Girando tra gli scaffali al supermercato per la consueta spesa quotidiana o settimanale, vi siete mai chiesti l’origine del nome di alcuni tra i più comuni o storici prodotti che mettiamo nel carrello? Ecco allora questa guida a puntate, che spiega la provenienza, il significato e qualche aneddoto legato ad alcuni marchi o agli stessi prodotti. In questo nuovo appuntamento scopriamo le curiosità legate su alcune marche di biscotti.
BAHLSEN: azienda alimentare tedesca con sede ad Hannover nella Bassa Sassonia nel nord della Germania. Venne fondata nel 1889 da Hermann Bahlsen (1859-1919) con il nome di Hannoversche Cakesfafrik H. Bahlsen, in italiano Fabbrica Dolciaria Hannoverese H. Bajlsen. Oggi il prodotto più conosciuto è il Choco-Leibniz, un biscotto al burro incorniciato da una tavoletta di cioccolato al latte seguita, negli anni, dalle versioni ‘Dark’ (al cioccolato fondente), ‘Caramel’ e ‘Orange’ (cioccolato al latte aromatizzato all’arancia). Prende il nome dallo scienziato tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) considerato una delle poche figure di ‘genio universale’. La prima versione del 1891, ancora oggi commercializzato come Butter-Keks ‘L’Originale’, era composta dal solo biscotto con impressi sulla superficie superiore H.C.F. LEIBNIZ HANNOVER, sostituita nel tempo At dalla scritta LEIBNIZ BUTTERKEKS. Agli inizi del 2013 l’insegna dorata a forma di biscotto delle dimensioni di 50×40 cm e peso di circa 20 kg appena sulla facciata principale della sede principale, venne trafugata nottetempo. Venne richiesto un insolito riscatto consistente in una donazione di biscotti a un locale ospedale pediatrico e a un rifugio per animali della zona. Bahlsen, come controproposta, si offrì di donare 52.000 confezioni di biscotti a 52 istituzioni sociali. Il 5 febbraio dello stesso anno, pochi giorni dopo il furto, lo stemma venne ritrovato e qualche mese più tardi riposizionato. Curiosamente ladro e azienda hanno usato il simbolismo del celebre biscotto contornato da 52 ‘denti’, 52.000 confezioni, 52 enti beneficiari, restituito il 5/2 (5 febbraio) e la locale Università Leibniz dove venne ritrovato l’oggetto.


COLUSSI: gruppo alimentare italiano attualmente operante nel mercato dei prodotti da forno (Colussi, MISURA e Sapori 1832), della pasta (Agnesi e Pastificio Plin) e del cioccolato (La Suissa e Vialetto). Di lontane origini – addirittura del 1791 – l’azienda vera e propria, con i tratti dell’impresa a conduzione familiare fu fondata nel 1911 a Venezia da Angelo Colussi, proveniente da una stirpe di fornai del Bellunese, per poi trasferirsi nel 1949 a Perugia in un più ampio sito produttivo e successivamente nella vicina Petrignano d’Assisi (PG). Fin dal 1955 il prodotto di maggior successo è il Gran Turchese, un frollino rotondo caratterizzato da un motivo a griglia. Altri prodotti conosciuti sono i biscotti secchi OSWEGO, i biscottini veneziani Baicoli dall’elegante e colorata scatola quadrata in latta e le lingue di gatto, finissimi pasticcini di cui Colussi è una delle poche aziende – forse l’unica – a produrli a livello industriale.

GENTILINI: industria dolciaria fondata a Roma nel quartiere Esquilino da Pietro Gentilini nel 1890 inizialmente per la produzione di pane e biscotti. È oggi una delle aziende più note nel suo settore con una produzione che spazia dalle fette biscottate alle confetture e alle merendine. I prodotti di punta rimangono tre tipi di biscotti: l’Oswego creato da una ricetta anglosassone, il Novellino (dal probabile nome dell’omonima rivista illustrata per bambini pubblicata dal 1898 al 1927) e al Marie, il biscotto (di origine inglese) più diffuso al mondo. All’inizio del ‘900 nacque il ‘Treno Gentilini’, una pubblicità raffigurante un treno composto da sette variopinte biscottiere in latta trainate da una locomotiva composta da biscotti. L’immagine del treno conferiva ai prodotti un fascino cosmopolita – visti anche i nomi di alcune capitali europee presenti sui biscotti – creando associazioni di pensiero virtuose con nuovi mondi. Curiosamente nell’aprile del 2016 l’azienda mise in atto una burla sui social network comunicando la vendita del marchio negli Stati Uniti, generando un grande risentimento da parte dei consumatori. Poco tempo dopo il ‘pesce d’aprile’ venne svelato dalla stessa Gentilini.

