Da noi, in Europa, quando si parla di cibi cosiddetti ‘estremi’, la questione è abbastanza circoscritta e rappresenta una nicchia nel settore gastronomico, come nel caso del surströmming, l’aringa fermentata acida, diffusa in Svezia e dell’hákarl, la carne putrefatta di squalo tipica della cucina islandese che si contendono – si fa per dire – il titolo di specialità più maleodorante del mondo. In Asia, tuttavia, c’è un frutto di pari caratteristiche olfattive diffuso in buona parte dell’Estremo Oriente: il durian. In italiano è detto ‘durione’, ma è un termine scarsamente usato e i pochi che lo conoscono, preferiscono chiamarlo con il suo nome originale.
Con la sua buccia esterna dura e appuntita, l’interno giallo brillante dalla consistenza cremosa, un peso variabile tra 1 e 3-4 kg, dimensioni massime di 15×30 cm, il durian è il frutto di diverse essenze arboree appartenenti al genere Durio che annovera circa trenta specie conosciute, di cui nove producono frutti commestibili. Solo il Durio zibethinus è l’unico disponibile sui mercati internazionali, mentre le altre varietà sono vendute unicamente a livello locale.
Diffuso principalmente in Thailandia (i durian della provincia di Nonthaburi, nella zona centrale del paese, sono considerati i migliori e i più costosi in assoluto), Malesia e Indonesia che rappresentano, nell’ordine, anche i tre maggiori produttori a livello mondiale, è venduto anche in altre zone dell’Estremo Oriente come Filippine, Cina, Vietnam, Hong Kong e Singapore.
Il “profumo” del durian
Ciò che lascia perplessi i nasi di noi occidentali riguardo questo particolare frutto, è il suo profumo (ma si dovrebbe più facilmente definire ‘puzza’) legato alla presenza di acido solfidrico e altri solfiti che si sprigionano durante il taglio della buccia generando numerose sostanze volatili. Per dirla in poche parole, il sentore potrebbe essere classificato come un misto tra cipolle tostate, frutta in decomposizione e liquame.
Il durian maturo deperisce abbastanza velocemente: nel giro di qualche giorno. Si consuma in grossi pezzi o a spicchi interi contenenti un seme che, tuttavia, deve essere rimosso. L’unica accortezza, se si mangia con le mani, è di utilizzare sempre un paio di guanti monouso o ricorrere a forchetta e coltello. Al gusto non è né acido, né dolce, né succoso. Non causa nausea o effetti collaterali indesiderati e, paradossalmente, più se ne mangia e più se ne vorrebbe. Un po’ come le ciliegie verrebbe da dire. Rappresenta anche un ingrediente alternativo al mango nello sticky rice – letteralmente riso appiccicoso – un tipico piatto thailandese preparato con riso glutinoso (detto anche riso dolce), zucchero, latte di cocco e, appunto, durian crudo a dadini, piatto popolare thailandese, ma diffuso in tutto il sud-est asiatico. Il suo sapore dolce rende lo rende un’aggiunta popolare a dessert ed è disponibile anche sottoforma di gusto di gelato.
Considerata la sempre più maggiore richiesta e il conseguente aumento del prezzo, soprattutto per gli esemplari di prima qualità esenti da difetti o ammaccature, da alcuni anni si usa legare una cordicella al gambo di ciascun frutto in maniera che, a maturazione raggiunta questo non cada al suolo e rimanga sospeso a mezz’aria per poi essere raccolto ancora integro.

Curiosità sul durian
- Il prezzo del durian in Asia varia da 16 a 27 euro al chilogrammo a seconda della varietà, della qualità e del luogo dove si acquista. Un prezzo oggettivamente elevato se paragonato alle altre tipologie di frutta presente sui banchi dei mercati e dei supermercati dell’estremo oriente.
- Per chi volesse provarlo per la prima volta, è consigliabile assaggiare la varietà D13 dalla polpa dolce, poco fibrosa e con un odore meno pungente rispetto alle altre tipologie di durian.
- A causa del particolare olezzo, alcuni paesi come Malesia, Singapore e Hong Kong hanno vietato l’accesso e il consumo in luoghi come hotel e mezzi pubblici. Stesse limitazioni anche per la maggioranza delle compagnie aeree che, con specifici avvisi, proibiscono il trasporto a bordo dei propri aeromobili indicando anche l’entità delle sanzioni applicate ai possibili trasgressori.
- È considerato un alimento salutare: contiene significative quantita di vitamine B e C e particolari molecole dall’azione antiossidante che regolano il colesterolo nel sangue e riducono il rischio di malattie croniche. In Asia rappresenta un efficace antidoto all’emicrania e ai disturbi del sonno.
- Se dai consumatori asiatici è definito – a torto o a ragione – il ‘re dei frutti’, esiste anche la ‘regina dei frutti’: il mangostano. Completamente diverso nella forma, nelle dimensioni e nel gusto, ha in comune con il durian solo il periodo di fruttificazione.
- Il 9 luglio di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale del Durian, mentre tra la metà di maggio e l’inizio di giugno ha luogo il Chantaburi Durian Festival, nel capoluogo dell’omonima provincia da dove proviene metà della produzione thailandese di questo frutto.





