Dal 16 al 22 aprile 2026, la kermesse ideata da Paola Mencarelli torna nella città del Negroni con 55 cocktail bar selezionati, ospiti rigorosamente italiani e un libro che racconta un decennio di miscelazione d’autore.
Era il 2016 e Firenze non si aspettava molto da quella scommessa. Tredici cocktail bar, una manciata di bartender e un’idea ancora acerba: dare alla miscelazione fiorentina il palcoscenico che meritava. Paola Mencarelli, giornalista con un master in critica gastronomica e una visione ostinatamente ottimista, ci credeva. Gli altri, forse un po’ meno. Oggi, dieci anni dopo, quei tredici locali sono diventati oltre settanta tra Selected Bar ed Event Partner, e la Florence Cocktail Week è considerata la madre di tutte le cocktail week italiane. Racconta lei stessa: un progetto nato come scommessa, diventato ecosistema.
La nona edizione della Florence Cocktail Week, in programma dal 16 al 22 aprile 2026, porta con sé il peso specifico del decennale. E lo porta bene, scegliendo un filo conduttore preciso: il talento italiano. Niente ospiti stranieri, niente nomi internazionali prestati per l’occasione. Quest’anno tutte le guest shift e gli eventi speciali saranno affidati esclusivamente a bartender italiani — o italiani che lavorano fuori dai confini nazionali, portando il proprio know-how nei migliori bar del mondo senza dimenticare da dove vengono. È una scelta politica, nel senso più nobile del termine. In un settore che per anni ha guardato a Londra, New York e Tokyo come agli unici poli di riferimento, la Florence Cocktail Week 2026 ribalta la prospettiva e dice che la mixology italiana sa stare in piedi da sola. Che i nostri bartender non hanno bisogno di una patente straniera per essere presi sul serio. È un discorso che il mondo del vino ha fatto decenni fa, e che il mondo del cocktail sta imparando adesso.

Sette giorni fitti di appuntamenti: masterclass, guest shift, brunch, pop-up bar e aperitivi diffusi tra i migliori indirizzi della città. Ognuno dei 55 Selected Cocktail Bar proporrà una drink list FCW26 composta da tre cocktail esclusivi — un Signature di libera creazione, un Wellness Cocktail low ABV o alcohol free, e un Classic Cocktail. Quest’ultima voce è la più interessante, e non per nostalgia. Inserire un classico nella lista è un atto culturale: in un mercato dominato da tecniche molecolari e drink iper-complessi, saper fare bene un Negroni o un Manhattan è ancora — e forse più che mai — un gesto di rispetto verso la storia di questo mestiere.
Tra gli appuntamenti da segnare in agenda, giovedì 16 aprile si aprono le danze con il Martini Social Club al Locale Firenze: sei tra i bartender più influenti del panorama italiano — Flavio Angiolillo, Patrick Pistolesi, Benjamin Cavagna, Riccardo Rossi, Alexander Frezza e Abi El Attaoui — presenteranno una selezione di classici e twist contemporanei. Stesso giorno, da Gucci Giardino, prende il via un ciclo di brunch con ospiti italiani curato da Martina Bonci e il suo team, a partire dal brunch firmato Polot 1882. È il tipo di abbinamento — moda, lusso e miscelazione — che Firenze sa fare come nessuna altra città. Torna anche il Contest storico, assente da anni e rimesso in scena per celebrare il decennale: il 16 aprile alle 14:30, sempre al Locale Firenze, si ritroveranno i bartender che hanno scritto la storia delle Italian Cocktail Weeks. Tra loro Edoardo Sandri, assistant bar manager dell’Atrium Bar al Four Seasons Hotel Firenze — l’unico rimasto, dopo dieci anni, nella stessa struttura. Una fedeltà rara nel mondo della ristorazione, e per questo ancora più significativa. A giudicare, i veterani del contest originale del 2016: Patrick Pistolesi, Stefano Nincevich e Luca Pirola. L’edizione del decennale regala anche un libro: Cocktails in Florence, guida ai migliori cocktail bar della città realizzata in collaborazione con il Gruppo Editoriale fiorentino. Cinquantanove locali selezionati da Paola Mencarelli, ciascuno con i propri drink iconici e le relative ricette, fotografati da Michele Tamasco e ritratti dalla fotografa Veronica Gaido, compagna di viaggio della manifestazione fin dall’inizio. Il volume è in doppia lingua, italiano e inglese, pensato per parlare sia ai fiorentini che ai turisti internazionali. C’è anche un capitolo dedicato al Negroni — il cocktail che Firenze ha regalato al mondo, e che il mondo continua a non smettere di ordinare.

Dieci anni fa erano in tredici. Oggi sono più di settanta, e il numero continua a crescere. La Florence Cocktail Week non è soltanto un festival: è diventata il termometro della salute della mixology italiana, il posto in cui si capisce dove sta andando il bere di qualità nel nostro paese. E il messaggio di questa edizione è chiaro: sta andando verso casa, verso le radici, verso un talento che non ha più bisogno di chiedere il permesso per esistere.
Florence Cocktail Week 2026 — Firenze, 16–22 aprile 2026 — www.florencecocktailweek.it


