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Retropasta

Retropasta: la pasta fresca italiana nel piatto

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Da oggi nel laboratorio di RETROPASTA, si potrà non solo comprare la pasta fresca ideata da Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Giudice, ma ci si potrà anche fermare a pranzo a mangiarla, esplorando un menu legato alla tradizione romana, a prodotti del territorio, alla stagione e al mercato.

Grazie al restyling completato in queste settimane, in uno spazio più accogliente ed informale, ai due banconi di RETROPASTA, dalle 12:00 alle 16:00 si potranno assaggiare 6 piatti della gamma di pasta fresca del pastificio. Piatti contemporanei e al tempo stesso tradizionali: sfoglie sottili, rigorosamente fatte a mano, preparate con uova e farine biologiche, ripieni unici a base di ottime materie prime e grande tecnica.

La parola agli chef

Giuseppe Lo Iudice spiega: “Abbiamo deciso di dedicare dentro al pastificio uno spazio anche di consumo. Vogliamo che da RETROPASTA non solo si compri pasta fresca da cucinare a casa propria, ma vogliamo permettere ai nostri clienti di mangiare in loco, per un pranzo veloce seduti ad ammirare il making of di sfoglie e ripieni o per un take away da asporto”.

L’attenzione alla pasta fresca da sempre anima la sezione primi del menu del ristorante RETROBOTTEGA. Le paste ripiene sono una nostra particolare passione” racconta Alessandro Miocchi. “Ogni tortello, raviolo, anolino o agnolotto è un piccolo piatto racchiuso in pochi centimetri. Le farce possono essere classiche, ma anche liquide, soffici o croccanti. Le forme e le chiusure delle paste ripiene possono essere antiche e tradizionali, o diverse e divertenti. L’importante è che in bocca tutto sia coerente, netto e diretto.

Retropasta

Il menu e la formula

Il laboratorio della pasta diventa a tutti gli effetti protagonista di uno spazio ristorativo nuovo, indipendente, dall’identità forte che punta a far conoscere la cucina di RETROBOTTEGA a un pubblico più ampio, con una formula economica, semplice e alla portata di tutti.

Nel nuovo menu i clienti troveranno Tonnarelli cacio e pepe, Tortelli agnello cacio e ova, Ravioli di ricotta e spinaci, Agnolotti all’amatriciana, Rigatoni con sugo di coda e naturalmente lo Spaghetto fresco al pomodoro. Sugli scaffali di RETROPASTA ci saranno: farine biologiche molite a pietra, paste secche a lenta essicazione, olii extra vergine di oliva, passate di pomodori, pomodori pelati, sughi, pesti, sali, capperi e tartufi.

Interessante la formula anche dal punto di vista economico: sarà possibile infatti scegliere la propria porzione tra 50, 100 e 150 grammi pagando rispettivamente 3,50, 7 e 9,50 euro.

RETROPASTA

Via della Stelletta, 4a a Roma
Chiusura: domenica e lunedì mattina
Orario di apertura del pastificio 10:30 alle 19:30 il lunedì dalle 16:00 alle19:30
Orario del pranzo al pastificio 12:00 alle 16:0 0 dal martedì al sabato
www.retro-bottega.com

Retropasta

Essentia

Essentia sbarca a Roma: degustazione allo Zero21

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A Ponte Milvio tra sushi e churrasco, c’è tutto il sapore della Puglia!

Prenderanno il via il prossimo mercoledì 9 ottobre alle 18.30 gli incontri enogastronomici di Zero21 a Ponte Milvio: a comunicarlo sono le attrici e amiche Roberta Garzia e Manuela Morabito, già unite sul piccolo schermo ed ora impegnate in una nuova avventura fuori dal set.

Insieme, le due si fanno promotrici di una serie di eventi che vedranno protagonista il brazilian sushi bar in Via della Farnesina e l’etichetta di prodotti e vini made in sud di nome Essentia Italian Food, di origine tranese ma cittadina del mondo, come confermano le proposte vinicole di Massini & Bucci, pronte a consuistare il territorio romano partendo proprio da Ponte Milvio.

Il Brazilian Sushi

Il Brazilian Sushi è uno dei piatti del momento, vero e proprio simbolo del processo di modernizzazione che negli ultimi anni ha preso piede in Brasile. La sua caratteristica sta proprio nell’incontro tra due culture gastronomiche, la carioca e la nipponica, fuse in una contaminazione reciproca che da vita ad un menu fusion dai colori e dai sapori intensi e frizzanti, puro esempio della composizione cosmopolita brasiliana.

