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Eventi

Sangiovese Purosangue

I podcast di Radio Food Live: Sangiovese Purosangue

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Un anno (o poco meno) di dirette, trasmissioni, interviste, trasferte, eventi, testimonianze e tanti, ma davvero tanti, podcast. Si potrebbero riassumere con queste parole i primi nove, intensissimi, mesi della nostra realtà editoriale.

Un insieme di competenze, passioni, scoperte e parole che hanno dato vita ad un archivio unico, una risorsa disponibile in ogni istante per tutti i nostri ascoltatori.

Abbiamo quindi pensato di ripercorre le tappe fondamentali di questo “anno zero” di Radio Food Live proponendo i podcast più interessanti degli eventi ai quali abbiamo partecipato in qualità di media partner.

Sangiovese Purosangue

Il 19 e 20 gennaio è tornata a Roma la manifestazione interamente dedicata a uno dei vitigni italiani di riferimento.

L’Associazione EnoClub Siena ha rinnovato l’appuntamento con il Sangiovese a Roma, per l’ottavo anno consecutivo, con l’evento romano che porta il marchio Sangiovese Purosangue. Ben 60 sono state le aziende presenti in degustazione ai banchi di assaggio dei due giorni e i seminari ha rappresentato un importante e prezioso momento di approfondimento, sia sui territori che sulle aziende che hanno fatto la storia di questo vitigno.

Il lavoro di ricerca

Il progetto di valorizzazione del Sangiovese trova ogni volta nuovi spunti di approfondimento e riflessione, cercando di non banalizzare mai un tema estremamente complesso e importante, affrontando la conoscenza delle molte zone italiane in cui si coltiva. Partendo dal nucleo toscano, dettagliato per aree e menzioni, si indagano e confrontano anche le altre zone italiane, come l’Emilia Romagna e l’Umbria.

Radio Food

Radio Food Live ha seguito l’evento in qualità di media partner, grazie alla presenza di Chiara Giannotti di Vino.TV che ha portato ai microfoni della nostra radio i protagonisti della kermesse dedicata al Sangiovese.

Il podcast

Due giorni racchiusi in due ore: produttori ed esperti hanno raccontato il loro rapporto con il Sangiovese a Radio Food Live. Ecco il podcast dell’evento.

Vinitaly

I podcast di Radio Food Live: Vinitaly

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Un anno (o poco meno) di dirette, trasmissioni, interviste, trasferte, eventi, testimonianze e tanti, ma davvero tanti, podcast. Si potrebbero riassumere con queste parole i primi nove, intensissimi, mesi della nostra realtà editoriale.

Un insieme di competenze, passioni, scoperte e parole che hanno dato vita ad un archivio unico, una risorsa disponibile in ogni istante per tutti i nostri ascoltatori.

Abbiamo quindi pensato di ripercorre le tappe fondamentali di questo “anno zero” di Radio Food Live proponendo i podcast più interessanti degli eventi ai quali abbiamo partecipato in qualità di media partner.

VINITALY

La più importante manifestazione italiana dedicata al vino, il Vinitaly, si è svolta come di consueto a Verona, mettendo in mostra i migliori prodotti del nostro paese.

Realtà artigianali, grandi produttori anche a livello internazionali, consorzi e territori hanno offerto i loro vini ai tantissimi visitatori.

Una miriade di appassionati ed addetti ai lavori che hanno percorso in lungo e largo gli spazi della Fiera alla ricerca di novità e conferme, per saggiare il meglio della produzione italiana.

LA REGIONE LAZIO

L’edizione 2019 ha rappresentato un importante traguardo per la Regione Lazio, che ha allestito un padiglione con oltre 60 aziende, provenienti dalle cinque province, dando lustro ad un movimento, quello della viticoltura laziale, in confortante crescita ed evoluzione.

RADIO FOOD LIVE

L’onore e l’onere di raccontare in presa diretta quanto accaduto nella quattro giorni veronese sono ricaduti su Radio Food Live, che grazie alle voci di Chiara Giannotti, Andrea Febo e Luca Sessa, ha descritto il lavoro, la passione e la competenza dei protagonisti del Lazio.

