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Identità Golose

I podcast di Radio Food Live: Identità Golose

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Un anno (o poco meno) di dirette, trasmissioni, interviste, trasferte, eventi, testimonianze e tanti, ma davvero tanti, podcast. Si potrebbero riassumere con queste parole i primi nove, intensissimi, mesi della nostra realtà editoriale.

Un insieme di competenze, passioni, scoperte e parole che hanno dato vita ad un archivio unico, una risorsa disponibile in ogni istante per tutti i nostri ascoltatori.

Abbiamo quindi pensato di ripercorre le tappe fondamentali di questo “anno zero” di Radio Food Live proponendo i podcast più interessanti degli eventi ai quali abbiamo partecipato in qualità di media partner.

Identità Golose 2019

Costruire nuove memorie è stato il tema dell’edizione targata 2019 di Identità Golose, il convegno più importante del panorama nazionale, svoltosi a Milano dal 23 al 25 Marzo. Un ricchissimo programma ha visto alternarsi sui palchi delle varie sale i nomi più prestigiosi: chef nazionali ed internazionali che hanno raccontato le loro memorie ed il processo creativo che consente lori di crearne di nuove.

Radio Food Live ha seguito in qualità di media partner l’intera manifestazione, raccogliendo le parole di chi ha saputo catturare l’attenzione di appassionati ed addetti ai lavori: Carlo Cracco, Niko Romito, Virgilio Martinez, Corrado Assenza, Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura e tanti altri.

I podcast

Ecco i podcast relativi alle 3 giornate milanesi, per ascoltare e riascoltare le interessanti testimonianze dei protagonisti dell’alta cucina.

Sabato 23 marzo: da Matias Perdomo a Francesco Apreda passando per Moreno Cedroni

Domenica 24 marzo: da Massimo Bottura a Massimiliano Alajmo, passando per Diego Rossi e Simone Cozzi

Lunedì 25 marzo: da Corrado Assenza a Niko Romito, passando per Maria Probst e Mauro Uliassi

Torna a Roma Vinòforum, lo spazio del gusto

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Nuova location per Vinòforum, la storica manifestazione dedicata alla promozione dell’eccellenza enogastronomica. Ricchissimo il programma della sedicesima edizione: 500 cantine dall’Italia e dal Mondo, 2.500 etichette, grandi chef, maestri pizzaioli, eventi dedicati al trade, aree formazione e business.

Un suggestivo spazio di oltre 10.000 mq creato all’interno del “Parco di Tor di Quinto”: è questa la principale novità di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, in programma a Roma da venerdì 14 a domenica 23 giugno 2019. La sedicesima edizione, prenderà forma in una delle location più magiche di Roma (a due passi da Ponte Milvio) e uno dei Punti Verde Qualità della città, esteso su circa 112.000 mq e caratterizzato da un laghetto con fontane e giochi d’acqua.

Quello del 2019 sarà un format polivalente basato sul concetto di naturalità ed esperienzialità, leit motiv dei tantissimi appuntamenti in calendario che vedranno protagonisti 500 cantine vitivinicole italiane ed internazionali, ma anche 70 grandi chef e aziende gastronomiche vocate all’eccellenza.

Scopri l’immagine del vino raccontata da Andrea Federici

I format dell’edizione 2019

Roma Wine & Food Week – Ad inaugurare la sedicesima edizione di Vinòforum sarà la Roma Wine & Food Week, un fuorisalone che coinvolgerà tutta la città. Dal 3 al 9 giugno enoteche, wine bar, ristoranti, botteghe, shop, gallerie d’arte, librerie e boutique saranno tappa di un calendario di oltre 200 appuntamenti dedicati a tutti i wine&food lovers.

Cucine a vista – I Temporary Restaurant di questa edizione ospiteranno ben 30 grandi chef provenienti dall’intero territorio nazionale. La selezione firmata in collaborazione con Luigi Cremona, tra i più importanti giornalisti e critici enogastronomici italiani, svilupperà 5 temi principali i Grandi Maestri Stellati, la Cucina di Mare, gli Chef Emergenti, la Cucina al Femminile, le Grandi Osterie. Ogni chef presenterà tre piatti, tra i più rappresentativi del proprio stile e carattere, ai quali sarà possibile abbinare gli Champagne di alcune delle Maison più importanti al Mondo: Dom Pérignon, Krug, Veuve Clicquot, Moët & Chandon, Ruinart.

Top Tasting Area – A grandi appassionati e degustatori, sarà dedicato un palcoscenico posizionato nel cuore della manifestazione che ospiterà grandi appuntamenti con il vino. Racconti unici che renderanno omaggio alle eccellenze dell’enologia italiana e internazionale attraverso le voci dei suoi protagonisti: produttori, enologi e noti degustatori.

The Night Dinner – 10 grandi chef e 10 cantine prestigiose: sarà questo il binomio protagonista di The Night Dinner 2019. Ogni sera alcuni tra i migliori cuochi d’Italia firmeranno delle cene esclusive (con posti limitati e solo su prenotazione), abbinando le proprie creazioni ai vini di aziende top level (nazionali e internazionali).