I piatti

Ispirata dal miglior sushi giapponese e dalla temakeria brasiliana, il menu di Zero21 è in grado di stupire anche i palati più esigenti, pronti a gustare rolls di granchio, avocado, papaya ed una quantità di salse speziate al sabor do brasil che ben si sposano con un’altra combinazione esplosiva, quella sprigionata dall’incontro del sakè con la cachaca e i frutti tropicali.

I vini di Essentia

E’ in questo contesto dal repisro internazionale che ben s’inserisce la partecipazione di Essentia, etichetta nata a Trani con il fine di esportare nel mondo i vini più pregiati della Terra di Puglia e non solo. “Questi incontri sembrano fatti per noi. Questo è un progetto che avevamo il dovere di sposare, poiché molto affine alla nostra mission aziendale. Una fusione tra l’eccellenza pugliese e i palati più esigenti nel mondo è possibile e noi stiamo lavorando per questo. Lo dico sempre ai miei referenti oltreoceano: l’Italia non è fatta solo di Chianti”, afferma goliardicamente Giuseppe Massini, portavoce dell’etichetta che per l’occasione propone in degustazione la bollicina Vizietto Brut da Verdeca, seguito dalla bottiglia AureFalanghina IGP e dal Fiano IGP di nome Zulfe. Gran finale con Seule rosato da Primitivo IGP e con il rosso intenso e corposo Primitivo IGP Aleatico di nome Saure.

Per maggiori informazioni

ESSENTIA ITALIAN FOOD: https://www.essentiaitalianfood.com/it/
ZERO 21 (PONTE MILVIO): https://www.facebook.com/zero21pontemilvio/

Enoturismo

L’Enoturismo e le Cantine Lungarotti

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Torgiano, è un piccolo paese nel cuore dell’Umbria in provincia di Perugia. Qui sorge l’azienda Cantine Lungarotti, celebre agli appassionati ed agli intenditori di vino per la sua storicità e le sue etichette, prima fra tutte il Rubesco. Tra il borgo e la cantina nel tempo si è creato una sorta di simbiosi, un’identità profonda e tangibile, che si può praticamente toccare con mano.

Il vino come cultura ed arte

Il merito delle Cantine Lungarotti non è solo quello d’aver creato un’economia locale stabile, un punto di riferimento per la produzione di qualità del vino, aver costruito un vero e proprio brand, ma anche e soprattutto di aver concretizzato negli anni un’esperienza intorno al concetto di vino, che non è solo qualcosa da bere, ma soprattutto qualcosa da avvicinare, conoscere. Qualcosa definibile cultura e arte e che richiama altrettanta cultura e arte.

Sostare a Torgiano per una giornata o un weekend significa vivere il vino e ciò che esso rappresenta a tutto tondo: storia, arte, natura, produzione, gastronomia. Tutto accade nel raggio di un chilometro appena, da un capo all’altro del paese e si riesce a comprendere cos’è veramente l’enoturismo.

L’enoturismo

Oggi si parla tanto di enoturismo come la nuova frontiera di un’economia sana e intraprendente, come l’opportunità di piccole e grandi cantine di creare indotto, di valorizzare con la loro presenza piccoli centri la cui unica ricchezza sono le vigne. Ben venga quindi l’enoturismo, soprattutto quello intelligente, che ha capito che il vino non è solo un prodotto da vendere o da raccontare, ma soprattutto da vivere, in ogni fase di produzione e in ogni declinazione.

Qui a Torgiano l’enoturismo ha una lunga storia, non è figlio degli ultimi anni, ma si muove di pari passo al successo delle Cantine Lungarotti, grazie alla visione lungimirante e ispirata di una donna, Maria Grazia Marchetti moglie di Giorgio Lungarotti.

La storia della Cantina

È una storia lunga quella di Lungarotti e della sua famiglia. Vigne e terreni messi a produzione con successo già nel ‘700 e che lungo i secoli hanno confermato la potenzialità della terra umbra nella produzione del vino. Una data storica è sicuramente il 1936, quando Giorgio Lungarotti assume la direzione dell’azienda e rivoluziona la produzione sia in vigna che in cantina, con un obiettivo ben preciso: conquistare il mercato nazionale e far conoscere l’Umbria come regione vocata all’enologia anche all’estero. C’è tanta sperimentazione, lavoro e passione dietro a questo grande progetto, rappresentato dal Rubesco Riserva e Torre di Giano, i due vini di punta e più rinomati. Il primo oggi pluripremiato ed esportato in circa 50 paesi.

