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American Taste. Tutto il gusto degli anni’50

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Zucchero filato, patatine fritte, birra, hot dog e molto swing. La ricetta perfetta de “i Viaggi di DEM”

Non c’è cosa più bella che viaggiare. Se poi ci abbiniamo anche il mangiare, il binomio è perfetto. Da questa idea nasce “i Viaggi di DEM”, appuntamento in perfetto equilibrio tra food e divertimento offerto da DEM Supermercati presso il nuovissimo IPERDEM di Via delle Ciliegie 100, dove a partire da sabato 23 febbraio alle ore 18.00, gli avventori potranno degustare cibi tipici del luogo prescelto dal gruppo di creativi, capeggiato dalla responsabile marketing Martina Aversa. «Ci tenevamo moltissimo ad offrire ai nostri clienti qualcosa di diverso. Fare la spesa è un momento di gioia per chiunque e allora perché non aumentarla questa gioia? Musica, accoglienza e contest a premi renderanno ancor più piacevole il momento», dichiara la Aversa che punta ad una vera e propria rivoluzione nel settore, supportata dal sostegno di Marco De Sanctis, amministratore unico del gruppo DEM. Una rivoluzione iniziata soprattutto dalla comunicazione, come racconta la nuova campagna pubblicitaria che in questi giorni sta colorando Roma, simboleggiando una vera e propria unione tra l’azienda e il pubblico.

«Avremo zucchero filato, patatine fritte, birra e molto swing. E per chi non apprezza il gusto americano, sarà disponibile anche un’alternativa più leggera a base di sushi, offerta dal nostro banco di sushi espresso», prosegue la Aversa, invitando il pubblico a seguire le iniziative su tutti i canali social della DEM.

E dunque appuntamento a sabato 23 febbraio con l’inizio di una serie di appuntamenti di con sapori e tradizioni dal mondo, che porterà gli avventori dell’IPERDEM, dal cuore del quartiere Alessandrino verso luoghi lontani nel tempo e nello spazio. Un viaggio che inizia sabato con il live di Antonio Sorgentone e tutto il gusto dell’America anni’50, con il djset della djette Lalla Hop, lo swing show della scuola di ballo Feel That Swing e le acconciature retrò offerte da La Bettynatrice per poi posare in un selfie di rito sui veicoli d’epoca di Conti S.r.l.

Partenza dall’America degli anni’50 per poi puntare dritti al Messico, passando per la Cina e virando verso il Giappone, per poi concludere il giro a primavera inoltrata grazie alla presenza di Al Bano e dei suoi vini abbinati a prodotti pugliesi, come testimonia il video lanciato in rete dalla pagina di DEM Supermercati.

L’America degli anni’50, il Messico, la Cina, il Giappone e poi il ritorno in l’Italia. Un giro intorno al mondo senza il passaporto, ideato per coinvolgere tutti, dai più grandi ai più piccini, con eventi a tema a base di degustazioni, musica e performance riempiranno le giornate de “i viaggi di DEM”. Partecipare rispettando il dress code conviene: per le prime dieci persone vestite a tema (in questo caso vintage), saranno distribuiti buoni spesa del valore di 25€ (a fronte di una spesa di minimo 50€).

Nel pomeriggio di domenica 24 febbraio invece, si farà un salto nell’America del sud e più precisamente in Messico, con degustazione di prodotti tipici messicani e soprattutto con le serenate suonate dal gruppo Mariachi Tierra de Mexico, da anni impegnato nella pratica e diffusione della cultura messicana.

EVENTO UFFICIALE: Pagina Facebook

BIT 2019: food e travel sempre più complementari

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Dal 10 al 12 di febbraio si è tenuta presso FieraMilanoCity la BitMilano, borsa internazionale del turismo. Un appuntamento annuale dedicato al mondo del turismo, della ricezione e dell’ospitalità. Presenti tutte le regioni italiane, i grandi comuni, le mete di attrazione turistiche più importanti, agenzie di viaggio e vari paesi esteri dei cinque continenti. Tra i temi trattati, particolare attenzione è stata posta sull’attrazione del settore turistico verso quello del food e dell’agroalimentare. Mondi da sempre complementari, che vivono oggi in piena sinergia, contrariamente al passato in cui la consapevolezza di questa reciprocità mancava. Cibo, vino, territorio, storia e tradizione si fondono in quella magica parola di turismo enogastronomico, dove la scoperta di un paese e delle sue bellezze si arricchisce di gusto, prodotti tipici e piatti simbolo.

L’innegabile connubio tra ristorazione e accoglienza è stato sancito in modo prepotente dal mercato, definendone una vera tendenza, anche necessaria. Gli operatori, da parte loro, hanno riconosciuto il cibo, e ciò che attorno ad esso ruota, come motore e attrattore culturale che ha innescato una rielaborazione del concetto di turismo.