Vinòforum Academy – Scoprire tutti i segreti del vino a piccoli passi. Questo l’obiettivo dell’Academy di Vinòforum che coinvolgerà neofiti, appassionati, ma anche esperti in un calendario di appuntamenti tenuti da Enologi e Master Sommelier.

Progetto Olio  Dopo il grande successo riscosso nella scorsa edizione, l’Olio Extravergine di Oliva rimane protagonista di Vinòforum attraverso il coinvolgimento di piccole e grandi aziende produttrici vocate all’eccellenza.

Cene Ferrarelle – Un ristorante sui generis dove grandi chef e maestri pizzaioli lavorano a 4 mani per creare menu unici. 30 posti a cena dedicati a chi vuole sperimentare abbinamenti “fuori dagli schemi” in un percorso tra piatti e vini delle più rinomate cantine italiane.

Eventi per Operatori – E a proposito di pubblico trade, a sottolineare l’importanza dell’aspetto business della manifestazione, Vinòforum rafforza la presenza dei buyer. Tre giorni – Domenica 16 giugno, Lunedì 17 giugno, Domenica 23 giugno-  e tre carte con i migliori etichette della manifestazione, dedicate a chi il vino lo vive non solo come passione, ma soprattutto come lavoro.

Food Revolution – Con l’obiettivo di spingersi sempre oltre, Vinòforum dedicato uno spazio anche a tutte quelle aziende gastronomiche che nell’eccellenza sono in continua evoluzione al fine di presentare al consumatore una qualità in forme nuove. Caviale, Pasta, Tartare, Dolci, ma anche aziende gelatiere che ridefiniscono l’idea di menu.

COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM
DATE 14-23 giugno 2019
LOCATION: Parco di Tor di Quinto – Via Fornaci di Tor di Quinto, 10 Roma |
ORARI dalle ore 19:00 alle 24:00 (fino alle 01:00 venerdì e sabato).
Biglietto di ingresso comprensivo di calice e carnet da 10 degustazioni di vino.
Degustazioni, Cene e Food Show con posti limitati e prenotazione obbligatoria su:
www.vinoforum.it

Miss Chef, la gara in rosa della cucina

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La cucina si tinge di rosa con MISS CHEF, la prima competizione tra chef donne italiane che si sfidano ai fornelli con i piatti della tradizione culinaria del nostro bel Paese lungo un tour che prevede varie tappe.

Nata nel 2012 dall’idea di Marinagela Petruzzelli, giornalista, autrice tv, nonché presidente dell’Associazione MISS CHEF e direttrice artistica del format, la competizione ha come obiettivo principe raccontare l’italianità con le sue eccellenze gastronomiche. “Perché – come afferma la stessa Petruzzelli – è proprio grazie alla bravura e all’intraprendenza di queste donne chef, che riusciamo a valorizzare le eccellenze enogastronomiche e il nostro amato Made in Italy nel mondo. Questa gara non vuole essere solo una sfida tra piatti e ricette, ma una combinazione vincente di tradizioni, diversità, tipicità, innovazione e di tutti i saperi e i sapori territoriali”.

Particolarità di questo format gastronomico è la sua formula dinamica e itinerante, che prevede un vero e proprio tour da nord a sud del nostro paese e una tappa finale negli Stati Uniti. Si parte l’8 e il 9giugno a Roma presso gli studi di Cinecittà World; per poi continuare il 20 e 21 giugno in Calabria, a luglio in Piemonte mentre ad Agosto sarà Matera ad essere palco di questa gara; a settembre due tappe tra nord e sud, prima il Veneto e poi la Puglia; il tour si conclude in autunno con due tappe internazionali New York e Malta. 

Il Premio Miss Chef con la sua formula innovativa e dinamica, vuole contribuire ancor più a sottolineare il valore socio-culturale dell’italianità, facendo della cucina il simbolo “etico e buono”, in cui si racchiude valore, qualità, tradizione, cultura e la convivialità.

Ma come funziona questa gara nello specifico? Chi sono le concorrenti che ambiscono al titolo di Miss Chef?

Le miss chef sono quattro concorrenti per ogni tappa regionale – spiega Mariangela Petruzzelli – selezionate per curriculum professionale e meriti, che dovranno cimentarsi nella realizzazione di un piatto in base al loro repertorio in cucina. La gara consiste in uno show-cooking con la successiva degustazione dei piatti realizzati davanti a due giurie una tecnica e una istituzionale, formate da personaggi del mondo politico e culturale, imprenditori, giornalisti ed esperti enogastronomi e che daranno un giudizio globale che tiene conto della creatività del piatto realizzato, del gusto, della genuinità e bontà, dei valori nutrizionali, della presentazione e dei tempi di realizzazione. Ogni tappa ha una sua vincitrice che partecipa alla finale per l’elezione del titolo nazionale”.