La fondazione e il museo del vino

Parte da qui l’azione trainante dell’azienda per Torgiano per l’Umbria intera. E se Giorgio si dedica alle vigne, alla vinificazione e a far crescere e conoscere l’azienda, accanto a lui c’è Maria Grazia che capisce fin da subito che il vino è il concetto su cui lavorare. Grazie a lei nasce la Fondazione Lungarotti e il Muvit, Museo del Vino, aperto nel 1974 a Torgiano nel Palazzo Graziani-Baglioni. Un museo interdisciplinare, che si sviluppa in venti sale e oltre 3000 manufatti esposti. Una collezione di reperti archeologici, attrezzi e corredi tecnici per la viticoltura e la vinificazione di varie epoche storiche, ma non solo: troviamo qui dipinti, ceramiche, arte orafa, tessuti ed opere di Mantegna o Picasso oltre a tutto ciò che rappresenta un dialogo tra l’arte e il vino, testimonianze dell’immaginario collettivo dei popoli nel corso dei millenni.

La sua funzione non è solo quella di raccogliere opere ma, come sostiene la Fondazione, che ne gestisce le attività di conoscenza del mondo del vino e della sua lavorazione, anche di educare le nuove generazioni al vino e al bere consapevole grazie alle tante attività didattiche e ai laboratori proposti.

Cantina e degustazione

Ma il vino è anche cucina, degustazioni e abbinamenti ricercati. Si passa ad un altro tipo di percorso, anch’esso sensoriale ed emozionale. Dopo la visita completa delle vigne (dove è possibile fare escursioni o vivere la vendemmia) e della cantina, tra sale, cunicoli ed escursioni termiche notevoli, la grande barricaia e la stanza delle pupitres, i vecchi sistemi di imbottigliamenti e trasporto aereo delle bottiglie, ideate da Giorgio Lungarotti, c’è la stanza delle riserve, in cui riposano bottiglie impolverate di oltre cinquant’anni. Dopo tutto questo arriva il momento della degustazione di quei vini che sono stati raccontati in dettaglio, nella loro evoluzione.

Il percorso gastronomico

Bollicine, bianchi, rosai, rossi e passiti, un percorso completo a cui abbinare la cucina dello chef che propone tutte le materie prime del territorio in un gioco di combinazione e abbinamento a chilometro zero. Tutto studiato per i visitatori in una serie di pacchetti tra cui scegliere, comprensivi anche di ospitalità in agriturismo di proprietà.

E al di fuori della cantina cosa accade? Il piccolo borgo di Torgiano immerso nel verde è vocato al relax e all’enogastronomia, relais con spa e trattamenti al vino, ristoranti gourmet e non, dove ovviamente trovare solo il vino Lungarotti è testimonianza di come il vino in questo paese virtuoso sia divenuto elemento forte di un sistema di promozione integrata che garantisce un insieme produttivo e turistico di grande qualità.

Sale Rosa

Il Sale rosa, benefico o ingannevole?

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Il Sale rosa. Uno degli alimenti più in voga negli ultimi anni. Sempre più consumatori lo cercano e molti ristoratori sono da tempo attrezzati per servirlo ai clienti accanto all’olio, al posto del comune sale da cucina. Ma qual è la differenza tra il sale comunemente utilizzato e quello rosa?

Le caratteristiche del sale rosa

Il sale da cucina, quello che tutti conosciamo e utilizziamo frequentemente, è ottenuto da giacimenti di terra ed è composto da cloruro di sodio al 97% circa. È un tipo di sale molto raffinato, che viene separato da tutte le impurità grazie a numerosi processi di raffinazione. È per questo che presenta un colore bianco decisamente acceso.

Il sale rosa, o meglio conosciuto come sale dell’Himalaya, viene estratto nella miniera di sale di Khewra, in Pakistan. Si evidenzia subito quindi che si tratta di un prodotto che percorre migliaia di km prima di arrivare sulle nostre tavole. Non che si tratti di qualcosa di obbligatoriamente negativo, anzi. I consumatori però sono sempre più attenti alla provenienza degli alimenti e ancor di più a tutti i processi che percorrono prima di arrivare sugli scaffali dei più vicini alimentari o supermercati, perciò è sempre opportuno sottolineare questi dettagli.

Colorazione e composizione

La colorazione di questo sale deriva dalle impurezze di cui è composto al momento dell’estrazione, che vengono poi mantenute anche durante il trasporto e il consumo. Sono specifici elementi chimici a determinarne la sfumatura rosea. In particolare, troviamo metalli come zinco, manganese, rame, ferro, nichel, piombo e alluminio. Si tratta di elementi che possono arrivare, complessivamente, a comporre tra il 2 e il 5% delle molecole di cui è composto il sale rosa. Il restante 95-98% è formato, come nel comune sale da cucina, da cloruro di sodio.

