quei comportamenti destinati a diventare delle abitudini radicate su cui continuare a investire.

L’eredità del 2020

Durante quest’anno la maggior parte dei consumi sono stati casalinghi, supportati da delivery, asporto e e-commerce per la spesa on line. Ristoratori e aziende sono stati aiutati da una presenza web costante, maggior dialogo con i clienti, menu digitali e piattaforme per il delivery. Tecnologie e digitalizzazione che hanno aiutato la ridefinizione e la gestione dell’offerta, garantendo in parte la sopravvivenza di molte attività e con cui le persone hanno cominciato a prendere confidenza. Dal punto di vista alimentare il ritorno del “fatto in casa” ha portato alla riscoperta di un’alimentazione più salutare, prima dimenticata a causa dei ritmi frenetici, di un carrello della spesa più ragionato sia dal punto di vista del prezzo che della qualità. Il profilo del consumatore di oggi, ridefinito dal Covid-19, è un consumatore attento a ciò che compra, orientato verso prodotti biologici, sani, da comprare direttamente dal contadino, e soprattutto con un approccio anti-spreco e più sostenibile.

Inoltre le restrizioni anti-virus hanno limitato gli spostamenti e favorito gli acquisti “sotto casa”, prediligendo le botteghe alla grande distribuzione e i produttori locali. Abitudine che si è diffusa in oltre il 60% della popolazione e che sembra rimanere un punto saldo per il 2021.

I trend della ristorazione nel 2021

Cosa succederà nel 2021? C’è tanta voglia di tornare alla normalità e in parte alle abitudini di consumo pre-covid. Se molti durante un intero anno di smart working hanno mangiato a casa, non appena sarà possibile tornare in ufficio con regolarità il 36% degli intervistati di un sondaggio condotto da The Fork dichiara che riprenderà a mangiare fuori in pausa pranzo e a cucinare meno se non saranno più obbligati e un’alta percentuale rimane propensa agli spazi esterni.

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Sicuramente c’è tanta voglia di tornare al ristorante, che rappresenta un momento di pura convivialità e spensieratezza, di trovare la coccola del servizio a cui si è dovuto rinunciare, la ricetta creativa o la versione gourmet, spesso soppiantata in questi mesi dalla cucina più tipica e tradizionale. Socialità e servizio al tavolo, infatti, sono due degli elementi di cui si avverte maggiore mancanza.

Negli ultimi mesi del 2020 abbiamo assistito a una ennesima riformulazione dell’offerta. Se le prime risposte ai primi dpcm sono stati delivery e asporto, da ottobre in poi le restrizioni di orario hanno portato ristoranti, bar, bistrot a un’offerta di tipo all day long, dalla colazione all’aperitivo. Offerta che ha creato anche una domanda, ma soprattutto portato nuove forme e orari di consumo, a cui si prevede non sarà facile rinunciare.

Ecco che la ristorazione del 2021 vede profilarsi due trend, meglio definirli due must da cui è impossibile prescindere in questo momento: più digitalizzazione (pagamento contactless, prenotazioni online, registro elettronico, menu e carte dei vini digitali, soluzioni per delivery e asporto, gift card)  e un’offerta completa capace di coprire più fasce di pubblico e orari diversi, quindi non solo i “classici” pranzo e cena. Ancora una volta la ristorazione si ridisegna sugli interessi, i desideri e le abitudini di una “nuova clientela” che nella maggior parte dei casi si è adattata perfettamente alle soluzioni proposte con il problema lockdown e restrizioni varie.

Food trend, cosa mangeremo nel 2021

L’alimentazione del 2021 sarà una logica conseguenza dei frutti dell’anno appena trascorso. La quarantena obbligatoria ha portato molte persone ad aumentare il proprio peso e a cucinare a casa di tutto di più, non dimentichiamo l’assalto a farine e lieviti, la produzione di lievito madre a casa, i pani e le pizze sfornate.