Le Miss Chef oltre a cucinare racconteranno la propria vita professionale e privata con brevi interviste mirate per farsi conoscere a tutto tondo: “Sì, questa è una delle mission di questo format è narrare le storie autentiche di queste donne chef che portano avanti la cucina con passione di generazione in generazione come prezioso “tesoro” di famiglia e memoria di valori” conferma l’ideatrice.

La vincitrice del titolo MISS CHEF® EXPO UNIVERSALE 2019 verrà proclamata il giorno 9 giugno 2019. Il premio assegnato sarà la partecipazione in veste di madrina nella sesta edizione di MISS CHEF® New York 2019. A latere della competizione ogni edizione ha un fitto programma di attività didattiche, convegni e incontri. L’ 8 giugno a dopo la gara si svolgerà il convegno  “L’universo delle Donne che intraprendono nel mondo: esempi virtuosi”, dove saranno protagoniste una serie di ospiti tutte al femminile rappresentanti di diversi settori.

Per ulteriori informazioni: www.misschef.net

Le Armonie senza Tempo del Lugana nella Città Eterna

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Venerdì 31 maggio nella splendida Villa Aurelia di Roma è in programma un wine tasting per assaporare la preziosa unicità del vino simbolo del Lago di Garda.

Una location elegante, un momento di incontro, confronto e scoperta per assaporare grazie a 51 cantine e oltre 90 etichette in degustazione il vino Lugana, la prima DOC riconosciuta in Lombardia – e una tra le primissime in Italia – che ha festeggiato cinquant’anni nel 2017. Un’occasione imperdibile per provare il vino bianco simbolo del Lago di Garda nel Giardino dei Limoni della splendida Villa Aurelia, elegante ed esclusiva dimora del XVII secolo tra i luoghi più suggestivi e seducenti della Capitale.

Lugana Armonie senza Tempo” è quindi un viaggio sensoriale alla scoperta di tutte le sfumature del Lugana, un vino capace di interpretare, grazie alla sua forte e inconfondibile personalità, le caratteristiche di un territorio particolare che abbraccia le zone di Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Peschiera del Garda, Pozzolengo e Sirmione. E quale luogo migliore se non Roma per festeggiare un prestigioso traguardo? La Città Eterna e la magnifica Villa Aurelia sono dunque la cornice ideale per raccontare il fascino senza tempo di un vino di lunga tradizione e tipicità prodotto da uve Turbiana, fra i più antichi vitigni autoctoni della nostra penisola.

L’evento si articolerà in 2 momenti: dalle 16 alle 17.30 Masterclass di approfondimento dedicata alle 5 tipologie previste dal disciplinare di produzione (Lugana, Lugana Superiore, Lugana Riserva, Lugana Vendemmia Tardiva e Lugana Spumante) rivolta a operatori e professionisti del settore, giornalisti e blogger. Ettore Nicoletto e Carlo Veronese, presidente e direttore del Consorzio, e Marco Sabellico di Gambero Rosso accompagneranno i presenti alla scoperta dei vini. A partire dalle ore 18 apertura del wine tasting al pubblico (ingresso a pagamento) per degustare, avvolti dall’affascinante atmosfera e dall’incantevole vista sulla città offerta dal Gianicolo, oltre 90 espressioni del Lugana.

Durante l’evento inoltre sarà possibile visitare Villa Aurelia, un vero e proprio gioiello architettonico solitamente chiuso al pubblico.

Data evento: 31 maggio 2019
Location: Villa Aurelia, Largo di Porta San Pancrazio 1-2, Roma
Link di puntamento https://www.consorziolugana.it/armonie-senza-tempo-2019

Programma

  • Masterclass per operatori professionisti, stampa, blogger e wine influencer: degustazione gratuita con pre-registrazione obbligatoria https://www.consorziolugana.it/armonie-senza-tempo-2019 Dalle 16 alle 17.30 | Sala Aurelia
  • Degustazione aperta al pubblico con biglietto d’ingresso

Intero € 15 – Ridotto per soci Ais, Fis e Bibenda, ARS, Fisar, Epulae, Onav, Slow Food, Gambero Rosso e Ars € 10

Dalle 18 alle 23 | Giardino dei Limoni

I biglietti si potranno acquistare online sul sito del Consorzio Lugana https://www.consorziolugana.it/armonie-senza-tempo-2019 oppure in loco il giorno dell’evento.

Per info: tel. 393 8942109 | email info@bluelime-adv.com

Slow Fish 2019. Fare del mare il nostro bene comune

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Una fiaschetta di colatura di alici “Nettuno”; tre vasetti di alici sott’olio di cui una Gran Riserva; un barattolino di pesto fresco, color verde menta; una bottiglia di Gewürztraminer Alto Adige DOC; una bottarga di muggine sarda essiccata, una in polvere e una in crema; un livornese sugo al nero di seppia; una cena sicula da asporto – sostentamento per la tratta Genova/Roma – a base di alici fritte, triglie e panelle. Un bottino da leccarsi i baffi, indubbiamente, ma senza valore se non fosse il risultato del lavoro artigiano delle persone che dal 9 al 12 maggio hanno partecipato a Slow Fish 2019, giunto alla sua nona edizione.