E quindi come si può utilizzare il sale rosa? Costa di più e ha pure lo stesso contenuto di sodio, di cui “tutti” sostengono fortemente che può essere pericoloso per l’organismo. Calma, analizziamo con ordine perché acquistare del sale rosa e introdurlo nella propria tavola può essere positivo.

Le proprietà nutrizionali

Innanzitutto, è classificato come il più puro tra i sali in commercio. Non viene infatti sottoposto a trattamenti di raffinazione, ma subisce solamente inevitabili processi di estrazione e pulizia. Il sale marino, ad esempio, viene trattato con diverse sostanze chimiche, complice il sempre più allarmante inquinamento dei mari.

Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, gli elementi sopra citati come zinco, rame e ferro fanno parte dei micro-nutrienti di cui il corpo umano necessita giornalmente. È inoltre un sale che l’organismo è in grado di assimilare piuttosto velocemente e quindi risulta utile in termini di digestione.

Al di là di questi aspetti, che possono soggettivamente interessare o meno lettori e consumatori, arriviamo al punto. È utile in cucina o la differenza con il sale comune non si avverte?

Gli utilizzi

Personalmente l’ho trovato piuttosto utile. È meno “invadente” del comune sale da cucina e permette agli alimenti di esaltarsi maggiormente, facendoli apparire più delicati. La differenza all’assaggio non è sempre percettibile e in alcuni alimenti si avverte meno. È a mio avviso una caratteristica piuttosto soggettiva, palati più fini riescono ad avvertire maggiormente le differenze di sapidità e viceversa altri palati non riescono a percepire differenza alcuna.

In conclusione, è difficile determinare se il consumo di sale rosa possa essere effettivamente benefico o possa migliorare i nostri sughi, insalate o arrosti di carne. Inutile credere a effetti magici che diverse fonti ritenute come “scientifiche” millantano per consentire alle aziende produttrici di alzare il prezzo e approfittarsi dei consumatori. Sono arrivate numerose smentite scientifiche che hanno dimostrato che molte delle proprietà benefiche associate al sale rosa erano in realtà delle bufale inventate per generare mercato. Probabilmente come sempre ci sarà del vero e del falso in ogni considerazione, sta a noi valutare con il nostro cervello.

Sicuramente provarlo e farsi una propria idea è sempre un buon compromesso.

Radio Food Live

Radio Food Live: seconda stagione

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Lunedì 30 settembre riparte la programmazione di Radio Food Live, la web radio tematica, con alcune novità e tante conferme! Voci e volti che gli ascoltatori hanno imparato a conoscere nel corso della prima stagione tornano con argomenti interessanti, ospiti prestigiosi e temi appassionanti per un palinsesto da non perdere!

Non mancano le novità: giornalisti e professionisti che contribuiranno ad arricchire i contenuti dei vari format per offrire un panorama completo sul mondo della ristorazione e più in generale del food.

Le novità

Prima di tutto il cambio di orario: si parte con le dirette alle 10 per proseguire alle 12 ed alle 14 con gli altri appuntamenti con le puntate inedite delle varie trasmissioni, tra le quali è necessario segnalare alcune new entry. In primis il GR FOOD (ogni lunedì alle 10), programma condotto da Andrea Febo, al cui interno ci saranno le rubriche curate da Davide Paolini, Sara De Bellis e Livia Montagnoli. Spazio anche a Dimmelo Tu! (ogni mercoledì alle 12), format condotto dal nuovo acquisto di Radio Food Live Aurora Angelica Di Benedetto. Nella seconda stagione di Mangio tutto, però (ogni martedì alle 10), Luca Sessa ospiterà Rudy Travagli con la rubrica dedicata alla Sala.

Le conferme

Confermati gli appuntamenti con Chiara Giannotti e Vino.TV (lunedì alle 12), Identity con Giusy Ferraina (lunedì alle 14), Luciana Squadrilli ed Alessandra Farinelli con il loro Pizza on the road (martedì alle 12), che ospiteranno Simona Cognoli e la sua rubrica sull’Olio, e HeartRome, la trasmissione in lingua inglese condotta da Maria Pasquale (martedì alle 14).

Ed ancora su Radio Food Live potrete ascoltare Chiara Magliocchetti con Thelma & Louise (mercoledì alle 10), la trasmissione tutta al femminile, Salvatore Cosenza e le sue Radiocronache di Birra (mercoledì alle 14), Giulia Catania che vi porterà nel mondo degli Slow Foodies (giovedì alle 10) ed Eleonora Baldwin ed i suoi formaggi in iCheese (giovedì alle 12).