Il podcast di “Tutto il cibo minuto per minuto” dedicato alle aziende della Provincia di Roma

Il podcast di “Tutto il cibo minuto per minuto” dedicato alle aziende della Provincia di Viterbo

Vinitaly

Vinitaly

Mercatino del Gusto

Vent’anni di Mercatino del Gusto

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La “Reputazione” è il tema dell’edizione 2019 del Mercatino del Gusto, evento che racconta a turisti e pugliesi la Puglia con i suoi luoghi, la cultura e le migliori produzioni artigiane

Ventesima edizione del Mercatino del Gusto, il viaggio “sensoriale” e culturale dal Nord al Sud della Puglia, a spasso tra vicoli, piazzette e corti di Maglie, in provincia di Lecce, uno dei centri storici più belli del Salento. Cinque giorni di racconto della Puglia del gusto, delle sue tradizioni alimentari, della cultura enogastronomica, delle sue tipicità, dei luoghi e dei paesaggi: il Mercatino del Gusto è un percorso di conoscenza di tutta la Puglia, dal Gargano al Salento, dalla Valle d’Itria all’arco jonico salentino, dal Tavoliere alla Terra di Bari, proposto a turisti e viaggiatori curiosi di conoscere e vivere le esperienze enogastronomiche più tipiche.

Maglie e il suo centro storico

Il centro storico di Maglie si appresta, dunque, a trasformarsi – come sempre dal 1 al 5 agosto – nella capitale del gusto autentico di Puglia, con un appuntamento di grande successo, capace di attirare migliaia di turisti italiani e stranieri, costituito dalla felice combinazione di tanti micro-eventi in cui il cibo, il vino, la birra artigianale e i territori di produzione sono raccontati, degustati e mescolati con teatro, libri, cinema e musica.

Mercatino del Gusto

Gli organizzatori

La manifestazione, grazie alla felice intuizione del medico-gastronomo pugliese Michele Bruno e del giornalista e “disegnatore di idee” lombardo Giacomo Mojoli – e il sostegno di Salvatore Santese, presidente dell’Associazione Mercatino del Gusto – ha contribuito a costruire per la Puglia reputazione di luogo in cui non solo il gusto, ma anche la cultura e la storia delle produzioni conoscono la loro massima valorizzazione.

Ed è proprio la Reputazione il tema 2019 del Mercatino del Gusto che sin dai suoi esordi ha raccontato senza sosta e prima di tutti gli altri cibi, vini, territori, artigiani e reputazioni: per narrare la Puglia costruendosi una sua reputazione.

La Reputazione tema del 2019

Vent’anni fa – spiegano gli organizzatori – siamo partiti dalla convinzione che fosse necessario valorizzare il territorio pugliese attraverso la promozione e la conoscenza delle migliori aziende del settore enogastronomico, favorendo il confronto con il pubblico vacanziero e allo stesso tempo con le comunità locali”. In questi venti anni di vita il Mercatino è stato infatti il diario periodico di un territorio in grande fermento, contaminandosi con quanto di più innovativo si producesse nel mondo del buon mangiare, del buon bere, dei ristoranti, dell’accoglienza.

Abbiamo portato inclusione nei nostri programmi – proseguono Bruno, Mojoli e Santese – condivisione nei nostri progetti, gioia di vivere nel fare nostre esperienze “altre” e, tramite un visionario baratto delle idee, abbiamo favorito un modello di Puglia multidisciplinare e multiculturale, aperto al confronto dei saperi e del saper fare”. Si è avviata così una connessione tra turismo, imprese eno-gastronomiche e consumatori che ha favorito uno sviluppo sostenibile del territorio e delle imprese, consentendo nel contempo al Mercatino di crearsi una sua Reputazione.

Essentia Italian Food: l’eccellenza pugliese ad ogni costo

I luoghi e gli appuntamenti

Appuntamento a Maglie, dunque, con l’ormai celebre “chilometro di gusto” lungo il quale selezionatissimi artigiani pugliesi presenteranno le loro migliori produzioni, con le Piazze tematiche segnalate dalle tradizionali luminarie salentine (la Via dell’Olio La Piazza del vino, la Via della Gastronomia, la Via dei Dolci, la Via dei Presìdi e Comunità del cibo, la Via della Pasta, della Pizza, delle Carni alla brace, dei Legumi e degli Ortaggi, dei Cooking Show), gli angoli dedicati al cibo di strada, i laboratori di educazione alimentare e sensoriale per tutte le età, le degustazioni guidate, le cene in villa, gli happy hour, le proiezioni di film e documentari a tema, le presentazioni di libri, i momenti dedicati alla musica e alla cultura.

Il Mercatino del Gusto è organizzato con il sostegno di numerosi partner pubblici e privati, tra cui il Comune di Maglie e la Regione Puglia, con gli Assessorati alle risorse agroalimentari e all’industria turistica e culturale.