E non c’è dubbio che Slow Fish anche quest’anno abbia rivoluzionato il più grande snodo navale d’Italia: assemblando filosofie, mescolandosi tra i vicoli di Prà, ha tessuto reti di popoli, odori, storie e tradizioni raccontate dai lupi di mare del mondo e dello Stivale, restituendo al mio soggiorno in Liguria molto di più delle prelibatezze acquistate. Slow Fish ha trasformato gli ampi spazi portuali in arene di dibattito, nelle quali si è tornato a parlare e ad ascoltare. Un’azione non scontata in un tempo come il nostro, dove per comunicare ci si affida solo a piattaforme, doppie spunte e meme sul digitale. Dal giovedì alla domenica è stato un susseguirsi di incontri, appuntamenti a tavola e laboratori per ribadire attraverso la parola, il gusto e il saper fare che del mare nessuno è padrone, ma dipendiamo dalla sua salute e va trattato con cura ed intelligenza in quanto bene comune.

Un concetto semplice ma troppo spesso soffocato, non solo dalle plastiche che quotidianamente gli “affidiamo”, ma anche dai decisori politici dai quali è abbondantemente trascurato. E se ai tavoli istituzionali non trova il giusto respiro, basta una passeggiata tra gli stand della manifestazione e una chiacchiera con i produttori per capire che il tema scotta ed è sentito. Lo conferma Giulio Giordano, fiero artigiano-pescatore di terza generazione, che dalla produzione della colatura di alici di Cetara – presìdio Slow Food – ha ereditato la sua eroica professione. L’ho constatato nelle fenomenali Jade de Waal e Loubie Rush, raggianti cuoche capoverdiane, responsabili di piatti audaci nati dall’incontro della cucina ligure con le erbe spontanee sudafricane; se ne è parlato durante la degustazione di ostriche bretoni naturali, più saporite e carnose delle cugine triploidi proprio perché non sottoposte ad antibiotici e a trattamenti meno sani.

Ho conosciuto persone formidabili, narratori di storie arricchenti che ho ascoltato con la curiosità e l’indecisione di chi non sa se fermarsi sulle parole o scivolare con lo sguardo oltre, verso il mare. Così è stato all’enoteca con Franco, generoso sommelier, che trasforma un assaggio di Pigato in una parentesi intima e commovente. Lo hanno fatto le parole dell’eclettica Sally Barnes, regina del mare di Irlanda che tramanda ancora oggi tecniche tradizionali di affumicatura del salmone, a rischio di scomparsa; un giovanissimo Cristòbal Velàsquez, entusiasta chef cileno, di una tale forza ed umanità da meritarsi il plauso del pubblico universitario per aver condotto il laboratorio sul ceviche in modo tanto appassionato; dalla Corea del Sud un cerimonioso Kang Chang Kun, che ci ha convinto ad assaggiare salse e sashimi a base di occhi, stomaco, fegato e squame di cernia, testimoniando una cucina orientale orientata al recupero e antagonista dello spreco alimentare. Un susseguirsi serrato di incontri ben preparati rivolti ai giovani, alle famiglie, ai passanti più curiosi, hanno trasformato Piazza Caricamento in uno spazio libero dove promuovere ed educare buone pratiche e i 130 mila mq di Piazza delle Feste in 130 mila occasioni per mettersi a confronto e creare nuove virtuose dinamiche.

A raccontarlo così non sembrerebbe di essere soli in mezzo a questo mare, eppure una voce unica e forte è necessaria per cambiare rotta e le regole da attuare. Consapevoli del poco tempo a disposizione, siamo chiamati ad operare un salto culturale per la salvaguardia del Pianeta mare. Raccomandiamo un atteggiamento più responsabile ed accettiamo di cambiare abitudini nella nostra alimentazione se vogliamo assicurare alle generazioni future una vita sostenibile, con una prospettiva buona, pulita e giusta, con più cibo e più sapore.

IMPRONTE DI PIZZA 2019: LA PAROLA A CHI LASCIA IL SEGNO

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Impronte di Pizza, un evento aperto al pubblico per fare cultura su uno dei piatti italiani più amati nel mondo. I grandi nomi della pizza si confronteranno sotto la guida di Luciano Pignataro. Tra i pizzaioli ospiti: Bosco, Callegari, Pepe e Salvo.

Eataly presenta la prima edizione di IMPRONTE DI PIZZA – La parola a chi lascia il segno che si terrà a Roma il prossimo 16 maggio. Un progetto del tutto nuovo con cui Eataly, dopo il lancio della Pizza Eataly e il tour delle Pizze del Territorio, punta a diventare per un giorno un vero e proprio teatro aperto al pubblico in cui i grandi maestri del mondo pizza, provenienti da diverse scuole di pensiero, metteranno in scena le loro personali interpretazioni del piatto e racconteranno esperienze e progetti futuri legati al mondo food, proponendo anche degustazioni.