Torna anche Andrea Strafile con Burned Brain (ogni giovedì alle 14) con il nuovo ospite Alfonso Isinelli, il “divano scomodo” di Radio Food Live, e Federico Cari con le sue dolci lezioni di pasticceria in Sweet Side (venerdì alle 12).

Le pillole

Confermate anche le “pillole”, piccoli estratti su vari argomenti che completano le trasmissioni di Radio Food Live con nozioni che spaziano dal Glossario Gastronomico di Roberto Mirandola alla Gastrosofia con Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, passando per i Finger Movie e le Recensioni dalla rete.

Radio Food Live

Arancini di riso

Glossario Gastronomico: Aragosta – Arancini – Arista

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Il Glossario Gastronomico è un “kit di pronto soccorso” per frequentatori assidui di ristoranti, una raccolta di 750 termini per aiutare a comprendere meglio il linguaggio utilizzato nel mondo della ristorazione, ma anche per fornire in poche righe informazioni e curiosità su alcune parole, materie prime, preparazioni e piatti-simbolo della tradizione gastronomica italiana che normalmente compaiono nei menu.

Le parole della ristorazione: dall’Abbacchio alla Zuppa Inglese” di Roberto Mirandola è un libro utile e dettagliato che consente al lettore di potersi orientare al meglio in un ambito fatto di definizioni, materie prime, tecniche di cottura e ricette tradizionali. Periodicamente pubblicheremo sulle pagine di Radio Food alcuni termini, per scoprire il significato dei termini più ricorrenti utilizzati da chef, sommelier, critici e ristoratori.

Il Glossario Gastronomico: i termini

Aragosta: appartenente alla famiglia dei palinuridi è in assoluto la regina dei crostacei per la polpa prelibata, oltre ad essere anche la più costosa. Per essere commestibile, l’aragosta deve essere viva, cioè deve ancora muoversi. Sono da preferire gli esemplari più piccoli di peso compreso tra 0,8 e 1 kg (gli esemplari oltre i 2 kg sono infatti troppo vecchi) – preferibilmente femmine – per via delle carni più morbide e delicate che conservano il loro tipico profumo di aragosta. Man mano che gli esemplari si fanno più grandi, presentano carni sempre più asciutte, a volte stoppose ed assenza quasi totale di arziglio. Rispetto all’astice, che si differenzia per la mancanza delle chele, ha carni più sode e saporite, leggermente dolci e per queste peculiarità viene privilegiata per l’esecuzione di piatti freddi come l’Aragosta in Bellavista.

Arancini di riso: palline di riso, possibilmente del tipo Roma, del diametro di 8-10 cm panate con una pastella di acqua e farina quindi fritte, farcite con ragù di carne trita di manzo, piselli, formaggio tenero a cubetti (in genere mozzarella) e zafferano, tipiche della cucina siciliana. Il nome deriva dalla forma e dal colore che ricordano un’arancia, anche se nelle zone di Catania e Messina sono di forma conica, a foggia di pera. Nelle altre parti dell’isola si trovano nella forma più tradizionale, assumendo il nome di “arancine”. Oltre ai tradizionali ingredienti, alcune versioni utilizzano spinaci, prosciutto e besciamella oppure sugo alla Norma. Si gustano sia caldi che freddi.

Scopri gli altri termini del Glossario Gastronomico

Arborio: varietà di riso originaria del paese omonimo in provincia di Vercelli. Presenta chicchi grandi e perlati che cuociono perfettamente ed in maniera uniforme mantenendo al dente il nucleo centrale ricco di amido. È adatto per la preparazione di risotti e di qualsiasi pietanza a base di riso asciutto.

Arista: da “aristos”, termine greco che significa aristocratico, ottimo, squisito. Leggenda vuole che il nome derivi da un gruppo di stranieri che partecipando nel 1440 al Concilio Ecumenico di Firenze coniò questo aggettivo per definire l’ottimo e particolare taglio di maiale appena gustato a tavola. Si pronuncia àrista.

Arrabbiata (All’): condimento per la pasta – in primis le classiche penne omonime – dal sapore piccante tipico della città di Roma e, più in generale, del Lazio. È preparato con pomodoro ed abbondante peperoncino, oltre a olio d’oliva extravergine, aglio, sale, completato con prezzemolo fresco e Pecorino Romano. Il nome deriverebbe dal fatto che, mangiando della pasta con questo condimento si rischia di diventare rossi in faccia, proprio come quando ci si arrabbia. Identifica anche piatti di carne bianca o rossa cucinati con molte spezie.

