Lo zucchero
1. La parola zucchero deriva dall’arabo ‘sukkar’ che a sua volta deriva dal sanscrito ‘sharkara’ che significa “granello”. Curiosamente ‘Sukkar’ è anche il nome di un regime alimentare che coniuga la dieta mediterranea a quella orientale, in particolare giapponese.

2. Lo zucchero di produzione totalmente italiana è ricavato dalla radice della barbabietola da zucchero. Questa è costituita dal 75% di acqua e dal rimanente 25% di sostanza secca, all’interno della quale è presente un 16% di saccarosio. Nei due maggiori zuccherifici, a Minerbio (BO) e a Pontelongo (PD), vengono annualmente lavorate 2 milioni di tonnellate di barbabietole provenienti da Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte e Umbria.

3. In passato per confezionare lo zucchero venduto a peso veniva utilizzata una particolare carta per creare un effetto ottico di sbiancamento del prodotto all’epoca scarsamente raffinato, di un colore tendente a un poco invitante giallastro. La luce riflessa da questa carta, con una predominante componente azzurra, creava questo effetto. Oggi il ‘carta da zucchero’ è una varietà di colore tra l’azzurro e il grigio. A differenza di altri colori codificati su scala internazionale il carta da zucchero non ha un proprio preciso riferimento: la tonalità viene considerata tra il blu avio e l’indaco desaturato.
4. I quattro maggiori produttori di zucchero al mondo sono, nell’ ordine: Brasile, India, Cina e Thailandia.
5. La produzione di zucchero nazionale – oscilla tra 145.000 e 155.000 tonnellate, che rappresentano poco più del 10% della domanda nazionale, rendendo il nostro paese fortemente dipendente dalle importazioni.

6. Il precursore della zolletta di zucchero è il pan di zucchero, un cono con la punta arrotondata utilizzato per la produzione e la vendita dello zucchero raffinato fino alla fine del XIX secolo. Il pan di zucchero era il prodotto finale del processo di raffinazione della melassa scura, importata dalle regioni di coltivazione della canna da zucchero – dai Caraibi e dal Brasile – che la faceva diventare zucchero bianco. Dopo la cottura finale, il prodotto veniva granulato e infine raffreddato in stampi di forma conica e capovolti, da cui la forma del panetto di zucchero. Ancora oggi Il pan viene prodotto per usi tradizionali in alcuni paesi come la Germania, l’Iran e il Marocco.

7. Prima di arrivare al prodotto finale, ossia lo zucchero semolato che normalmente acquistiamo, il risultato della lavorazione delle barbabietole è un sugo. A seguito di un processo di evaporazione l’acqua viene separata dalla parte zuccherina ottenendo uno sciroppo denso da cui, tramite centrifugazione, si ricavano i cristalli di zucchero. I primi mantengono sulla superficie residui di melasso di colore bruno, ma ripetendo il processo si arriva allo zucchero bianco che, in realtà, è un cristallo trasparente. È il nostro occhio a percepirlo bianco a causa della rifrazione della luce.

8. Una zolletta di zucchero, del peso di 5 grammi, fornisce 20 calorie. Le dimensioni standard sono: 20x20x12 mm e corrispondono approssimativamente a un cucchiaino da tè di zucchero. Curiosamente un barattolo da 600 grammi di Nutella contiene l’equivalente di 60 zollette, mentre una lattina di Coca-Cola ne contiene 7.

9. Il Pan di Zucchero, in portoghese Pão de Açúcar, è il colle alto 396 metri tra i simboli di Rio de Janeiro assieme alle spiagge di Ipanema e Copacabana. Incerta l’origine del nome: alcune fonti la fanno risalire alla somiglianza con la forma di un dolce tradizionale.



