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Roberta Savona

Guida Monti

Monti in Tasca: tutto il meglio del quartiere in una guida

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La guida ai vicoli monticiani presentata da Le Repubblica nel Teatro dell’Opera

È un’afosa mattina di metà giugno in cui trovare riparo non è cosa facile. Ma le solenni mura del Teatro dell’Opera sono pronte a ristorare le appassionate penne dedite al food e con loro, molti addetti ai lavori e gli invitati per la presentazione della guida Monti, annunciata da Giuseppe Cerasa direttore de Le Guide di Repubblica, insieme a Sabrina Alfonsi Presidente del I Municipio, seguita dallo chef Antonello Colonna, monticiano d’adozione e dall’artista Chiara Rapaccini, moglie di Mario Monicelli. Insieme a loro anche Carlo Fuortes, soprintendente Teatro dell’Opera di Roma, che da il benvenuto ai tanti ospiti giunti. Una presentazione-preludio. Una sorta di antipasto che lancia la guida ai vicoli e annuncia anche l’appuntamento aperto a tutti di giovedì 20 giugno alle 18.00, quando all’Agriletum dell’Università Roma Tre, in Via Madonna dei Monti 40, avrà luogo la festa di presentazione del volume, con musica dal vivo e gustose degustazioni.

I segreti dei vicoli e i suoi storici artigiani che resistono. Le trattorie iconiche e gli avveniristici negozi di design che diventano protagonisti. La suburra e la sua storia più segreta. Monti racchiude una poesia che va oltre i migliori luoghi in cui riscoprire la cucina della tradizione. E’ un luogo in cui riscoprire la matrice delle cose. Il terreno in cui sopravvivono radici centenarie. Per questo la guida disponibile dalle librerie agli shop online, è un vero e proprio strumento al servizio dei più curiosi ricercatori della storia di Roma e dei suoi rioni.

Scopri la guida dedicata a Trastevere 

Leggendo la Guida che avete in mano, ascoltando i battiti del cuore che pulsano nel corpo antico di Monti, ci siamo accorti che probabilmente Trastevere è il rione più evocativo di Roma, quello dove tutti gli stranieri vogliono mettere piede, quello che tutti vogliono conoscere soprattutto di sera, quello immortalato in cento film e in decine di racconti e poesie. Ma nessun luogo come Monti riesce a metterti di fronte alla storia più antica di Roma. Basta una immagina evocata da Pappi Corsicato per rendersi conto di cosa significhi calpestare i selci malridotti o l’asfalto bucherellato di quella che un tempo era la Suburra capitolina”. Con queste parole Giuseppe Cerasa introduce un altro grande lavoro confezionato dalla squadra de Le Guide di Repubblica. Un volume dedicato ad uno dei quartieri più evocativi della capitale, presentato non a caso al Teatro dell’Opera che, pur non essendo propriamente monticiano (il teatro infatti è al confine tra Monti e Esquilino), è per i monticiani un vero e proprio punto di riferimento della zona di cui conserva ancora l’essenza primordiale.

“Ho ringrazianto e ancora ringrazio Cerasa per aver scelto il Teatro dell’Opera” – afferma Carlo Fuortes “Siamo qui perché il teatro debba aprirsi il più possibile al quartiere e poi anche al resto della città. Il mio ringraziamento è doveroso poiché questa guida offre un servizio che nessun’altro può comparare, donando al lettore un punto di vista del quartiere consapevole, curioso e sempre corretto. Caratteristiche che da sempre ritroviamo nel lavoro di Giuseppe Cerasa”.

Testimone illustre del volume è il presidente emerito Giorgio Napolitano, che insieme al giornalista Stefano Petrella (tra i curatori de Le Guide) e con la compagnia e la guida di chef Antonello Colonna, ha visitato i luoghi più significativi di Monti, ritrovando tutta la bellezza e l’appartenenza degli abitanti al loro quartiere. “Mi verrebbe da dire che Monti è un quartiere che resiste” – queste le parole con cui chef Colonna da inizio al suo intervento dedicato alla guida – “Ci sono arrivato ormai 15 anni fa per gestire la terrazza del Piacentini, ma mi sono innamorato subito e simultaneamente, sia della terrazza, sia del quartiere. Questo è un quartiere che va visto e vissuto con calma e con la dovuta calma l’ho mostrato a Stefano con cui abbiamo fatto lunghe passeggiate alla ricerca dell’identità monticiana. Penso che questa identità piaccia a molti e come tale i monticiani hanno il dovere di tutelarla”.