Festa delle birre artigianali

La Festa delle birre artigianali da Eataly Roma

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Un momento dedicato a tutti gli amanti della birra, una tre giorni per scoprire produttori e prodotti, abbinamenti e sperimentazioni di un movimento, quello brassicolo artigianale, in continua evoluzione. La Festa delle birre artigianali organizzata da Eataly, ed in programma dal 27 al 29 settembre presso la sede di Ostiense sarà raccontata in diretta da Radio Food Live!

L’evento

Grazie alla nuova Birreria e all’ampliamento del Birrificio interno con 50 mila litri di birra prodotti ogni anno, la sede romana di Eataly può esser considerata il punto di ritrovo degli amanti della birra a Roma! Il focus della Festa delle birre artigianali è incentrato, oltre che sulle storiche birre artigianali, su di una ampia selezione di birre “non convenzionali”, che sapranno stimolare la curiosità degli appassionati.

I birrifici e le proposte gastronomiche

Saranno 16 i birrifici presenti alla manifestazione, nello specifico: BFB – Novo Brazil, Birra Baladin, Birra dell’Eremo, Birra Losa, Birra Oxiana, Birreria Eataly, Birrificio Alta Quota, Birrificio BirraNova, Birrificio Birrone, Birrificio Maiella, Birrificio Maltovivo, Birrificio Sorrento, BrewFist, Cantaloop Birrificio, La Casa di Cura, Lucky Brews Birra Artigianale.

Interessanti anche le proposte gastronomiche: la porchetta di Del Ponte, la carne di Mr. Doyle, i cartocci di Scottadito, i fritti de La Casa del Supplì, i maritozzi di La Fornarina.

Le attività e gli incontri in programma

– Diretta Radio Food Live | Venerdì 27 settembre ore 18.00 | Gratuito

– “Birre artigianali e territorio… futuro prossimo. L’esempio delle Saison”
Venerdì 27 settembre ore 19.00 | Gratuito
Incontro gratuito al terzo piano a cura di Paolo Mazzola, Slow Food Lazio

– Birre e produttori a confronto: fermentazioni non convenzionali | Prenota ora
Venerdì 27 settembre | Ore 20.30 | Gratuito
Un talk a tutto tondo sulla birra artigianale curato dal mastro birraio di Birra dell’Eremo, Enrico Ciani.

– La cotta aperta al pubblico con Novo Brazil, 4 Island e Eataly Roma
Sabato 28 settembre dalle 9.00 alle 17.00 | Gratuito

– Caccia alla pinta! | Prenota ora
Sabato 28 settembre | Ore 18.00 | 5 €
Tra prove e indovinelli, un pomeriggio all’insegna del divertimento: 10 coppie in gara, fantastiche sorprese per i primi 3 classificati. E il primo premio? L’iscrizione al corso di degustazione di UDB del valore di 300 €.

– Intervista a Teo Musso per i 10 anni di Open Baladin
Sabato 28 settembre ore 18.00 | Gratuito | Al terzo piano
Incontriamo Teo Musso fondatore di Baladin, considerato uno dei rappresentanti più significativi di un nuovo modo di intendere la birra: rigorosamente artigianale e preferibilmente da abbinare al cibo.

Tour dei Birrifici con UDB (Unione Degustatori Birre)
Sabato 28 settembre ore 19.00 | 15 € | Prenota ora
Sabato 28 settembre ore 20.00 | 15 € | Prenota ora
Un tour di 4 tappe con i birrifici presenti all’evento e le loro proposte per scoprire i segreti e le caratteristiche che rendono unica ogni birra.

– Birre: il gioco del tris. Incontro con Elena Di Martino, Slow Food Lazio
Domenica 29 settembre ore 17.00 | Gratuito | Al terzo piano

AREA BIMBI GRATUITA CON POP LAB

Venerdì 27 e sabato 28 settembre | Dalle 18.30 alle 21.30
Domenica 29 settembre | Dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 21.30

GLI ORARI

Venerdì 27 e sabato 28 settembre | Dalle ore 18.00 alle ore 02.00
Domenica 29 settembre | Dalle ore 12.30 alle ore 22.30

Festa delle birre artigianali

Taste of Roma

Tutto il buono del Taste of Roma

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Si è chiusa da poche ore l’edizione targata 2019 del Taste of Roma, la manifestazione dedicata all’alta cucina che avvicina chef ed appassionati grazie alle proposte gastronomiche dei più talentuosi ed affermati protagonisti della ristorazione capitolina.