Mercatino del Gusto

Festival Valle d'Itria

Festival della Valle d’Itria

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Abbandonarsi al piacere di una sera d’estate, ascoltando la grande opera nelle masserie pugliesi e sorseggiando un calice di Primitivo di Manduria. Un sogno che diventa realtà con la sezione ‘L’opera in Masseria’ proposta dalla 45° edizione del Festival della Valle d’Itria insieme al Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

Il Festival della Valle d’Itria

Dal 21 luglio al 1° agosto, cinque masserie fra i trulli delle provincie di Brindisi e Taranto, saranno la cornice per la messa in scena di due intermezzi buffi napoletani del Settecento: L’ammalato immaginario di Leonardo Vinci e La vedova ingegnosa di Giuseppe Sellitti. Il tutto potrà essere ascoltato bevendo un calice di calice di Primitivo di Manduria, l’unico vino presente all’interno del Festival della Valle d’Itria.

Gli appuntamenti

Si tratta di una delle iniziative più legate al territorio e che caratterizza maggiormente la proposta culturale del Festival. Nel 2019, per la prima volta, il progetto sarà itinerante in cinque diverse masserie della zona: Del Duca di Crispiano TA (21 luglio), Belvedere di Mottola TA (23 luglio), Palesi  di Martina Franca  TA (25 luglio), Cassina Vitale di Ceglie Messapica BR (27 luglio) e San Michele (1 agosto) a Martina Franca TA .

“L’opera in Masseria”, si preannuncia come format apprezzato dal pubblico internazionale, attratto dal connubio fra tradizione musicale e identità storica, e quest’anno sarà possibile degustare anche la doc più importante della Puglia grazie alle aziende socie del Consorzio di Tutela.

Scopri il Vinilia Wine Resort ed il ristorante Casamatta

Una programmazione ideata per celebrare con sempre maggiore successo l’incontro tra due intense esperienze sensoriali: la visione dell’opera e la degustazione del vino di qualità. Un connubio, questo, che negli anni ha visto crescere la partecipazione ed i consensi di un pubblico sempre più attento e competente.

Per informazioni www.festivaldellavalleditria.it

Il Calendario del Festival della Valle d’Itria

21 luglio Masseria del Duca – Crispiano (Taranto)
23 luglio Masseria Belvedere – Mottola (Taranto)
25 luglio Masseria Palesi – Martina Franca (Taranto)
27 luglio Masseria Casina Vitale – Ceglie Messapica (Brindisi)
1° agosto Masseria San Michele – Martina Franca (Taranto)

Le Opere

L’ammalato immaginario

La vedova ingegnosa

“L’Opera in masseria” – che porta il teatro musicale settecentesco in alcune masserie storiche della Valle d’Itria – è riservata all’agile e gustoso genere dell’intermezzo comico con di Leonardo Vinci (Strongoli 1690 – Napoli 1730), altro astro della scuola musicale napoletana, e La vedova ingegnosa di Giuseppe Sellitti (Napoli 1700 – 1777). L’ammalato immaginario mette in scena il tipico ipocondriaco alla Molière, Don Chilone, costretto con l’inganno a sposare Erighetta, scaltra vedovella che mira ad accasarsi per riacquistare un ruolo sociale e che sfrutta con abilità le paure dell’attempato coprotagonista.

L’intermezzo La vedova ingegnosa fu composto da Giuseppe Sellitti su libretto di Tommaso Mariani in occasione della messa in scena del dramma per musica Demofoonte, commissionato nel 1735 per il compleanno di Carlo III di Borbone e rappresentato al Teatro San Bartolomeo di Napoli, probabilmente ultimo intermezzo a vedere le luci del teatro partenopeo. La vicenda ha come protagonisti Drusilla e Strabone: la prima è determinata a risposarsi con quest’ultimo vincendo le di lui resistenze; il secondo, medico improvvisato e uomo pavido, è dotato di uno spiccato senso dell’umorismo e di tanti denari.

Biglietti
da 15€ a 25€ / vivaticket.it
biglietteria@festivaldellavalleditria.it

Identità Golose

I podcast di Radio Food Live: Identità Golose

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Un anno (o poco meno) di dirette, trasmissioni, interviste, trasferte, eventi, testimonianze e tanti, ma davvero tanti, podcast. Si potrebbero riassumere con queste parole i primi nove, intensissimi, mesi della nostra realtà editoriale.

Un insieme di competenze, passioni, scoperte e parole che hanno dato vita ad un archivio unico, una risorsa disponibile in ogni istante per tutti i nostri ascoltatori.

Abbiamo quindi pensato di ripercorre le tappe fondamentali di questo “anno zero” di Radio Food Live proponendo i podcast più interessanti degli eventi ai quali abbiamo partecipato in qualità di media partner.