Questo non si è evinto solo dalla sezione “A Bit of Taste”, area dedicata all’enogastronomia di viaggio, che in collaborazione con l’Associazione Professionale Cuochi Italiani e con Le Strade del Gusto, ha dato vita a show-cooking di vario genere, ma soprattutto da un intenso programma di workshop e seminari curati da FormazioneTurismo in cui il food e il marketing del food sono stati veri protagonisti. Incontri seguiti da ristoratori, albergatori, appassionati e studenti che con la loro presenza hanno rimarcato la necessità di “sapere”, la consapevolezza di voler conoscere strumenti nuovi e innovativi per fare marketing e business, dall’uso dei social per potenziare la loro visibilità, al content marketing o al foodstorytelling.  Consapevolezza e sinergia sono state, dunque, le due parole chiave tra questi due settori esperienziali.

Di tutto questo ne abbiamo parlato con Francesco Mongiello, consulente di web marketing turistico e social media, ma soprattutto fondatore di FormazioneTurismo.com, che ha curato l’intero programma di convegni di questa Bit 2019.

Il mondo del food e della ristorazione sono sempre più protagonisti del settore turistico, quanta sinergia c’è e si sta creando?

Sono due mondi che da sempre convivono, non c’è turismo senza ristorazione e food, soprattutto in un paese come l’Italia dove l’enogastronomia e la cucina costituiscono un attrattore, anche di tipo culturale. L’appeal del nostro paese è dato da un mix di fattori e tra questi hanno un loro peso anche mondo food e ristorazione. Oggi c’è maggiore consapevolezza e diffusione di sinergie, quelle che inizialmente erano iniziative sporadiche di integrazione tra i vari mondi, ora sono anche strutturalmente ben consolidate.

Turismo e food possono essere oggi concepiti come due settori distaccati o complementari?

Nel food c’è anche molto altro che poco si lega alla fruizione turistica, ma in generale sono tre ambiti settoriali fortemente complementari. Da sempre il movimento turistico nelle destinazioni è sostenitore delle economie locali, ivi compreso l’agricoltura e le produzioni agroalimentari. Laddove queste hanno innescato meccanismi di legame più diretto con le forme di turismo sono nate tantissime esperienze di turismo enogastronomico, con benefici per tutta la filiera del food e della ristorazione, con protagonisti più o meno attivi gli operatori del travel ma anche del ricettivo. L’Italia è il paese dove esistono molti piccoli tour operator specializzati in viaggi enogastronomici, per lo più proposti a viaggiatori provenienti dall’estero.

Quanto gli albergatori sono consapevoli della necessità di un buon servizio ristorazione all’interno delle loro realtà?

Non molta direi o meglio, la consapevolezza c’è ma la ristorazione alberghiera spesso è un fardello e da ciò ne deriva un mantenimento del servizio che spesso è ai minimi. C’è molta attenzione alla cura della colazione, che è un fattore determinante nella brand reputation, molto meno ai servizi di lunch e dinner. Certamente laddove il servizio di ristorazione è strategico, vuoi per livello di ospitalità che per necessità/target di clientela, l’esperienza è al top, in moltissimi casi anche superiore alla media della ristorazione commerciale.

Come Formazioneturismo quanta sensibilità e interesse c’è per il mondo del food & wine e sotto quale aspetto (management, enoturismo, marketing..) ?

L’interesse è tanto, c’è molta curiosità tra il pubblico dei visitatori a caccia di proposte nel segmento, e c’è tanta motivazione negli operatori consapevoli di dover cavalcare i trend, adeguare i propri standard, integrare le proprie proposte, ottimizzare le proprie risorse. Molta attenzione c’è al management e al marketing nelle sue varie declinazioni, non escluso il digital. Un seminario che abbiamo proposto per la prima volta in Bit è stato sul revenue applicato alla ristorazione, una novità quasi assoluta in Italia. Ma Bit potrebbe riconfermare, essendoci stato per il secondo anno un’area dedicata al turismo enogastronomico “A Bit of Taste”.

Quanti workshop e seminari dedicati all’argomento ci sono stati in questa edizione e che tipo di affluenza hanno avuto?

Con il contributo di FormazioneTurismo.com sul tema Ristorazione & Food Tourism ce ne sono stati tre nell’area convegni, altri 6 nell’area Bit4Training. In media ogni evento è stato seguito da circa 50 persone, siamo quindi nell’ordine di 450 partecipanti.

La domanda in questo settore , dal punto di vista della formazione e informazione quanto è grande?

La domanda di formazione e di informazione è altissima, non si è mai registrata così forte come in questi ultimi anni. Un po’ per moda, un po’ per evidenti spazi di opportunità che però non sono alla portata di tutti se non adeguatamente formati.

Volendo tirare le somme su questa edizione 2019 della BIT cosa possiamo dire? Quali sono i trend 2019 per il turismo e quali quella per la formazione? A cosa bisogna puntare?

Per noi entusiasmante, ricca di nuovi stimoli, di relazioni e ci auguriamo di nuovi progetti. Per la formazione è opportuno puntare alle specializzazioni e riqualificare le proprie competenze, è un investimento e come tale occorre uscire dalla logica “tutto e subito” che un po’ accomuna soprattutto i più giovani. Se la formazione online può avvantaggiarci sotto alcuni aspetti non è del tutto adeguata se ci si pone obiettivi professionali, di crescita e di acquisizione di competenze e abilità. Quindi fare attenzione alle scelte che si fanno sul piano della formazione.