IMPRONTE DI PIZZA è un nome ricco di significato: l’obiettivo di questo evento è ascoltare la voce dei più rinomati pizzaioli italiani che hanno lasciato il segno, o la loro impronta gastronomica, nel mondo della pizza, rinnovando il settore, ma anche recuperando le tradizioni e la definizione dell’autentica pizza italiana, aiutando anche il pubblico a riscoprire la qualità e il valore di un piatto che ha fatto grande la tradizione culinaria del nostro paese. Per Eataly la pizza è infatti “una cosa seria” e una nuova sfida per portare ad un alto livello la qualità dei piatti iconici italiani.

I protagonisti della prima edizione

Italia in fermento, impasti a confronto” è il titolo scelto e il filo conduttore della prima edizione del simposio organizzato da Eataly. E saranno proprio alcune delle voci più autorevoli dell’arte bianca, guidate dal giornalista ed esperto di pizza Luciano Pignataro, a dialogare su scuole di pensiero e tecniche di lavorazione dell’impasto: Renato Bosco, Stefano Callegari, Franco Pepe e Ciro Salvo.

Negli ultimi anni c’è stata una rivoluzione nel mondo pizza” spiega Pignataro. “L’attenzione di tutti si è infatti concentrata sulla qualità e si è creato un circolo virtuoso che ha complessivamente migliorato il prodotto partendo proprio dall’impasto. Si sono sperimentate lunghe lievitazioni e ognuno ha trovato il suo stile arrivando a risultati di eccellenza. Mettere a confronto scuole così diverse è interessante perché anche per la pizza, come per ogni cibo, il fine non è il mezzo, ma contano il gusto e la salute del cliente”.

A introdurre il confronto sarà Antonio Puzzi, responsabile pizza Slow Food, che ha affiancato Eataly nel progetto Pizza Eataly.

Pizza è una parola universale e, in quanto tale, ha infinite varianti” commenta Puzzi. “Nella sola Italia dei mille campanili, ogni luogo ne dà una specifica lettura: da Napoli a Roma, Genova, Torino, Palermo e Verona, solo per fare alcuni esempi. Nata come ‘speranza’ per saziare la fame, oggi la pizza è sotto la luce dei riflettori e questo ci spinge necessariamente a fare e farci domande. Ecco perché i pizzaioli chiedono ai mulini di differenziare e migliorare l’offerta di materie prime, creano impasti sempre più identitari e portano in tavola ricette che sono frutto di alleanze con i produttori del territorio e immagine della grande tradizione gastronomica italiana”.

Faranno gli onori di casa Francesco Pompilio, maestro pizzaiolo di Eataly, che ha guidato la definizione della nuova Pizza Eataly, e Fulvio Marino, responsabile delle panetterie Eataly.

Nel corso dell’evento i maestri pizzaioli si alterneranno al banco di lavoro e ai forni del Ristorante della Pasta e della Pizza di Eataly Roma, offrendo la possibilità al pubblico in sala non solo di ascoltare, ma anche degustare la loro personale “interpretazione” della pizza.

IMPRONTE DI PIZZE è una delle iniziative della Settimana della Pizza e dei Pizzaioli che animerà gli spazi di Eataly Roma dal 13 al 19 maggio con eventi, incontri e degustazioni di pizze dei diversi maestri pizzaioli tra i maggiori esponenti del panorama italiano dell’arte bianca.

L’appuntamento di IMPRONTE DI PIZZA è per giovedì 16 maggio 2019, dalle 16.00, presso il Ristorante della Pasta e della Pizza di Eataly Roma, Piazzale 12 Ottobre 1492.

Rosso Morellino si tinge di verde

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Lunedì 13 maggio torna l’appuntamento con “Rosso Morellino”. L’evento che vede protagonista il Sangiovese della Maremma compie due anni e si rinnova. Oltre al banco d’assaggio aperto al pubblico, quest’anno si parlerà di ecosostenibilità, green economy e climate change.

Ecosostenibilità, cambiamento climatico e turismo ecologico. Saranno questi i temi che caratterizzeranno la seconda edizione di “Rosso Morellino”, l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela Morellino di Scansano in programma lunedì 13 maggio nel borgo medievale che dà il nome alla denominazione. L’obiettivo di quest’anno sarà approfondire temi sempre più attuali per il settore vitivinicolo e per un territorio come quello maremmano, vocato alla viticoltura di qualità così come ad un turismo sempre più responsabile e rispettoso del paesaggio e dei suoi valori.

Ecosostenibilità e territorio

I cambiamenti climatici rappresentano per chiunque si occupi di agricoltura non solo un tema da affrontare con le dovute accortezze, ma anche una sfida da cogliere per tutelare e valorizzare ancora di più ciò che la natura ci ha messo a disposizione” afferma Rossano Teglielli, presidente del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano. “La valorizzazione del territorio è per tutti i nostri produttori un obiettivo fondamentale da perseguire anche attraverso l’incentivazione di un turismo sostenibile, che abbia a cuore l’equilibrio di un ecosistema in grado di donare paesaggi di grande fascino e prodotti di qualità eccellente. Durante “Rosso Morellino” abbiamo quindi deciso di approfondire questi temi, che arricchiranno il palinsesto di questa nuova edizione rendendola ancora più interessante e densa di spunti“.