Identità Golose 2019

Costruire nuove memorie è stato il tema dell’edizione targata 2019 di Identità Golose, il convegno più importante del panorama nazionale, svoltosi a Milano dal 23 al 25 Marzo. Un ricchissimo programma ha visto alternarsi sui palchi delle varie sale i nomi più prestigiosi: chef nazionali ed internazionali che hanno raccontato le loro memorie ed il processo creativo che consente lori di crearne di nuove.

Radio Food Live ha seguito in qualità di media partner l’intera manifestazione, raccogliendo le parole di chi ha saputo catturare l’attenzione di appassionati ed addetti ai lavori: Carlo Cracco, Niko Romito, Virgilio Martinez, Corrado Assenza, Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura e tanti altri.

I podcast

Ecco i podcast relativi alle 3 giornate milanesi, per ascoltare e riascoltare le interessanti testimonianze dei protagonisti dell’alta cucina.

Sabato 23 marzo: da Matias Perdomo a Francesco Apreda passando per Moreno Cedroni

Domenica 24 marzo: da Massimo Bottura a Massimiliano Alajmo, passando per Diego Rossi e Simone Cozzi

Lunedì 25 marzo: da Corrado Assenza a Niko Romito, passando per Maria Probst e Mauro Uliassi

Torna a Roma Vinòforum, lo spazio del gusto

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Nuova location per Vinòforum, la storica manifestazione dedicata alla promozione dell’eccellenza enogastronomica. Ricchissimo il programma della sedicesima edizione: 500 cantine dall’Italia e dal Mondo, 2.500 etichette, grandi chef, maestri pizzaioli, eventi dedicati al trade, aree formazione e business.

Un suggestivo spazio di oltre 10.000 mq creato all’interno del “Parco di Tor di Quinto”: è questa la principale novità di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, in programma a Roma da venerdì 14 a domenica 23 giugno 2019. La sedicesima edizione, prenderà forma in una delle location più magiche di Roma (a due passi da Ponte Milvio) e uno dei Punti Verde Qualità della città, esteso su circa 112.000 mq e caratterizzato da un laghetto con fontane e giochi d’acqua.

Quello del 2019 sarà un format polivalente basato sul concetto di naturalità ed esperienzialità, leit motiv dei tantissimi appuntamenti in calendario che vedranno protagonisti 500 cantine vitivinicole italiane ed internazionali, ma anche 70 grandi chef e aziende gastronomiche vocate all’eccellenza.

Scopri l’immagine del vino raccontata da Andrea Federici

I format dell’edizione 2019

Roma Wine & Food Week – Ad inaugurare la sedicesima edizione di Vinòforum sarà la Roma Wine & Food Week, un fuorisalone che coinvolgerà tutta la città. Dal 3 al 9 giugno enoteche, wine bar, ristoranti, botteghe, shop, gallerie d’arte, librerie e boutique saranno tappa di un calendario di oltre 200 appuntamenti dedicati a tutti i wine&food lovers.

Cucine a vista – I Temporary Restaurant di questa edizione ospiteranno ben 30 grandi chef provenienti dall’intero territorio nazionale. La selezione firmata in collaborazione con Luigi Cremona, tra i più importanti giornalisti e critici enogastronomici italiani, svilupperà 5 temi principali i Grandi Maestri Stellati, la Cucina di Mare, gli Chef Emergenti, la Cucina al Femminile, le Grandi Osterie. Ogni chef presenterà tre piatti, tra i più rappresentativi del proprio stile e carattere, ai quali sarà possibile abbinare gli Champagne di alcune delle Maison più importanti al Mondo: Dom Pérignon, Krug, Veuve Clicquot, Moët & Chandon, Ruinart.

Top Tasting Area – A grandi appassionati e degustatori, sarà dedicato un palcoscenico posizionato nel cuore della manifestazione che ospiterà grandi appuntamenti con il vino. Racconti unici che renderanno omaggio alle eccellenze dell’enologia italiana e internazionale attraverso le voci dei suoi protagonisti: produttori, enologi e noti degustatori.

The Night Dinner – 10 grandi chef e 10 cantine prestigiose: sarà questo il binomio protagonista di The Night Dinner 2019. Ogni sera alcuni tra i migliori cuochi d’Italia firmeranno delle cene esclusive (con posti limitati e solo su prenotazione), abbinando le proprie creazioni ai vini di aziende top level (nazionali e internazionali).

Vinòforum Academy – Scoprire tutti i segreti del vino a piccoli passi. Questo l’obiettivo dell’Academy di Vinòforum che coinvolgerà neofiti, appassionati, ma anche esperti in un calendario di appuntamenti tenuti da Enologi e Master Sommelier.