Molti gli itinerari d’autore presenti: da quello di Colonna, passando per Francesca Bria, Andrea Carpenzano, Pappi Corsicato, Iaia Forte, Carla Fracci e Alessandro Piangiamore. Non solo cibo ma anche differenti punti di vista, come quello dei set del cinema, le chiese o le case celebri e le pietre d’inciampo. E ancora le chiese del rione, le feste di quartiere, le gallerie d’arte e il rione a misura di bambino. E poi il mercato Monti Urban Market, o quello di via Baccina. La Monti by night e gli immancabili suggerimenti su dove mangiare e dormire oppure acquisti tra negozi e artigiani. Tanti i volti noti coinvolti e le personalità simbolo del quartiere, come Stefano Antonelli, Pino Calabrese, Enrico Castelli Gattinara, Monica Cecchini, Antonio D’Andrea, Nino di Perna, Er Pera, Gaetano Marotta, Stefano Mastruzzi, Renzo Musumeci e Novella Calligaris, Matteo Nucci, Nathalie Ocalan, Elisabetta Pallottino, Don Francesco Pesce, Chiara Rapaccini, Lisa Roscioni e Gabriele Venturini.

Guardate il video servizio della presentazione, a cura di Stefano Petrella, riprese di Mariacristina Massaro / AGF: https://video.repubblica.it/edizione/roma/guide-repubblica-in-edicola-la-nuova-guida-dedicata-a-monti-e-il-20-e-festa-nel-rione/337096/337692

Bunker

Il Bunker a Barberini

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Giovani creativi ai fornelli, arriva la brigata di Nicholas Amici

Ha aperto da appena una settimana il Bunker Kitchen Club, piccolo e curato gioiello nel cuore di Roma, a due passi da Piazza Barberini, dove il giovane chef e padrone di casa Nicholas Amici, al ritorno dalle esperienze europee tra la penisola iberica e il Regno Unito, ha deciso di buttarsi anima e corpo in un progetto dedicato alla sua città natale. Il Bunker è un luogo dove rivivere il gusto per l’internazionalità in un bizzarro equilibrio di sapori apparentemente non associabili tra loro. Apparentemente, per l’appunto.

Provare per credere, verrebbe da dire. Luogo comune che mai fu più giusto nel Bunker di Nicholas, alla guida della sua giovane brigata formata da ragazze e ragazzi che hanno come lui collezionato esperienze lavorative delle più disparate, in giro per l’Europa, a caccia di ingredienti sempre più particolari.

Scopri le novità dell’edizione 2019 di Vinòforum

La location

Scendendo qualche gradino al di sotto del piano strada, siamo accolti dalla testa di toro in ferro dell’artista Okuda San Miguel, che precede una porta, anch’essa in ferro, a ricordare proprio la porta di un bunker. Appena 26 coperti, arredamento minimal e grande cura per il cliente che gode di ampia comodità. I tavoli tra legno e ferro, matchano con le comode sedie che invitano gli avventori a non andar via, non prima di aver degustato fino in fondo la proposta culinaria di Amici e i suoi.

E poi fu il menu. Sperimentazione e contrasto, due parole che ritornano nella cucina del Bunker, risultato di un’attenta ricerca di materie prime accostate tra loro nei modi più disparati, garantendo al cliente veri e propri effetti culinari speciali che non perdono mai di vista lo scopo principale: cucinare raggiungendo i giusti equilibri tra sapori tanto diversi tra loro. Venti piatti, multiculturalità e grande ricercatezza,abbinata alla carta dei vini curata da Guido Sardi. Da provare!

Per saperne di più: https://www.facebook.com/bunkerkitchenclub/

Bunker

Bunker

Famiglia Fieschi, la Tradizione al sapore di Mandorla

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Ad Altamura settant’anni di passione, dal dopoguerra ai giorni nostri

Non è mai facile raccontare la storia di una famiglia. I ricordi con il passare del tempo ingialliscono come le vecchie istantanee di primo ‘900. Così, quando ho sentito al telefono le parole di Francesco Fieschi, moderno portavoce dell’omonima azienda Famiglia Fieschi, ho compreso subito che dietro quella volontà di condividere e postare, c’era più che mai la voglia di raccontare quanto lo inorgoglisce esser parte di un progetto di vita che parte da lontano e valica le generazioni (ben tre), partendo dai suoi genitori prima e ancor prima dai suoi nonni, fautori di una storia di lavoro che s’interseca con quella della città in cui sorge l’azienda, la pragmatica Altamura.