LOTUS BÍSCOFF: azienda alimentare multinazionale fondata nel 1932 a Kaprijke, località della regione belga delle Fiandre, dai fratelli Jan, Emiel ed Henri Boone. È conosciuta soprattutto per la produzione dei biscotti speculoos, inizialmente prodotti per la festività di San Nicola del 6 dicembre. Negli anni ’50 sono diventati la pausa preferita dei belgi da abbinare a una tazza di caffè e successivamente dagli anni ’80 sono diventati i protagonisti della pausa caffè nei voli per gli Stati Uniti in primis sui voli dell’allora compagnia di bandiera belga SABENA arrivando poi alle altre aerolinee. Di forma rettangolare e colore ambrato, sono caratterizzati dal profumo e dal gusto speziato, principalmente cannella, oltre all’assenza di coloranti e conservanti. Considerato il perdurante successo, da qualche tempo sono disponibili anche una crema spalmabile (contenente il 58% del biscotto originale) e dei biscotti rotondi ripieni con la stessa crema.

MCVITIE’S DIGESTIVES: marchio britannico di snack di proprietà della multinazionale londinese United Biscuits, la più grande società produttrice di biscotti del Paese. In origine l’azienda venne fondata nel 1830 a Edimburgo in Scozia da Robert McVitie e suo padre William per poi fondersi nel 1948 con altre due aziende di prodotti e creare la United Biscuits Group. I biscotti McVitie’s sono da molti anni i più venduti nel Regno Unito (sono particolarmente ), soprattutto nelle linea Digestive composta da: Original, Cioccolato Fondente, Integrali, oltre a Pink (ricoperti al lampone), Gold (ricoperti al caramello salato), Caramello e White (ricoperti con cioccolato bianco) questi ultimi non disponibili per il mercato italiano. Dal 1894 l’azienda è insignita del Royal Warrant of Appointment da parte della Famiglia Reale Britannica. Rappresenta l’equivalente del titolo usato durante il Regno d’Italia di ‘Fornitore della Real Casa di Savoia’. Curiosità: il nome ‘digestive’ deriva dalla convinzione degli inventori, mai dimostrata, secondo cui il bicarbonato di sodio usato nell’impasto conferisse al biscotto proprietà antiacide e che dunque facilitasse la digestione.

PLASMON: società fondata a Milano nel 1902 con il nome di Sindacato Italiano del Plasmon per iniziativa del lodigiano Cesare Scotti, il quale due anni più tardi acquisì dall’azienda tedesca inventrice licenza e marchio per avviare la produzione in Italia. Il Plasmon è un concentrato proteico ultra nutriente sottoforma di latte in polvere in grado di integrare le esigenze nutrizionali della prima infanzia frutto di una ricerca scientifica congiunta tra Germania e Inghilterra agli inizi del secolo scorso. In origine occorrevano circa 43 litri di latte per produrre 1 kg di Plasmon. Il logo riproduce uno scultore intento a scolpire una colonna con alla base un piedistallo riportante la scritta in caratteri greci ‘Plasmon’ e ‘1901’, la data di fondazione. Si presume che il nome evochi la finalità dell’integratore proteico sui potenziali consumatori: favorire la crescita sana e forte oltre a ‘plasmarli’ nella forma migliore. Il Biscotto rimane ancora oggi il prodotto più conosciuto e venduto. Oltre alla versione originale è disponibile anche in altre tre versioni: al cioccolato, crema di latte e meno zuccheri. Ad oggi il marchio Plasmon è di proprietà dell’azienda alimentare britannica Princes.