Sfida all’ultimo gnocco da Eataly!

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Da bambino erano quelli della nonna, sinceramente un po’ gommosi, preparati alcune volte con acqua e farina, altre con le patate. Poi c’è stato il periodo di quelli industriali, per mancanza di tempo e soprattutto perché prendevo confidenza con la vita da “adulto” e non riuscivo a prepararli in prima persona. Infine, per fortuna, è giunto il momento di quelli buoni, veri, preparati a casa o mangiati in ristorante di ottimo livello.

Sto parlando degli gnocchi, uno dei piatti icona della nostra tradizione culinaria, al punto da aver dato vita ad alcuni modi di dire più o meno coloriti (“ridi che mamma ha fatto gli gnocchi”) ed a veri e propri appuntamenti settimanali, con la scelta del giovedì quale giorno dedicato, per cadenzare il loro consumo nel tempo. Ricetta semplice ma insidiosa, basata fondamentalmente su due ingredienti, patate e farina, e mille declinazione che prevedono l’utilizzo dell’uovo e di tanti altri elementi che possono caratterizzarne il sapore finale.

Gli gnocchi saranno tra i protagonisti della Festa della Patata (il quarto alimento più diffuso al mondo), evento in programma da Eataly da giovedì 14 a domenica 17 febbraio. Nella prima giornata infatti, quella di giovedì 14, si svolgerà un goloso contest che vedrà otto coppie sfidarsi nella realizzazione dell’impasto degli gnocchi perfetti. Ogni coppia avrà a disposizione tutti gli ingredienti necessari (farina, uova, patate, sale, pepe), 30 minuti di tempo per poter realizzare l’impasto e tre condimenti tra cui scegliere.

Dalle 17 alle 20, nel Centro Congressi posto al 3° piano della sede di Eataly ad Ostiense (Roma), gli sfidanti dovranno sottoporre i loro gnocchi all’esame della giuria composta dagli chef di Eataly. Il premio? una cena presso uno dei ristoranti a scelta tra: Terra, Birreria, Pasta & Pizza.

Radio Food è media partner dell’evento, ed i due creatori della prima web radio italiana a tema food, Andrea Febo e Luca Sessa, condurranno l’evento, presentando partecipanti e piatti e, naturalmente, assaggiando tutte le proposte in gara!

Accademia Chorus non lascia, ma raddoppia

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Da Accademia Chorus si racconta il mestiere del barman o barmaid che non consiste solo nel leggere libri e studiare ricette ma soprattutto nell’imparare a conoscere le persone, i clienti e ad acquisire la giusta professionalità per farli stare bene e renderli protagonisti dell’esperienza”.

Parole (e cocktail) di Massimo D’Addezio, celebre Bartender capitolino e volto principale del bere miscelato sulla tv del Gambero Rosso, che rinnova la sua personale ricetta per formare i nuovi professionisti della miscelazione. Riparte infatti il corso di Mixology di Accademia Chorus. Dopo il successo della prima edizione, a febbraio le porte della scuola di Mixology di via della Conciliazione riaprono i battenti per il gruppo di allievi che potranno accedere al corso professionale.

Il progetto conserva l’obiettivo del primo anno, cioè quello di formare i nuovi barman 3.0 ovvero professionisti della miscelazione in grado di sopperire alle esigenze di Cocktail bar, hotel e luoghi di intrattenimento di alto profilo. La location è sempre il Chorus Café, ristorante e cocktail bar all’interno dell’Auditorium Conciliazione.

Un corso professionalizzante che per la prima volta nasce all’interno di un locale per vivere la formazione a 360° e osservare sul campo come funziona una vera attività attraverso un contatto diretto con sala e cucina. Un approccio dinamico e dialogico che pone l’accento sulla figura del cliente, un approccio “clientecentrico” perché, spiega D’Addezio “all’Accademia Chorus si impara l’arte di rendere felice il cliente”.

Il tutto sarà coadiuvato dalla sinergia prodotta dalla collaborazione di importanti sponsor come il Gruppo Lunelli e grazie al Patrocinio di Federalberghi e Fipe. La seconda edizione, 48 ore di formazione divise in 12 incontri da 4 ore, partirà il 25 febbraio 2019. Ma l’Accademia non si ferma qui. Il prossimo obiettivo nasce dalla volontà di dare al corso una dimensione nazionale e così, mentre a Roma si raddoppia, già è in cantiere una prossima edizione del corso anche a Milano.

EVVIVA LA NUTELLA! HA QUASI LA MIA ETÀ…

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Oggi, 5 febbraio, si celebrerà il World Nutella Day e tra pochi mesi ricorrerà il 55° anniversario della commercializzazione della Nutella, la crema gianduia spalmabile di nocciole e cacao più famosa e forse anche più imitata del mondo. Come dire: «55 anni e non sentirli».