Quattro giorni all’insegna dei sapori e dei colori, delle consistenze e degli abbinamenti, grazie a chi da anni lavora incessantemente alla ricerca della perfezione dei piatti ma anche per merito di volti nuovi che hanno saputo sorprendere e conquistare il palato dei visitatori.

I grandi chef

14 nomi che i foodies conoscono a memoria: da Heinz Beck a Francesco Apreda, da Angelo Troiani a Riccardo Di Giacinto, da Giulio Terrinoni a Cristina Bowerman, passando per Fabio Ciervo, Davide Del Duca, Daniele Lippi, Ciro Scamardella, Stefano Marzetti, Domenico Stile, Andrea Viola e Yamamoto Eiji.

Taste of Roma

Mezzaluna burrata, acciughe e datterini – Riccardo Di Giacinto

La nostra prova d’assaggio

Non è necessario far classifiche, ma alcuni piatti assaggiati in questi giorni al Taste of Roma meritano sicuramente una menzione. Dalla famosa e rinomata “Carbonara di Pipero” (preparata da Ciro Scamardella e foto di copertina del nostro articolo) alla “Mezzaluna di burrata, acciughe e datterini” di Riccardo Di Giacinto, due piatti dalla straordinaria concentrazione di sapori.

Tra i secondi ci hanno colpito la “Rosetta, kebab di coniglio, porcini fritti, pesche spadellate e cicoria arrosto” di Angelo Troiani ed i “Gamberi rossi ai cereali, chutney di ananas e cipolla alla brace” di Stefano Marzetti, così come tra i dessert l’equilibrato e fresco “Lampone e litchi con panna cotta alla verbena” di Fabio Ciervo.

Scopri i numeri e gli eventi del primo anno di Radio Food Live

Le cene Zacapa

Molto interessante anche lo spazio Zacapa, che ha visto protagonisti 4 chef con un doppio appuntamento (pranzo e cena) all’insegna dell’abbinamento tra piatti e gli aromi del famoso ed apprezzato rum. Lele Usai, Arcangelo Dandini, Iside De Cesare e Oliver Glowig sono stati perfetti padroni di casa dell’elegante sala temporanea.

🎙️Ieri sera, alla prima serata di Taste of Roma, abbiamo fatto due chiacchiere con Lele Usai._____ #TasteOfRoma____Ron Zacapa Taste Festivals Italia Luca Sessa Ristorante Il Tino

Pubblicato da Radio Food su Venerdì 20 settembre 2019

La Scuola di cucina, il Salotto del Vino e la BBQ Academy

Altre gustose attività si sono svolte nella quattro giorni capitolina: i corsi di cucina, per grandi e piccini, organizzati in collaborazione con la scuola “A Tavola con lo chef“; il Salotto del vino, vera mecca per gli appassionati di questo ambito altrettanto importante; ed infine la BBQ Academy ideata da Munchies, che ha visto cimentarsi nuovi talenti (Stella Shi di Cu_Cina e Marco Claroni dell’Osteria dell’Orologio tra gli altri) con la cottura al barbecue.

Roma Bar Show

Roma Bar Show 2019

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Parte oggi la prima edizione di Roma Bar Show, evento internazionale dedicato interamente  al mondo del beverage. Masterclass, talk e conferenze, eventi collaterali e un fuori salone dedicati al trade e al consumer, gli stand delle principali aziende e di quelle più indipendenti del settore, il food pairing e lo street food, il caffè, ma  soprattutto liquori, vini, spiriti, birra, distillati, i migliori bartender e i loro cocktail, per un evento che coinvolgerà l’intera città di Roma.

La prima edizione

Nella sua prima edizione Roma Bar Show celebrerà il Centenario del Negroni, declinato nelle interpretazioni di rappresentativi bartender italiani. Tra le aree tematiche, il Mexico Village, che con i distillati di agave racconterà le tradizioni legate a questa terra, grazie a un cocktail bar in stile messicano con guest bartender di diverse realtà del panorama internazionale; la Gin Area, grazie alla collaborazione con IlGin.it coinvolgerà i produttori di Gin italiani e internazionali; la Terrazza del Palazzo dei Congressi con il suo belvedere che abbraccia l’intera città di Roma celebrerà l’aperitivo italiano con una serie di eventi.

Gli appuntamenti

Tra le iniziative in programma, la finale italiana di “The Vero Bartender”, cocktail competition targata Montenegro che si svolgerà martedì 24 settembre, ma anche l’arrivo di “La Classica 2019” evento ciclistico promosso da Martini Racing, che quest’anno vedrà la sua conclusione a Roma Bar Show coinvolgendo bartender ciclisti provenienti da tutto il mondo.