Progetto Olio  Dopo il grande successo riscosso nella scorsa edizione, l’Olio Extravergine di Oliva rimane protagonista di Vinòforum attraverso il coinvolgimento di piccole e grandi aziende produttrici vocate all’eccellenza.

Cene Ferrarelle – Un ristorante sui generis dove grandi chef e maestri pizzaioli lavorano a 4 mani per creare menu unici. 30 posti a cena dedicati a chi vuole sperimentare abbinamenti “fuori dagli schemi” in un percorso tra piatti e vini delle più rinomate cantine italiane.

Eventi per Operatori – E a proposito di pubblico trade, a sottolineare l’importanza dell’aspetto business della manifestazione, Vinòforum rafforza la presenza dei buyer. Tre giorni – Domenica 16 giugno, Lunedì 17 giugno, Domenica 23 giugno-  e tre carte con i migliori etichette della manifestazione, dedicate a chi il vino lo vive non solo come passione, ma soprattutto come lavoro.

Food Revolution – Con l’obiettivo di spingersi sempre oltre, Vinòforum dedicato uno spazio anche a tutte quelle aziende gastronomiche che nell’eccellenza sono in continua evoluzione al fine di presentare al consumatore una qualità in forme nuove. Caviale, Pasta, Tartare, Dolci, ma anche aziende gelatiere che ridefiniscono l’idea di menu.

COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM
DATE 14-23 giugno 2019
LOCATION: Parco di Tor di Quinto – Via Fornaci di Tor di Quinto, 10 Roma |
ORARI dalle ore 19:00 alle 24:00 (fino alle 01:00 venerdì e sabato).
Biglietto di ingresso comprensivo di calice e carnet da 10 degustazioni di vino.
Degustazioni, Cene e Food Show con posti limitati e prenotazione obbligatoria su:
www.vinoforum.it

Miss Chef, la gara in rosa della cucina

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La cucina si tinge di rosa con MISS CHEF, la prima competizione tra chef donne italiane che si sfidano ai fornelli con i piatti della tradizione culinaria del nostro bel Paese lungo un tour che prevede varie tappe.

Nata nel 2012 dall’idea di Marinagela Petruzzelli, giornalista, autrice tv, nonché presidente dell’Associazione MISS CHEF e direttrice artistica del format, la competizione ha come obiettivo principe raccontare l’italianità con le sue eccellenze gastronomiche. “Perché – come afferma la stessa Petruzzelli – è proprio grazie alla bravura e all’intraprendenza di queste donne chef, che riusciamo a valorizzare le eccellenze enogastronomiche e il nostro amato Made in Italy nel mondo. Questa gara non vuole essere solo una sfida tra piatti e ricette, ma una combinazione vincente di tradizioni, diversità, tipicità, innovazione e di tutti i saperi e i sapori territoriali”.

Particolarità di questo format gastronomico è la sua formula dinamica e itinerante, che prevede un vero e proprio tour da nord a sud del nostro paese e una tappa finale negli Stati Uniti. Si parte l’8 e il 9giugno a Roma presso gli studi di Cinecittà World; per poi continuare il 20 e 21 giugno in Calabria, a luglio in Piemonte mentre ad Agosto sarà Matera ad essere palco di questa gara; a settembre due tappe tra nord e sud, prima il Veneto e poi la Puglia; il tour si conclude in autunno con due tappe internazionali New York e Malta. 

Il Premio Miss Chef con la sua formula innovativa e dinamica, vuole contribuire ancor più a sottolineare il valore socio-culturale dell’italianità, facendo della cucina il simbolo “etico e buono”, in cui si racchiude valore, qualità, tradizione, cultura e la convivialità.

Ma come funziona questa gara nello specifico? Chi sono le concorrenti che ambiscono al titolo di Miss Chef?

Le miss chef sono quattro concorrenti per ogni tappa regionale – spiega Mariangela Petruzzelli – selezionate per curriculum professionale e meriti, che dovranno cimentarsi nella realizzazione di un piatto in base al loro repertorio in cucina. La gara consiste in uno show-cooking con la successiva degustazione dei piatti realizzati davanti a due giurie una tecnica e una istituzionale, formate da personaggi del mondo politico e culturale, imprenditori, giornalisti ed esperti enogastronomi e che daranno un giudizio globale che tiene conto della creatività del piatto realizzato, del gusto, della genuinità e bontà, dei valori nutrizionali, della presentazione e dei tempi di realizzazione. Ogni tappa ha una sua vincitrice che partecipa alla finale per l’elezione del titolo nazionale”.