Inventata da Michele Ferrero fondatore dell’omonima industria dolciaria con sede ad Alba in provincia di Cuneo, fu commercializzata per la prima volta nell’aprile del 1964 (ma il marchio fu depositato nell’ottobre dell’anno precedente) come evoluzione di una precedente crema denominata Pasta Giandujot e successivamente SUPERCREMA entrambe ideate alcuni anni prima dal padre Pietro. Il nome deriva dal sostantivo nut, che significa nocciola in inglese, mentre il suffisso italiano –ella fu aggiunto per ottenere un nome orecchiabile. Nei primi mesi di vendita venne utilizzato lo stesso contenitore della SUPERCREMA (probabilmente per smaltire le giacenze di magazzino) fornito di un coperchio in metallo dorato, sebbene le prime pubblicità riportassero un recipiente con un coperchio rosso. Risale all’anno successivo, ossia nel 1965, la forma dell’attuale ed iconico barattolo in vetro.

Attualmente Nutella è disponibile in diversi formati: dal blister monoporzione da 15 g, al classico vasetto in vetro da 630 g, fino al secchiello da 5 kg destinato alla ristorazione, sebbene nel 2016 – e per un periodo molto limitato –  venne distribuita addirittura una confezione da 7,5 kg destinata alle gelaterie. Se da un lato può essere annoverata come prodotto di eccellenza del sistema produttivo ed economico nazionale (nel 2014, in occasione del 50° anniversario della realizzazione, Poste Italiane emise addirittura un francobollo), in realtà di italiano ha ben poco. Solo i vasetti in vetro, infatti, sono Made in Italy, quantomeno per la produzione destinata al mercato interno. Nei nostri negozi di alimentari e nella GDO troviamo infatti, oltre alla Nutella prodotta nello stabilimento di Alba, anche Nutella francese, tedesca e polacca.

Nonostante la ricetta della Nutella sia composta da appena 7 ingredienti (zucchero [50%], olio di palma [20%], nocciole [13%,] latte scremato in polvere [8,7%], cacao magro [7,4%], lecitina di soia, vanillina) per produrre le 400.000 t che ogni anno escono da 11 stabilimenti FERRERO sparsi nel mondo destinate ai mercati di 75 paesi, è necessaria una complessa operazione di logistica intercontinentale che coinvolge fornitori dislocati in 4 diversi continenti:

  • ZUCCHERO DAL BRASILE E DALL’EUROPA

Detto subito che di tutto lo zucchero prodotto nel mondo solo il 20% è ottenuto dalla barbabietola – il rimanente 80% è ricavato dalla canna da zucchero – il Brasile è il leader riuscendo a produrre la stessa quantità dei rimanenti 9 paesi presenti nella top 10 dei maggiori produttori. In Europa il “podio dello zucchero” è occupato nell’ordine da Francia, Germania e Regno Unito. Nel nostro paese la lavorazione saccarifera è diminuita di poco meno dell’80% dal 2006 ad oggi, attualmente con solo 2 stabilimenti industriali.

  • OLIO DI PALMA DALLA MALESIA

La Malesia ne esporta annualmente circa 40 milioni di tonnellate. Da qualche tempo, tuttavia, si sta cercando di limitare il più possibile la diffusione di questo tipo di coltura per via dei rischi di natura cardiovascolare (e non solo) che questo olio comporta.

  • NOCCIOLE DALLA TURCHIA

FERRERO è il maggior acquirente di nocciole al mondo ed utilizza i frutti dei noccioli italiani solo per la produzione delle praline Rocher (nello specifico la Tonda Gentile del Piemonte). Il barattolo di Nutella da 630 g contiene circa 85 nocciole, tutte provenienti dalla Turchia che con la sua produzione riesce a soddisfare l’80% del fabbisogno mondiale.

  • LATTE SCREMATO IN POLVERE

Il latte in polvere è utilizzato nel cioccolato e nei prodotti dolciari per ragioni tecniche. La qualità dipende principalmente dalla qualità del latte fresco da cui deriva. Generalmente il latte scremato proviene da latterie relativamente vicine agli stabilimenti di produzione FERRERO. Occorrono circa 10 litri di latte per produrre 1 kg di latte in polvere.

  • CACAO DALLA NIGERIA

Il paese più popoloso del continente africano produce ogni anno circa 200.000 t di questi semi dal colore viola pallido rappresentando il secondo prodotto maggiormente esportato in Nigeria superato solo dal petrolio.

  • LECITINA DI SOIA DAL BRASILE

La lecitina di soia è usata come emulsionante nell’industria alimentare per la preparazione di salse, creme, barrette proteiche, margarine, gelati. Il Brasile si colloca al secondo posto nel mondo come produttore preceduto solo dagli Stati Uniti.

  • VANILLINA DALLA CINA

Considerato il costo elevato della vaniglia naturale, l’aroma è ottenuto in maniera sintetica con l’impiego della vanillina.