L’evento si aprirà lunedì 13 maggio alle ore 9 presso l’ottocentesco Teatro Castagnoli, con una tavola rotonda che vedrà alcuni esperti confrontarsi sul tema del cambiamento climatico esaminando gli strumenti che il settore agroalimentare e quello turistico hanno a disposizione per affrontare con coerenza e consapevolezza queste nuove sfide. A seguire, Alessio Durazzi, direttore del Consorzio, assieme a Roberto Tronci – titolare di Dream Land – presenteranno il nuovo progetto in ambito turismo ecosostenibile che vede protagonista proprio il Consorzio.

I banchi d’assaggio e le Masterclass

Al termine della tavola rotonda, alle 11.30Rosso Morellino” proseguirà fino alle 18 nelle adiacenti ex scuole elementari di Scansano, con un banco di assaggio aperto a giornalisti, operatori del settore e wine lover previa registrazione, che vedrà la partecipazione di una ricca selezione di aziende del territorio. Un’opportunità per approfondire la propria conoscenza del Morellino di Scansano attraverso assaggi e momenti di confronto con i produttori presenti. A completare il percorso alla scoperta della denominazione: due masterclass, a posti limitati, condotte dal giornalista e degustatore di fama internazionale Filippo Bartolotta.

Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione e iscrizione a “Rosso Morellino” visitare il sito: www.consorziomorellino.it

Radisson & Sette: la cena è stellata

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Rooftop, chef stellati e cene gourmet sul tetto di Roma. Sei eventi da ricordare da Maggio a Novembre 2019

Prendete il cielo di Roma al tramonto, guardatelo da una delle terrazze più suggestive della capitale. Metteteci dentro sei chef muniti di Stella Michelin, aggiungeteci la migliore selezione di prodotti interpretati da alcuni tra i più rinomati artisti della cucina italiana. Mescolate il tutto, assaggiate e cominciate a sognare. Radisson Blu es.Hotel, Rome e il ristorante Sette saranno insieme in quest’avventura che vedrà la luce il prossimo 14 maggio e continuerà fino all’11 novembre.

Sei cene evento in compagnia di sei chef stellati, con ingredienti e profumi che legano insieme le tecniche di cucina più antiche, con quelle contemporanee e provenienti dal resto del mondo. Una nuova proposta che diverrà presto tradizione e che si svilupperà con una ricerca costante sul territorio di appartenenza, mirata alla valorizzazione di ogni singolo prodotto e produttore. Protagonista del progetto sarà il resident chef Giuseppe Gaglione, autore di una cucina in equilibrio tra i sapori mediterranei e l’elaborazione fusion che strizza l’occhio alla cucina moderna.

Gli appuntamenti

Martedì 14 Maggio con Andrea Ribaldone. Classe ’71, milanese d’origine e piemontese d’adozione e formazione, Andrea cresce nelle cucine del Ristorante La Fermata ad Alessandria, alla corte di chef Riccardo Aiachini che considera suo maestro. Gira l’Europa e colleziona esperienza che oggi lo porta ad essere uno chef il cui estro è un vero e proprio tratto distintivo del suo operato. La sua è una cucina “solare”, in equilibrio tra tradizione ed elegante ricercatezza, sempre a caccia di nuove materie prime e con la costante della territorialità. Che patron dell’Osteria Arborina dal 2017, Ribaldone è anche consulente di F&B Director per JSH Hotel&Resort, nonché uomo di punta di Identità Golose Milano.

Lunedì 17 Giugno con Nicola Fossaceca. Classe ’83, Nicola è il patron del Ristorante al Metrò, pasticceria divenuta ristorante nel 2002, a San Salvo Marina (CH). Ha un profondo legame con l’Abruzzo, da cui parte nella ricerca dei sapori della tradizione che si ritrovano costantemente nei suoi piatti, veri e propri percorsi gastronomici alla scoperta del gusto.

Martedì 16 Luglio con Francesco Brutto. Classe ’88, Brutto è lo chef del ristorante Undicesimo Vineria a Treviso. La sua è una cucina coraggiosa e visionaria, dove le erbe unite ai prodotti locali, danno origine ad un approccio decisamente d’avanguardia. Il prodotto locale non è stravolto ma anzi, acquista qualità e pienezza in ogni rivisitazione.

Lunedì 16 Settembre con Alessandro Dal Degan. Classe ’81, Alessandro eredita l’amore per la cucina dalla mamma cuoca. Oggi è il patron del ristorante La Tana ad Asiago (VI), dove ogni giorno ripropone lo sconfinato amore per la cucina in una entusiasmante e appassionata ricerca tra i sapori della sua terra.