Le Miss Chef oltre a cucinare racconteranno la propria vita professionale e privata con brevi interviste mirate per farsi conoscere a tutto tondo: “Sì, questa è una delle mission di questo format è narrare le storie autentiche di queste donne chef che portano avanti la cucina con passione di generazione in generazione come prezioso “tesoro” di famiglia e memoria di valori” conferma l’ideatrice.

La vincitrice del titolo MISS CHEF® EXPO UNIVERSALE 2019 verrà proclamata il giorno 9 giugno 2019. Il premio assegnato sarà la partecipazione in veste di madrina nella sesta edizione di MISS CHEF® New York 2019. A latere della competizione ogni edizione ha un fitto programma di attività didattiche, convegni e incontri. L’ 8 giugno a dopo la gara si svolgerà il convegno  “L’universo delle Donne che intraprendono nel mondo: esempi virtuosi”, dove saranno protagoniste una serie di ospiti tutte al femminile rappresentanti di diversi settori.

Per ulteriori informazioni: www.misschef.net

Le Armonie senza Tempo del Lugana nella Città Eterna

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Venerdì 31 maggio nella splendida Villa Aurelia di Roma è in programma un wine tasting per assaporare la preziosa unicità del vino simbolo del Lago di Garda.

Una location elegante, un momento di incontro, confronto e scoperta per assaporare grazie a 51 cantine e oltre 90 etichette in degustazione il vino Lugana, la prima DOC riconosciuta in Lombardia – e una tra le primissime in Italia – che ha festeggiato cinquant’anni nel 2017. Un’occasione imperdibile per provare il vino bianco simbolo del Lago di Garda nel Giardino dei Limoni della splendida Villa Aurelia, elegante ed esclusiva dimora del XVII secolo tra i luoghi più suggestivi e seducenti della Capitale.

Lugana Armonie senza Tempo” è quindi un viaggio sensoriale alla scoperta di tutte le sfumature del Lugana, un vino capace di interpretare, grazie alla sua forte e inconfondibile personalità, le caratteristiche di un territorio particolare che abbraccia le zone di Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Peschiera del Garda, Pozzolengo e Sirmione. E quale luogo migliore se non Roma per festeggiare un prestigioso traguardo? La Città Eterna e la magnifica Villa Aurelia sono dunque la cornice ideale per raccontare il fascino senza tempo di un vino di lunga tradizione e tipicità prodotto da uve Turbiana, fra i più antichi vitigni autoctoni della nostra penisola.

L’evento si articolerà in 2 momenti: dalle 16 alle 17.30 Masterclass di approfondimento dedicata alle 5 tipologie previste dal disciplinare di produzione (Lugana, Lugana Superiore, Lugana Riserva, Lugana Vendemmia Tardiva e Lugana Spumante) rivolta a operatori e professionisti del settore, giornalisti e blogger. Ettore Nicoletto e Carlo Veronese, presidente e direttore del Consorzio, e Marco Sabellico di Gambero Rosso accompagneranno i presenti alla scoperta dei vini. A partire dalle ore 18 apertura del wine tasting al pubblico (ingresso a pagamento) per degustare, avvolti dall’affascinante atmosfera e dall’incantevole vista sulla città offerta dal Gianicolo, oltre 90 espressioni del Lugana.

Durante l’evento inoltre sarà possibile visitare Villa Aurelia, un vero e proprio gioiello architettonico solitamente chiuso al pubblico.

Data evento: 31 maggio 2019
Location: Villa Aurelia, Largo di Porta San Pancrazio 1-2, Roma
Link di puntamento https://www.consorziolugana.it/armonie-senza-tempo-2019

Programma

  • Masterclass per operatori professionisti, stampa, blogger e wine influencer: degustazione gratuita con pre-registrazione obbligatoria https://www.consorziolugana.it/armonie-senza-tempo-2019 Dalle 16 alle 17.30 | Sala Aurelia
  • Degustazione aperta al pubblico con biglietto d’ingresso

Intero € 15 – Ridotto per soci Ais, Fis e Bibenda, ARS, Fisar, Epulae, Onav, Slow Food, Gambero Rosso e Ars € 10

Dalle 18 alle 23 | Giardino dei Limoni

I biglietti si potranno acquistare online sul sito del Consorzio Lugana https://www.consorziolugana.it/armonie-senza-tempo-2019 oppure in loco il giorno dell’evento.