Con il 50% dell’intero volume di vendite Nutella rappresenta la principale attività della multinazionale di Alba – il core business, per usare un termine da “uomini di mondo” come diceva qualcuno – che fa di FERRERO la terza maggiore azienda dolciaria su scala mondiale con più di 34.000 persone. Non male per una bottega di dolci fondata in una cittadina piemontese nel 1946.

Sebbene il mercato offra sempre più creme spalmabili al cacao e nocciole di qualità elevata, prive di olio di palma e lecitina, con un minore contenuto di grassi saturi e fors’anche meno caloriche («La Nutella è l’oppio delle culone» sostiene l’attrice Geppi Cucciari), rimane a tutt’oggi la preferita dai clienti di tutto il mondo e poco importa delle accuse e degli scandali sollevati negli ultimi anni: FERRERO non ha mai smesso di macinare nocciole …e neppure guadagni. Per Nutella, quindi, tutto fila ancora liscio come l’olio. Di palma, ovviamente.

Fish Truck, da seduti è meglio!

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Il pesce on the road di Giorgiana getta l’ancora al Pigneto, oggi l’inaugurazione!

Era nato come un truck food dedicato alle specialità di mare il Fish Truck e dopo tanto mare aperto, da venerdì 1 febbraio cala l’ancora nel quartiere Pigneto, nel nuovo locale che Giorgiana Pompei, giovane imprenditrice con la passione del buon cibo, ha prontamente allestito per l’occorrenza. Street Food, Cucina Gourmet, Specilità di Pesce Crudo, Fritto, Grill Sushi, non manca nulla al nuovo polo culinario pignetino dedicato al pesce, che nella serata di venerdì saluterà l’arrivo degli amici e degli ospiti del nuovo quartiere pronto ad accoglierlo. Musica, sorrisi e una miriade di appetizers al sapore di mare, delizieranno i palati degli avventori in una festa che è vero e proprio un traguardo per Giorgiana e dove tutti sono invitati.

Fish Truck mescola l’amore per la cucina e quello per le onde in un mix completo di tutto, dalla vocazione orientale per il sushi, alla dedizione per la cultura del viaggio, da cui l’idea di principio era nata. E poi il crudo, la frittura, i grigliati di ogni tipo e maniera, alternati a proposte gastronomiche come gli hamburger o le piadine di pesce, servite al pubblico in “rigoroso” street-mood.

In principio fu il simpatico furgoncino giallo e nero a girare l’Italia dal più recondito nord, fino al sud più profondo, facendo tappa a Reggio Calabria, Fidenza, Reggio Emilia, Parma e nei tanti festival italiani dedicati alla cultura dello street food, dove il Fish Truck ha maturato esperienza, raccogliendo il gusto di ogni palato e facendone tesoro, per poi mixarlo a quel sapere ricco di passione per il sole, il mare e i suoi frutti preziosi. Un nuovo inizio attende Giorgiana e il suo amore per questo lavoro, di cui freschezza e qualità sono e saranno sempre i capisaldi, con un occhio attento alla modernità ed alle ottime materie prime alla portata di ogni tasca.

Sangiovese Purosangue a Roma

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Il 19 e 20 gennaio  torna al Radisson Blu Hotel la manifestazione interamente dedicata
a uno dei vitigni italiani di riferimento

L’Associazione EnoClub Siena rinnova l’appuntamento con il Sangiovese a Roma, per l’ottavo anno consecutivo, con l’evento romano che porta il marchio Sangiovese Purosangue. Saranno circa 60 le aziende in degustazione ai banchi di assaggio dei due giorni e i seminari del sabato costituiranno un prezioso approfondimento, sia sui territori e che sulle aziende che hanno fatto la storia di questo vitigno.

Il progetto di valorizzazione del Sangiovese trova ogni volta nuovi spunti di approfondimento e riflessione, cercando di non banalizzare mai un tema estremamente complesso e importante, affrontando la conoscenza delle molte zone italiane in cui si coltiva. Partendo dal nucleo toscano, dettagliato per aree e menzioni, si indagano e confrontano anche le altre zone italiane, come l’Emilia Romagna e l’Umbria.

Il programma

Sabato 19 gennaio

ore 14.00  – Apertura banchi di assaggio con i produttori
ore 15.00  –  Seminario comparativo sulle zone del Sangiovese. Condotta da Davide Bonucci (costo della degustazione euro 20)
ore 17.30  –  Degustazione Sangiovese Orizzontale annata 2010. Condotta da Davide Bonucci (costo della degustazione euro 25)
ore 20.00 – Chiusura banchi di assaggio

Domenica 20 gennaio

ore 12.00 – Apertura banchi di assaggio
ore 19.00 – Chiusura banchi di assaggio

Banchi di assaggio
Sabato 19 (ore 14.00 – 20.00) e domenica 20 gennaio 2019 (ore 12.00 – 19.00)

Radisson Blu Hotel
Via Filippo Turati 181 – Roma

Intero euro 25 – Ridotto e prevendita euro 20 – Soci Enoclub euro 15 – Ingresso per le due giornate euro 30

