Eataly Fest: a Roma ostiense una settimana di cene d’autore per inaugurare il 2026

Il 2026 di Eataly si apre con una festa diffusa che attraversa l’Italia e mette al centro il valore culturale del cibo. Dal 26 gennaio al 1° febbraio prende vita l’Eataly fest, una settimana di appuntamenti pensata per brindare al nuovo anno e celebrare i 19 anni del Gruppo, coinvolgendo tutti gli store con menu speciali, degustazioni, incontri e grandi cene d’autore. Il filo conduttore è quello che da sempre guida la filosofia Eataly: il cibo come strumento di conoscenza, come occasione di incontro e come racconto dei territori. Un messaggio che risuona in modo ancora più significativo alla luce del recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, richiamato anche nel concept dell’evento.

Roma ostiense, il cuore dell’Eataly fest

A Roma l’Eataly Fest trova il suo centro naturale nello store di Ostiense, spazio simbolo di una città che ha saputo riconvertire la sua anima industriale in luogo di cultura gastronomica. Qui, negli ambienti del Ristorante Terra, affacciati sull’ampio spazio dell’ex Air Terminal, prendono forma tre cene che raccontano tre approcci diversi alla cucina contemporanea: la tradizione, l’alta ristorazione e la nuova scena emergente.

Tre serate distinte ma unite da un’unica visione: valorizzare il patrimonio gastronomico italiano attraverso storie di ristoranti, chef e territori, lasciando spazio sia alla memoria sia alla sperimentazione.

Salvatore Giuliano di Mimì alla Ferrovia

La Campania apre le danze dell’Eataly fest

Martedì 27 gennaio l’Eataly Fest romano si apre con una cena dedicata alle eccellenze campane, protagoniste Mimì alla Ferrovia e Annuccia La Caprese. Da un lato uno dei ristoranti simbolo della storia gastronomica napoletana, fondato nel 1943 e ancora oggi punto di riferimento per la cucina partenopea più autentica; dall’altro una giovane realtà dolciaria che ha scelto di rileggere uno dei dessert più iconici della tradizione isolana.

La cena, guidata dallo chef Salvatore Giugliano, è un vero e proprio viaggio nella memoria gastronomica di Napoli. Si parte con una “Passeggiata partenopea” composta da cinque bocconi che condensano sapori e gesti della cucina di casa: dal puparuolo ’mbuttunato alla mozzarella in carrozza, fino alle alici croccanti e alla scarpetta, gesto semplice ma profondamente identitario.

I primi piatti raccontano una Campania generosa e riconoscibile, come gli ziti allardiati con lardo, pomodoro giallo e datterini confit o i tubettoni con friarielli, salsiccia e bufala affumicata, in un equilibrio tra tradizione e cura contemporanea della materia prima. Il dessert è affidato ad Annuccia La Caprese, progetto firmato da Vincenzo Castellone e Antonio Valentino, che propone una versione monoporzione della celebre torta caprese, accompagnata da un mini cocktail al limoncello Mammamia. A condurre la serata è la giornalista Luciana Squadrilli, che accompagna gli ospiti nel racconto delle storie e dei piatti.

Nicola Fossaceca di Al Metrò

La cena delle stelle: l’alta cucina italiana a confronto

Mercoledì 28 gennaio è il momento della Cena delle Stelle, appuntamento che riunisce quattro chef stellati e una pastry chef per un menu corale che mette in dialogo linguaggi e territori diversi. Nicola Fossaceca, Gianni Dezio, Gian Marco Bianchi e Pierluigi Gallo portano in tavola piatti che riflettono le rispettive identità culinarie, in un percorso che punta sull’eleganza e sulla tecnica senza rinunciare alla leggibilità.

Si parte con la verza e tartufo di Gianni Dezio, piatto essenziale ma profondo, per poi passare alla seppiolina arrosto con prezzemolo e olive firmata da Fossaceca. Il raviolo del Pastore di Gian Marco Bianchi introduce una dimensione più narrativa, mentre la lingua alla brace con insalatina di funghi di Pierluigi Gallo chiude la parte salata con un piatto deciso e contemporaneo. Il dessert, ricotta e visciole, è firmato da Irene Tolomei, Head Pastry Chef di Aroma Restaurant e miglior Pastry Chef under 30 secondo Il Gusto di Repubblica. La serata è moderata da Chiara Giannotti, esperta di comunicazione del vino, con abbinamenti pensati per valorizzare ogni portata.

Matteo Faenza di Mogano

Cucine in evoluzione: la gastronomia romana

Giovedì 29 gennaio il Ristorante Terra ospita Cucine in Evoluzione, la cena che guarda al presente e al futuro della cucina romana. Protagonista Matteo Faenza, Miglior Chef Emergente 2025, che dal ristorante Mogano di Formello porta una cucina contaminata, tecnica, aperta alle suggestioni asiatiche ma ben radicata nella materia prima.

Il menu propone piatti come i funghi cardoncelli con mandorle e semi di zucca, i tortelli ripieni di formaggio in brodo di cipolle rosse e il petto di manzo brasato alla birra con salsa ponzu, espressione di una ricerca che guarda oltre i confini senza perdere equilibrio. Il dessert è affidato a Lorenzo Spavone, pastry chef del W Rome, con una sfera di mousse alla vaniglia dal cuore di limone. A raccontare la serata è la giornalista Belinda Bortolan.

Irene Tolomei Head Pastry Chef Aroma Restaurant

Da Roma a Torino e Milano: una festa diffusa

L’Eataly fest prosegue anche a Torino e Milano. A Torino Lingotto, venerdì 30 gennaio, La Grande cena del compleanno celebra i 19 anni dello store con una serata conviviale che coinvolge alcune delle realtà più interessanti del panorama gastronomico torinese, accompagnata da musica e dolci artigianali. A Milano Smeraldo, martedì 27 gennaio, va invece in scena La grande cena spettacolo, un menu a dieci mani firmato da giovani chef stellati e arricchito da uno show itinerante.

Con l’Eataly Fest, Eataly conferma il suo ruolo di osservatorio e narratore della cucina italiana contemporanea, capace di mettere in relazione passato e futuro, grandi nomi e nuove promesse, territori e città, in un racconto che continua a evolversi ma resta profondamente legato alle sue radici.

Gian Marco Bianchi e la cucina rurale che diventa stellata