Per info: tel. 393 8942109 | email info@bluelime-adv.com

Slow Fish 2019. Fare del mare il nostro bene comune

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Una fiaschetta di colatura di alici “Nettuno”; tre vasetti di alici sott’olio di cui una Gran Riserva; un barattolino di pesto fresco, color verde menta; una bottiglia di Gewürztraminer Alto Adige DOC; una bottarga di muggine sarda essiccata, una in polvere e una in crema; un livornese sugo al nero di seppia; una cena sicula da asporto – sostentamento per la tratta Genova/Roma – a base di alici fritte, triglie e panelle. Un bottino da leccarsi i baffi, indubbiamente, ma senza valore se non fosse il risultato del lavoro artigiano delle persone che dal 9 al 12 maggio hanno partecipato a Slow Fish 2019, giunto alla sua nona edizione.

E non c’è dubbio che Slow Fish anche quest’anno abbia rivoluzionato il più grande snodo navale d’Italia: assemblando filosofie, mescolandosi tra i vicoli di Prà, ha tessuto reti di popoli, odori, storie e tradizioni raccontate dai lupi di mare del mondo e dello Stivale, restituendo al mio soggiorno in Liguria molto di più delle prelibatezze acquistate. Slow Fish ha trasformato gli ampi spazi portuali in arene di dibattito, nelle quali si è tornato a parlare e ad ascoltare. Un’azione non scontata in un tempo come il nostro, dove per comunicare ci si affida solo a piattaforme, doppie spunte e meme sul digitale. Dal giovedì alla domenica è stato un susseguirsi di incontri, appuntamenti a tavola e laboratori per ribadire attraverso la parola, il gusto e il saper fare che del mare nessuno è padrone, ma dipendiamo dalla sua salute e va trattato con cura ed intelligenza in quanto bene comune.

Un concetto semplice ma troppo spesso soffocato, non solo dalle plastiche che quotidianamente gli “affidiamo”, ma anche dai decisori politici dai quali è abbondantemente trascurato. E se ai tavoli istituzionali non trova il giusto respiro, basta una passeggiata tra gli stand della manifestazione e una chiacchiera con i produttori per capire che il tema scotta ed è sentito. Lo conferma Giulio Giordano, fiero artigiano-pescatore di terza generazione, che dalla produzione della colatura di alici di Cetara – presìdio Slow Food – ha ereditato la sua eroica professione. L’ho constatato nelle fenomenali Jade de Waal e Loubie Rush, raggianti cuoche capoverdiane, responsabili di piatti audaci nati dall’incontro della cucina ligure con le erbe spontanee sudafricane; se ne è parlato durante la degustazione di ostriche bretoni naturali, più saporite e carnose delle cugine triploidi proprio perché non sottoposte ad antibiotici e a trattamenti meno sani.

Ho conosciuto persone formidabili, narratori di storie arricchenti che ho ascoltato con la curiosità e l’indecisione di chi non sa se fermarsi sulle parole o scivolare con lo sguardo oltre, verso il mare. Così è stato all’enoteca con Franco, generoso sommelier, che trasforma un assaggio di Pigato in una parentesi intima e commovente. Lo hanno fatto le parole dell’eclettica Sally Barnes, regina del mare di Irlanda che tramanda ancora oggi tecniche tradizionali di affumicatura del salmone, a rischio di scomparsa; un giovanissimo Cristòbal Velàsquez, entusiasta chef cileno, di una tale forza ed umanità da meritarsi il plauso del pubblico universitario per aver condotto il laboratorio sul ceviche in modo tanto appassionato; dalla Corea del Sud un cerimonioso Kang Chang Kun, che ci ha convinto ad assaggiare salse e sashimi a base di occhi, stomaco, fegato e squame di cernia, testimoniando una cucina orientale orientata al recupero e antagonista dello spreco alimentare. Un susseguirsi serrato di incontri ben preparati rivolti ai giovani, alle famiglie, ai passanti più curiosi, hanno trasformato Piazza Caricamento in uno spazio libero dove promuovere ed educare buone pratiche e i 130 mila mq di Piazza delle Feste in 130 mila occasioni per mettersi a confronto e creare nuove virtuose dinamiche.

A raccontarlo così non sembrerebbe di essere soli in mezzo a questo mare, eppure una voce unica e forte è necessaria per cambiare rotta e le regole da attuare. Consapevoli del poco tempo a disposizione, siamo chiamati ad operare un salto culturale per la salvaguardia del Pianeta mare. Raccomandiamo un atteggiamento più responsabile ed accettiamo di cambiare abitudini nella nostra alimentazione se vogliamo assicurare alle generazioni future una vita sostenibile, con una prospettiva buona, pulita e giusta, con più cibo e più sapore.