Ufficio stampa:  info.enoclubsiena@gmail.com

Media Partner: Radio Food
Fotografo: Andrea Moretti

Per info:
Pier Lorenzo Cicerchia – 327 7905004
Davide Bonucci – 328 5436775  enoclubsiena@gmail.com
Facebook:  Sangiovese Purosangue   /  Enoclub Siena
Evento Facebook: Sangiovese Purosangue a Roma – Gennaio 2019
www.enoclubsiena.it

Evoluzione, l’evento di valorizzazione dell’extravergine di qualità

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La Pecora Nera Editore e Oleonauta insieme per un’iniziativa volta a sensibilizzare e formare gli operatori all’utilizzo di EVO di qualità

Torna Evoluzione, percorsi per l’extravergine di qualità, l’evento dedicato all’olio extravergine organizzato da La Pecora Nera Editore e Oleonauta: la seconda edizione è in programma il 14 gennaio 2019 – questa volta al Parco dei Principi Grand Hotel & Spa sempre a Roma – per sensibilizzare e formare gli operatori del settore della ristorazione e della gastronomia sull’utilizzo di olio extravergine d’oliva di qualità, tracciando nuovi percorsi che possano far incontrare e confrontare i produttori, i ristoratori, i consumatori e soprattutto i cuochi (ma pure i pizzaioli) che scelgono e utilizzano l’olio extravergine per i loro piatti.

I partecipanti potranno accedere liberamente ai banchi di assaggio delle 44 aziende presenti, parlare e confrontarsi con i produttori e assaggiare gli oli presenti. Evoluzione è un’occasione unica per confrontarsi con uno degli alimenti essenziali della cultura mediterranea che racchiude in sé l’equilibrio perfetto tra la tradizione e l’innovazione: la cura del patrimonio olivicolo italiano crea e mantiene bellezza, memoria e biodiversità, mentre le moderne tecnologie di estrazione unite all’esperienza e alla conoscenza permettono di esplorare sempre più affascinanti virtù sensoriali e nutraceutiche dell’olio extravergine di oliva.

Durante la giornata nella sala expo dei banchi di assaggio, si potrà assistere a “I Dialoghi dell’Olio”: brevi incontri condotti da Maurizio Pescari e Alberto Grimelli che ospiteranno Gianfranco De Felici, Capo Panel esperto COI in analisi sensoriale, lo chef Giuseppe Capano che presenterà il libro “Semplicità in cucina”, ed. Tecniche Nuove e Tom Mueller, giornalista autore di “Extra Virginity: The Sublime and Scandalous World of Olive Oil”, ed. WW Norton&Co.

“La seconda edizione di Evoluzione – ha dichiarato Simona Cognoli di Oleonauta – si apre su un’annata molto complicata, segnata dalle forti gelate di fine inverno e da altre difficili condizioni climatiche di metà autunno che hanno condizionato la produzione a venire. In questo clima generale di incertezza siamo comunque riusciti a selezionare le aziende che come noi credono nelle risorse uniche e distintive dell’extravergine italiano. Queste risorse si traducono in termini di biodiversità, innovazione tecnologica, ambiente, cultura e paesaggio. Proprio su questi contenuti abbiamo organizzato il programma di formazione dell’evento, che vedrà grandi esperti del settore mettere al centro dell’attenzione degli operatori del settore food tutte le infinite e incredibili potenzialità del prezioso alimento, materia prima nobile della cucina mediterranea. Perché la sua scelta e il suo utilizzo siano sempre più consapevoli.”

E che la strada intrapresa sia quella giusta, lo confermano le parole di Simone Cargiani e Fernanda D’Arienzo de La Pecora Nera Editore: “Due anni fa il progetto è partito dalla constatazione che nella stragrande maggioranza dei ristoranti e delle botteghe del gusto censiti nelle nostre guide all’olio fosse riservato un trattamento non adeguato. Da qui la scelta di valutare, ristorante per ristorante, bottega per bottega, pure il servizio dell’olio entrando nel merito della modalità con cui viene proposto e della qualità e vastità dell’assortimento. Un lavoro meticoloso che ha portato all’individuazione delle eccellenze, premiate in occasione dell’evento, e al tempo stesso alla sensibilizzazione di tanti esercenti che prima poca importanza davano all’olio evo, come testimoniato dalle visite effettuate in questi dodici mesi seguiti alla prima edizione che hanno evidenziato una netta presa di coscienza da parte di tanti operatori.”

Radio Food sarà media partner dell’evento e trasmetterà in diretta dalle sale del Parco dei Principi Grand Hotel la rubrica “Tutto il cibo minuto per minuto” durante Evoluzione, con interviste ai protagonisti.