Lunedì 21 Ottobre con Mauro Buffo. Classe ’78, Mauro Buffo è lo chef del ristorante 12 Apostoli a Verona. Gira le cucine di tutto il mondo ma torna a casa, alla guida della brigata dei 12 Apostoli. Tecnica superiore, eleganza e territorio fusi con armonia in ogni sua crezione.

Lunedì 11 Novembre con Davide Caranchini. Classe ’90, il più giovane degli chef attesi. Caranchini è oggi lo chef del ristorante Materia a Cernobbio (CO). Dopo essersi diplomato all’alberghiero di Como, parte per una lunga esperienza all’estero, giungendo fino al Noma di Copenaghen, dove giovanissimo, scopre l’amore per il mondo vegetale.

Per partecipare all’evento o per maggiori informazioni: Evento Facebook

Diamoci un taglio, l’evento fuori dal coro

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“Darci un taglio”, è una frase sovente utilizza quando interrompiamo un percorso (anche di vita) e cambiamo strada, con il desiderio di qualcosa di nuovo. Voler invertire la rotta e tagliare con il classico modo di proporre e comunicare il vino è l’incipit di “Diamoci un taglio”, l’evento organizzato da Pecora Nera in programma il 12 e 13 maggio presso lo Spazio Wegil (Trastevere) a Roma e che vuole valorizzare i vini ottenuti da monovitigni solitamente utilizzati come uva da taglio,  .

Ma come nasce l’idea di questo tipo di evento “fuori dal coro”? Lo abbiamo chiesto direttamente agli organizzatori Simone Cargiani di Pecora Nera e Pasquale Livieri fondatore de Il Sorì (una delle migliori enoteche della Capitale) e grande appassionato del settore.

Parola agli organizzatori

Sono due anni che come casa editrice – spiega Cargianiabbiamo attuato una diversificazione nel campo degli eventi. Lo abbiamo fatto perché tanti appassionati lettori delle nostre guide enogastronomiche ci chiedevano consigli su prodotti di qualità ed abbiamo pensato che metterli in contatto, insieme ai tanti operatori di settore da noi censiti, potesse essere un ottimo servizio reso a loro e ai produttori stessi. Abbiamo scelto un format preciso: avere come partner per ogni evento un esperto del settore. Sull’olio è Simona Cognoli di Oleonauta, sul formaggio Vincenzo Mancino di Dol, mentre sul vino abbiamo scelto Pasquale Livieri, fondatore dell’enoteca Il Sorì e di Matière bar-a-vin, inaugurata proprio in questi giorni. Visto il proliferare degli eventi sul vino, abbiamo scelto, è proprio il caso di dirlo, un “taglio” diverso decidendo di valorizzare chi vinifica in purezza vitigni normalmente usati per il taglio”.

Ecco spiegato dunque il nome “Diamoci un taglio”, che è a tutti gli effetti un cambio di rotta, anche necessario nella promozione del vino, settore forse anche un po’ stanco delle solite vetrine e fiere. In questa prima edizione i numeri sono già interessanti: oltre 30 espositori e più di 200 vini da degustare. La selezione curata ex-ante da Pasquale Livieri che ha degustato tutti i vini: “Il prerequisito per poter prendere parte all’evento è ovviamente il produrre in purezza un vino con un vitigno da taglio da noi selezionato. L’unico parametro che ho tenuto in considerazione è la qualità del prodotto, non vincolandoci,  solo a produttori che hanno sposato una filosofia particolare (es. in “naturali”). L’aver ristretto il campo a determinati vitigni ha ovviamente reso più complicato trovare delle cantine per l’evento, ma in tante hanno capito la validità del progetto”.

I vitigni protagonisti

Incuriositi da quanto affermato, chiediamo in anteprima se ci sono cantine che hanno colpito maggiormente in questa scelta, ma non trapela nessuna indiscrezione. “Non ci sembra il caso di fare nomi per non penalizzare nessuno, visto che tutte le aziende presenti ci hanno dato fiducia in questa che è la prima edizione dell’evento, senza poter contare quindi su uno storico. È evidente che accanto a vitigni da taglio conosciuti da tutti, quali Trebbiano, Grechetto, Cabernet Franc, Ciliegiolo, ne abbiamo selezionati altri meno famosi quali il Centesimino, il Guarnacino, la Tintilia, solo per citarne alcuni e sono forse questi i vini che ci hanno maggiormente colpito per la loro originalità” sottolinea Pasquale, da tutti conosciuto come Paky.

Alla figura di Pasquale quale selezionatore severo dei vitigni e delle cantine, si affianca Alfonso Isinelli come curatore scientifico dei seminari che animeranno le due giornate.  A completare il programma anche l’Oleoteca dei monovarietali, uno spazio dedicato all’olio di qualità gestito da Simona Cognoli di Oleonauta che guiderà i presenti alla scoperta delle cultivar che rendono incredibilmente ricco il nostro Paese. A tutti i seminari bisognerà iscriversi precedentemente. Tra gli aspetti più interessanti, c’è quello della  fiera mercato in cui gli appassionati visitatori potranno acquistare direttamente dal produttore i vini degustati, a prezzi senza intermediazione e quindi particolarmente vantaggiosi.