IMPRONTE DI PIZZA 2019: LA PAROLA A CHI LASCIA IL SEGNO

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Impronte di Pizza, un evento aperto al pubblico per fare cultura su uno dei piatti italiani più amati nel mondo. I grandi nomi della pizza si confronteranno sotto la guida di Luciano Pignataro. Tra i pizzaioli ospiti: Bosco, Callegari, Pepe e Salvo.

Eataly presenta la prima edizione di IMPRONTE DI PIZZA – La parola a chi lascia il segno che si terrà a Roma il prossimo 16 maggio. Un progetto del tutto nuovo con cui Eataly, dopo il lancio della Pizza Eataly e il tour delle Pizze del Territorio, punta a diventare per un giorno un vero e proprio teatro aperto al pubblico in cui i grandi maestri del mondo pizza, provenienti da diverse scuole di pensiero, metteranno in scena le loro personali interpretazioni del piatto e racconteranno esperienze e progetti futuri legati al mondo food, proponendo anche degustazioni.

IMPRONTE DI PIZZA è un nome ricco di significato: l’obiettivo di questo evento è ascoltare la voce dei più rinomati pizzaioli italiani che hanno lasciato il segno, o la loro impronta gastronomica, nel mondo della pizza, rinnovando il settore, ma anche recuperando le tradizioni e la definizione dell’autentica pizza italiana, aiutando anche il pubblico a riscoprire la qualità e il valore di un piatto che ha fatto grande la tradizione culinaria del nostro paese. Per Eataly la pizza è infatti “una cosa seria” e una nuova sfida per portare ad un alto livello la qualità dei piatti iconici italiani.

I protagonisti della prima edizione

Italia in fermento, impasti a confronto” è il titolo scelto e il filo conduttore della prima edizione del simposio organizzato da Eataly. E saranno proprio alcune delle voci più autorevoli dell’arte bianca, guidate dal giornalista ed esperto di pizza Luciano Pignataro, a dialogare su scuole di pensiero e tecniche di lavorazione dell’impasto: Renato Bosco, Stefano Callegari, Franco Pepe e Ciro Salvo.

Negli ultimi anni c’è stata una rivoluzione nel mondo pizza” spiega Pignataro. “L’attenzione di tutti si è infatti concentrata sulla qualità e si è creato un circolo virtuoso che ha complessivamente migliorato il prodotto partendo proprio dall’impasto. Si sono sperimentate lunghe lievitazioni e ognuno ha trovato il suo stile arrivando a risultati di eccellenza. Mettere a confronto scuole così diverse è interessante perché anche per la pizza, come per ogni cibo, il fine non è il mezzo, ma contano il gusto e la salute del cliente”.

A introdurre il confronto sarà Antonio Puzzi, responsabile pizza Slow Food, che ha affiancato Eataly nel progetto Pizza Eataly.

Pizza è una parola universale e, in quanto tale, ha infinite varianti” commenta Puzzi. “Nella sola Italia dei mille campanili, ogni luogo ne dà una specifica lettura: da Napoli a Roma, Genova, Torino, Palermo e Verona, solo per fare alcuni esempi. Nata come ‘speranza’ per saziare la fame, oggi la pizza è sotto la luce dei riflettori e questo ci spinge necessariamente a fare e farci domande. Ecco perché i pizzaioli chiedono ai mulini di differenziare e migliorare l’offerta di materie prime, creano impasti sempre più identitari e portano in tavola ricette che sono frutto di alleanze con i produttori del territorio e immagine della grande tradizione gastronomica italiana”.

Faranno gli onori di casa Francesco Pompilio, maestro pizzaiolo di Eataly, che ha guidato la definizione della nuova Pizza Eataly, e Fulvio Marino, responsabile delle panetterie Eataly.

Nel corso dell’evento i maestri pizzaioli si alterneranno al banco di lavoro e ai forni del Ristorante della Pasta e della Pizza di Eataly Roma, offrendo la possibilità al pubblico in sala non solo di ascoltare, ma anche degustare la loro personale “interpretazione” della pizza.

IMPRONTE DI PIZZE è una delle iniziative della Settimana della Pizza e dei Pizzaioli che animerà gli spazi di Eataly Roma dal 13 al 19 maggio con eventi, incontri e degustazioni di pizze dei diversi maestri pizzaioli tra i maggiori esponenti del panorama italiano dell’arte bianca.

L’appuntamento di IMPRONTE DI PIZZA è per giovedì 16 maggio 2019, dalle 16.00, presso il Ristorante della Pasta e della Pizza di Eataly Roma, Piazzale 12 Ottobre 1492.