Programma dell’evento:

Banchi d’assaggio

10:00 Apertura – 19:30 Chiusura

Seminari

10:00-11:00 – “I linguaggi dell’extravergine tra parole nuove e fake news” a cura di Indra Galbo, vice curatore della guida “Oli d’Italia” del Gambero Rosso
11:30:12:30 – “L’“ingrandiente” che non immaginavi: utilizzo consapevole dell’olio extravergine di oliva tra scienza e tecnica in cucina” a cura di Matia Barciulli, Chef Osteria di Passignano, e Maurizio Servili, Professore Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia
14:00-15:00 – “Qualità e mercati internazionali: nulla di scontato nell’essere “italiani”” a cura di Antonio Giuseppe Lauro, Presidente EVO IOCC – EVO International Olive Oil Contest
15:30-16:30 – “Identità oltre la qualità – caratterizzazione degli oli monovarietali italiani” a cura di Barbara Alfei, agronomo Capo Panel Assam- Marche
17:00-18:00 – “Le relazioni dell’olio: tra qualità e percezione” a cura di Giulio Scatolini, esperto di analisi sensoriale

Premiazioni

11:00 – Ristoranti dell’olio di Roma nel Piatto
15:00 – Botteghe dell’olio di Roma per il Goloso
18:00 – Evoluzione
19.30 – Voci e Parole dell’Olio

I Dialoghi dell’Olio condotto da Maurizio Pescari e Alberto Grimelli:

12:00 – Dott. Gianfranco De Felici, Capo Panel esperto COI in analisi sensoriale
14:30 – Chef Giuseppe Capano, presentazione del libro “Semplicità in cucina” ed. Tecniche Nuove
16:30 – Tom Mueller, giornalista autore di “Extra Virginity: The Sublime and Scandalous World of Olive Oil” Ed. WW Norton&Co

Conferenza di chiusura

18:30-19:30 – Interverranno Nerina Di Nunzio, Food Confidential Founder, Livia Leoni, Università Degli Studi Roma Tre, Matteo Zappile, Associazione Noi di Sala, Marta Cotarella, Intrecci – Alta Formazione di Sala.

EVOLUZIONE – Lunedì 14 gennaio 2019 dalle 10:00 alle 19:30

Parco dei Principi Grand Hotel & SPA – Via G. Frescobaldi, 5 (Villa Borghese) – Roma
Per informazioni info@evoluzioneolio.com o 347.1159669

Pescaria goes plastic free

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STOP ALL’USO DELLA PLASTICA A PESCARIA: L’ANNUNCIO INSIEME A LEGAMBIENTE E FRIEND OF THE SEA

Pescaria rinuncia definitivamente alla plastica monouso dismettendo l’uso di bicchieri, forchette e bottiglie usa e getta a partire da dicembre. I fondatori racconteranno le ragioni della scelta e i motivi che hanno portato Pescaria ad avviare l’iter per ottenere la certificazione Friend of the Sea (che prevede anche pratiche di consumo sostenibile del prodotto ittico), insieme alle tante novità in cantiere, durante la conferenza stampa in programma oggi 14 dicembre nella sede di Polignano in piazza Aldo Moro 6/8 a partire alle 10.30, in collaborazione con DOT – Horeca Solutions. Parteciperanno all’evento il direttore di Friend of the Sea Paolo Bray, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e Angelo Allegretti, delegato locale di Legambiente.

PESCARIA GOES PLASTIC FREE – LIBERI DALLA PLASTICA

Abbandonare la plastica monouso è un atto di amore verso il mare, un atto simbolico potente con un enorme impatto sociale che riguarda tutti i produttori coinvolti nel sistema di vendita e acquisto. La scelta è il coronamento dell’impegno preso con Legambiente a maggio, quando Pescaria ha aderito e sostenuto gli eventi di Legambiente “Puliamo Polignano” e “Spiagge e Fondali Puliti, promuovendo una raccolta fondi con il recupero di oltre 100 pneumatici sommersi sul fondale sabbioso di Polignano e, nel mese di Ottobre, organizzando quattro giornate per pulire le spiagge di Polignano insieme a volontari, cittadini e esponenti di Legambiente.

Pescaria e Legambiente condividono la volontà di salvaguardare le spiagge e gli oceani dall’inquinamento da plastica, ricalcando le nuove leggi dell’Unione Europea contro l’uso della plastica monouso. Ad oggi, diversi sono i brand e i locali in Italia che hanno deciso di abbandonare la plastica e utilizzare esclusivamente materiali non dannosi per l’ambiente: una scelta che Pescaria sostiene, con l’obiettivo più grande di ricercare e promuovere pratiche virtuose e soluzioni capaci di contrastare l’uso di plastiche e prodotti inquinanti.

FRIEND OF THE SEA

Siamo felici di poter essere al fianco di Pescaria oggi e di chiunque vorrà seguire il loro esempio mettendo a disposizione la nostra esperienza”, ha dichiarato Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea.La nostra è un’organizzazione internazionale da anni impegnata in progetti di salvaguardia degli habitat marini nel mondo. Ormai è noto a tutti che la situazione nel Mediterraneo è a rischio, ma siamo convinti che il coinvolgimento diretto degli operatori del settore nell’adottare pratiche sempre più sostenibili sul territorio e nella sensibilizzazione del consumatore possa e debba fare nel tempo la differenza.