La RBS Academy

Novità appena annunciata dall’organizzazione sarà RBS Academy, una serie di laboratori tenuti da alcuni dei più importanti esponenti del bartending italiano e internazionale. Tra i protagonisti attesi, Antonio Parlapiano del The Jerry Thomas Speakeasy di Roma che spiegherà tecniche e segreti di 10 drink iconici, ma anche Filippo Sisti che racconterà la “Sinergia tra Bar e Cucina, conoscenza e logica nella miscelazione di Talea Cocktail Bar” di Milano, Flavio Angiolillo, al centro del “Giro del Mondo seduto al bancone di Iter” e ancora Simone Caporale, Remy Savage, Gabriele Manfredi, Tony Pescatori e tanti altri.

L’organizzazione

Il progetto Roma Bar Show – spiegano gli organizzatori – nasce dall’esigenza del trade, delle aziende e degli addetti ai lavori, di ritrovarsi e confrontarsi in un evento italiano di profilo internazionale con lo scopo di elevare le attività della spirit industry e della mixology in Italia. Fin da questa prima edizione, la manifestazione ha l’obiettivo di divenire la fiera leader in Italia dedicata al mondo del bar, del beverage e dell’accoglienza”. La due giorni è promossa e organizzata da RIBS SRL di Andrea Fofi, Fabio Bacchi, Leonardo Leuci e The Jerry Thomas Project e Giuseppe Gallo. La partnership di Acqua San Pellegrino garantirà ai visitatori acqua per tutta la manifestazione, altri importanti sponsor e partner sono Radio Globo, Banca Sella, Organics di Red Bull, Ghiaccio Facile, Birra Asahi, Pratesi Hotel Division, Bernabei, Zero, Bartales, Agrodolce, Blue Blazer ilGin.it. L’APP “Tu Drink”, integrata per la manifestazione consentirà ai visitatori di orientarsi tra spazi espositivi, eventi e attività fuori salone.

Per maggiori informazioni

Palazzo dei Congressi – Roma EUR
Lunedì 23 e martedì 24 settembre
dalle 10 alle 21

info@romabarshow.com
www.romabarshow.com
www.instagram.com/romabarshow
www.facebook.com/romabarshow/

Taste of Roma

Taste of Roma in dirittura d’arrivo

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L’ultima giornata del Taste of Roma è appena iniziata: l’ultima occasione per appassionati ed addetti ai lavori per provare le creazioni dei migliori chef del panorama capitolino! Negli spazi dell’Auditorium – Parco della Musica da giovedì l’alternanza di sapori, colori e consistenze ha conquistato i tanti visitatori.

Gli Chef

Dai ristoranti stellati ai giovani talenti, passando per volti più o meno noti, gli spazi dedicati ai produttori ed al vino, la cucina di altri paesi (come la Thailandia) ed i migliori gelati di Roma: la manifestazione non ha tradito le attese, e come sovente avviene al Taste le tante proposte gastronomiche hanno messo in luce il talento dei protagonisti.

La Scuola di cucina

Lo spazio gestito in collaborazione con A Tavola con lo chef  ha permesso agli appassionati di poter seguire i mini corsi di cucina: dal risotto del maestro Heinz Beck della prima giornata al gelato un po’ salato di “Gunther – Gelato italiano”, passando per il momento dedicato ai bimbi con l’associazione “I diti in pasta”. Tante ricette, nuove tecniche e piccoli segreti, il tutto raccontato in presa diretta da Radio Food Live.

Il Salotto del vino

L’originale spazio dedicato al vino è stato allestito all’interno di un autobus a due piani: una particolare soluzione estremamente apprezzata che ha ospitato i migliori esperti nazionali di vino che hanno dato vita al ricco programma di degustazioni ed eventi. Chiara Giannotti e Giusy Ferraina hanno intervistato i protagonisti raccogliendo impressioni e testimonianze.

Oggi ultima occasione per provare le proposte di Riccardo Di Giacinto, Angelo Troiani, Francesco Apreda, Heinz Beck e gli altri 10 chef presenti alla manifestazione.

TASTE OF ROMA IN BREVE

DOVE: Giardini Pensili – Auditorium Parco della Musica – viale Pietro de Coubertin, 30 – 00196 – ROMA

QUANDO: 22 settembre 2019

ORARI di apertura al pubblico:

  • 22/9 – domenica 12:00 – 17:00 | 19:00 – 24:00

La biglietteria in loco aprirà un’ora prima dell’inizio dell’evento e chiuderà un’ora prima dell’orario di chiusura della manifestazione.