Pecora nera cerca quindi ancora una volta di offrire nella sua comunicazione e visione del food e wine un altro punto di vista personale ed unico. Questa volta protagonista è il vino e tutto ciò che ruota attorno ad esso. E quando chiediamo da che punto di vista scelgono di raccontarcelo, Simone non ha dubbi: “Sostanzialmente il nostro approccio è orientato a valorizzare la qualità della proposta: nelle nostre guide lo facciamo per i ristoranti e le botteghe del gusto, negli eventi vogliamo farlo per i produttori cercando di scovare storie da raccontare ed evitando di sposare in massa aziende aderenti a filosofie produttive particolari in quanto anche questa sarebbe a nostro avviso una forma di omologazione e standardizzazione, parole che ci terrorizzano”.

DIAMOCI UN TAGLIO
Spazio WEGIL
Largo Ascianghi, 5 Roma

Domenica 12 maggio 11-20
Lunedì 13 maggio 10-16

BIGLIETTI
Domenica 12 maggio 10 euro per tutti
Lunedì 13 maggio 8 euro per gli appassionati
GRATUITO per gli operatori (uno per attività, previa consegna di un biglietto da visita)
Biglietto per le due giornate: 15 euro
Per informazioni info@diamociuntaglio.eu

Teruar, la fiera del vino etico

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L’associazione culturale Arsura – Sete Etica presenta Teruar – Fiera del Vino Etico, dal 17 al 20 maggio 2019 presso l’Ex Convento del Carmine a Scicli.

Teruar è la prima fiera del vino naturale di Scicli e della Sicilia Orientale che mette al centro la figura del vignaiolo e l’idea di viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione, ma sempre con uno sguardo al futuro.

Teruar si presenta come una vera e propria festa in uno scenario tipico del barocco siciliano, in cui saranno invitati circa 50 viticoltori che presenteranno circa 150 etichette. L’evento si divide in due momenti: dal 17 al 19 maggio circa 2000 appassionati potranno incontrare i vignaioli ed esplorare il loro modo di fare vino. Il 20 maggio sarà la volta degli addetti ai lavori, una giornata dedicata a produttori, distributori e sommelier, che potranno degustare il vino etico.

Il nome della fiera deriva dal francese Terroir, una parola intraducibile in italiano, ma che indica l’insieme di fattori naturali, territoriali e di buone pratiche messe in atto da un artigiano della viticoltura nella coltivazione della sua terra. La pronuncia della parola francese in Sicilia assume un suono molto più duro, che ne intensifica anche il senso. Teruar, attraverso la promozione della cultura del vino naturale e, al tempo stesso, delle tradizioni agricole e artigianali tipiche dei territori di provenienza dei vini e delle aziende invitate, diventa un’occasione di valorizzazione del territorio italiano e delle sue molteplici complessità.

La fiera, alla sua prima edizione, è opera dell’associazione culturale Arsura – Sete Etica che in simbiosi con il vignaiolo mira a far crescere lo scambio di idee e soluzioni nell’ambito della cultura dei vini naturali, biodinamici e artigianali.

PROGRAMMA TERUAR FIERA DEL VINO ETICO

VENERDÌ 17
Ore 19:00: Presentazione Teruar – Fiera del Vino Etico – 2019
Ore 21:00: Concerto a Cura di Ekos Musichub

SABATO 18
15:00 Apertura Mercatino Artigianato (Chiostro) Apertura Fiera del vino Etico 2019 (1° piano)
15:00: Laboratorio di Falegnameria Creativa: DE-Costruire con le Formea a cura di Claudi Barone (Chiostro)
16:30: Seminario Etna: i rossi del versante Nord a cura di Giorgio Fogliani (Bunker)
18:00: Inaugurazione Mostra Fotografica – ‘Nzuliddu a cura di Simona Aprile (1° Piano)
18:30: Seminario Il nuovo pane siciliano, a cura di Davide Cicciarella (Bunker)
21:00: Chiusura Fiera del Vino Etico 2019
23:00: Chiusura Mercatino Artigianato

DOMENICA 19
10:30: Apertura Mercatino Artigianato
11:30: Seminario Koinè Mediterranea, affabulazioni enoiche con Walter de Battè a cura di Paolo Tegoni (Bunker)
15:00: Apertura Fiera del Vino Etico 2019
L’etica della sostenibilità , a cura di Lorenzo Cannella (Bunker)
Laboratorio Goccia dopo Goccia – Esplorare per capire, a cura di Federica Blundetto (Chiostro)
16:30: Seminario Marsala come terroir, A cura di Giorgio Fogliani (Bunker)
18:30: Masterclass Malvasia una, nessuna e centomila per una geopoetica del vino, a cura di Paolo Tegoni.
21:00: Chiusura Fiera del Vino Etico 2019
23:00: Chiusura Mercatino Artigianato

LUNEDÌ 20
giornata dedicata agli operatori del settore
Dalle 10:00 alle 15:00