Da queste tendenze ne deriveranno altre quali un’alimentazione più salutare ed equilibrata, maggiormente ricca di frutta e verdura, meno calorica e più salubre. Una tendenza che sfocia anche in un’attenzione maggiore verso il cibo biologico, a basso impatto ambientale e più sostenibile per la salute dell’uomo e del pianeta, con filiere più corte e un cucina che predilige il riciclo. E i superfood? Sì, ci sono, ma integrati, ovvero si tenderà a scegliere alimenti che contengono già per natura antiossidanti, vitamine e proprietà nutritive da super eroe.

Dopo mesi di impasti di ogni genere abbiamo riscoperto una serie di vecchie ricette della tradizione e a base di prodotti locali, con una predilezione verso farine integrali e di grani antichi, a volte quasi dimenticati e ritornati in vita, e verso i legumi. Il 2021 pare sia l’anno dei ceci e dei derivati: versatili, ricchi di nutrienti, privi di allergeni e poco costosi .

Il mondo vegetale ha il suo fascino e sono molte le aziende che si stanno adattando con le loro proposte. Si conferma, infatti, il boom dei prodotti vegan a imitazione della carne animale e dopo Beyond Burger anche altri brand più conosciuti e distribuiti nei supermercati si sono lanciati nella produzione di burger e polpette. Sì a snack vegetali e anche all’utilizzo di oli differenti, derivanti da semi di zucca o di canapa.

Mantiene un posto alto in classifica anche il consumo di vino sia fuori che a casa, complici i tanti shop on line e servizi di consegna a domicilio di distributori e degli stessi produttori che hanno permesso ai tanti  “winelover” di avere sempre una cantina fornita.

Trova più spazio e importanza riconosciuta la colazione sia a casa che fuori, riscoperta con la pandemia e arricchita di dolci e lievitati fatti in casa, frullati, smoothy e tengono testa anche le versioni salate e i brunch.

Food trend 2021, cibi e bevande in arrivo dall’estero

Ogni anno l’osservatorio italiano di TuttoFood ha il compito di fotografare la diffusione di nuovi prodotti dell’industria alimentare. Vediamo allora quali sono le novità in lista secondo uno studio condotto tra social e sondaggi. In cima c’è il caffè spalmabile o butter coffee, una crema in barattolo dal sapore concentrato. Seguono le uova vegetali surgelate, che sta conquistando la popolazione americana, e i formaggi non formaggi, che vengono prodotti da un processo di fermentazione vegetale.

Dal lato beverage all’estero si comincia a consumare birra ottenuta dalla fermentazione di semi di avocado, con aggiunta di semi di sidro di mele, in Italia diversi birrifici si stanno dedicando alla birra ottenuta dagli scarti del pane. Altra abitudine di consumo che nel 2020 ha stuzzicato la curiosità degli italiani sono i drink analcolici, già nei trend dei mesi passati, ora dopo un primo apprezzamento si ripropongono per diventare una buona abitudine di oltre la metà dei consumatori di cocktail.

Sugli scaffali del supermercato compare il kombucha, bevanda leggermente frizzante ottenuta dalla fermentazione del tè zuccherato, è destinato a diventare sempre più “cool” in tutte le sue varianti sul tema.

Trasparenza, il trend 2021 per le aziende

Il filo conduttore nell’intera catena produttiva sarà la trasparenza. L’Innova Consumer Survey 2020 ha infatti dimostrato da un’intervista condotta che 6 persone su 10 sono interessate a ricevere informazioni dettagliate sulla provenienza del cibo che portano in tavola. Questo implica più chiarezza, maggiore divulgazione e informazione da parte delle aziende, che non si traduce solo con un content marketing più qualificato, ma in una rivoluzione necessaria sul piano delle etichette. Etichette più pulite, con dati completi, facili da interpretare e che propongono didascalie di senso compiuto e meno sequenze numeriche, con più chiarezza sulla data di scadenza per evitare sprechi alimentari. Non meno importanti imballaggi e packaging sostenibili, compostabili o riciclabili sempre in un’ottica di maggiore attenzione al benessere umano e del pianeta.

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