La collaborazione di Pescaria con Friend of the Sea non si limiterà a questa iniziativa: nei prossimi mesi verranno proposte sul territorio attività e campagne con l’obiettivo di promuovere buone pratiche di ristorazione a basso o ridotto impatto ambientale, per quanto riguarda sia la riduzione dell’uso della plastica che il consumo sostenibile del prodotto ittico, incoraggiando attività di pesca e acquacoltura sostenibili e certificate.

DOT – HORECA SOLUTIONS

Per realizzare tutto questo, Pescaria ha avviato una collaborazione con DOT – Horeca Solutions, che ha sposato la causa realizzando materiali per la ristorazione completamente sostenibili. Piatti, bicchieri e forchette monouso ma compostabili, perché il futuro è plastic free.

PESCARIA E LEGAMBIENTE, INSIEME PER SALVARE IL MARE

L’inquinamento del mare è un pericolo enorme per l’intero pianeta e un rischio troppo alto, che potrebbe portare ad una drastica diminuzione della produzione di pesce. Nel 2050, in mare, ci sarà più plastica che pesce. I dati sconcertanti sono quelli dello studio “THE NEW PLASTICS ECONOMY – RETHINKING THE FUTURE OF PLASTICS”, rapporto del 2016 pubblicato dalla fondazione Ellen MacArthur. Per questo, a luglio 2018 Pescaria ha lanciato la sfida di abbandonare la plastica per usare esclusivamente materiali sostenibili e biodegradabili, dismettendo l’uso di bicchieri, forchette e bottiglie usa e getta.

COSA C’È NEL MARE ITALIANO?

620 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia: l’indagine Beach Litter 2018 di Legambiente è stata realizzata in occasione di Spiagge e Fondali Puliti, un’iniziativa a cui anche Pescaria ha aderito, raccogliendo fondi e realizzando il sogno di pulire una parte di fondale sulla costa di Polignano grazie alle operazioni di recupero di oltre 100 pneumatici sommersi sul fondale sabbioso, alla profondità di 12 metri.

Nel mese di Ottobre 2018, invece, Pescaria ha promosso Puliamo Polignano, edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale al mondo: quattro giornate per pulire le spiagge di Polignano insieme a volontari, cittadini e esponenti di Legambiente, in collaborazione con Ferrarelle e Dot Forniture. L’iniziativa è stata seguita e condivisa sui social tramite l’hashtag ufficiale #roadtoplasticfree.

“Cucinare, per noi di Pescaria, è molto più di una professione. È una missione, è il nostro ruolo nella società. Amiamo il mare, e oggi il nostro dovere è difenderlo”.

Festa del Cioccolato. A Natale si può!

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A.A.A. Giustificazioni Cercasi. Quel periodo dell’anno in cui sgarrare è possibile. Cioccoappassionati fatevi sotto, il cioccolato fa festa al Parco Egeria

Questo è quel periodo dell’anno in cui la caccia alla giustificazione per il goloso è molto più semplice del solito. Il Natale e i suoi ampi maglioni di lana nascondono e allontanano il pensiero del girovita ingombrante con grande savoir-faire. A partire dal fantomatico 8 dicembre, mentre a Piazza Venezia si svelerà il chiacchieratissimo erede di Spelacchio targato Netflix, avrà inizio il valzer delle tavole, con le cucine in festa pronte a far scorte per le interminabili cene ed i luculliani pranzi a tema natalizio. Così, tra una passeggiata per mercatini e una puntatina in centro, vi porgiamo un invito rivolto a veri cioccoappassionati che mai dovrebbero mancare alla Festa del Cioccolato, un evento che conta già migliaia di interessati in rete, pronti a darsi appuntamento dall’8 al 9 dicembre al Parco Egeria.

Infinite lastre di cioccolato dai classici al latte, fondente, gianduia o bianco, passando per gli abbinamenti con frutti di bosco, zenzero, peperoncino, agrumi, frutta secca e chi più ne ha, più ne metta! Ceste senza fondo di cioccolatini artigianali dai mille ripieni. Banchi adornati da tartufi, torroni e torroncini, cremini e gianduiotti. Insomma, un paradiso di dolcezza ci attende in Via dell’Almone, ma attenzione, non è solo la golosità a farla da padrona. Sarà grande l’interesse anche per i più piccini, con la presenza di elfi, fate e con un Babbo Natale pronto a salutare lo spirito natalizio che splende tra le luci colorate e le rosse stelle di Natale.

E se del cioccolato non siete vittime, non temete, c’è spazio anche per altro! La pasticceria natalizia è pronta a rubarvi il cuore, con panettoni artigianali lievitati per almeno ventidue ore e farciti con materie prime di alta qualità, dai limoni amalfitani, ai pistacchi siciliani, il tutto con l’immancabile esposizione di banchi di oggettistica a tema, pronti ad entrare nelle vostre case per donare alle vostre stanze quello spirito del Natale che ci accompagnerà fino a gennaio.

Appuntamento al Parco Egeria, in Via dell’Almone 105/111, zona Appia Nuova altezza Arco di Travertino. Sabato 8 e domenica 9 dicembre, dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso Gratuito.