Settant’anni di memorie che cominciano con una coppia di giovani sposi e prima ancora con Rosina e sua sorella Orsolina, una “suora in casa” che osservava la fede secondo l’ordine delle Suore Clarisse, monache di clausura ma anche esperte pasticcere! Ricordo ancora quando i miei nonni mi portavano al Monastero di Trani e dietro una finestrella, la suora mi passava i dolcetti di mandorla più buoni che io abbia mai provato. Ma questa è un’altra storia…  Tornando ai Fieschi, è importante riconoscere ad suor Orsolina i suoi meriti. Era lei che insegnava a Rosina tutti i segreti delle antiche ricette delle Clarisse, che la giovane e bella Rosina metteva in pratica preparando dolci per i matrimoni degli amici. Con qualche soldino in più il dopoguerra cominciava a sorridere e Rosina era sempre più felice di regalare a giovanissime coppie di sposi, delle vere e proprie delizie in pasta di mandorle. E mentre Rosina continuava a darsi da fare, nello stesso intraprendente paesino pugliese, in una piccola caffetteria di quartiere, Ciccillo insegnava al titolare del bar come preparare il gelato. Ciccillo era l’unico in paese a saper fare il gelato e i suoi insegnamenti erano richiestissimi da tutte le caffetterie dell’epoca, anche perché sapeva tostare il caffè che veniva importato solo fresco, come nessun’altro prima di lui. Per questo il gagliardo Ciccillo era orgogliosissimo del suo lavoro e si faceva in quattro perché voleva che tutti assaggiassero le sue prelibatezze. Il momento storico non era dei migliori, la guerra aveva lasciato profondi solchi nel cuore di tutti, ma ai due giovani creativi non sembrava importare. Ciò a cui pensavano era solo preparare dolci, gelati e caffè per portare a casa qualche soldo in più… il lavoro come passione e la passione che diviene ben presto amore.

I due si incontrano e si innamorano coronando insieme un sogno di famiglia che insieme al lavoro non vedevano l’ora di trasmettere ai loro figli. Uno di questi, Peppino, viene travolto dalla stessa passione dei genitori e ben presto colse la grande potenzialità che avevano trasformando quella che era una semplice attività casalinga, in una vera e propria arte professionale.

Era il 1980 quando Peppino e la sua dolce moglie Angela aprirono la prima pasticceria che ovviamente non poteva che offrire anche caffè e gelato. Ma il desiderio di crescere e l’ambizione di diventare sempre più forti nel proprio lavoro, porta la famiglia a rinnovarsi e ad ampliare la propria offerta, così nel 1999 i Fieschi introducono nell’offerta anche la ristorazione, consolidando il loro status aziendale come vero e proprio polo di riferimento per i cittadini di Altamura.

Per questo e per molti altri motivi, raccontare la storia della Famiglia Fieschi è più che mai doveroso per una come me che va a caccia di saperi e gusti della tradizione popolare. Per questo ho fatto qualche domanda a Francesco:

  1. Famiglia Fieschi, un nome che presagisce una storia, vuoi raccontarcela?

Molto lo hai già detto tu nella lunga premessa fatta, quello che posso aggiungere io è che questa famiglia, che attualmente chiamiamo azienda, ma che mai dimentica il suo status di attività familiare, continua a conservare il gusto della tradizione come un sapere da proteggere. E tutto questo mi rende più che mai orgoglioso, poiché realizziamo un tipo di pasticceria che non si può trovare altrove. Un prodotto unico che mantiene la sua integrità con il passare dei decenni.

  1. Quali sono le particolarità dei vostri prodotti?

Nei nostri prodotti si combinano insieme innovazione e grande rispetto per la tradizione dei miei avi, miti ad una genuinità e semplicità che ci sforziamo di mantenere con grande caparbietà. Fare cose semplici e di gusto oggi è difficilissimo, ma noi continuiamo a creare prodotti preparandoli come se dovessero esser consumati dai nostri figli. E’ il motto dell’azienda e per noi è un vero e proprio dogma.

  1. Ci sveli un segreto per realizzare una buona pasta di mandorle?

Oltre a delle ottime materie prime, noi abbiamo un segreto che non è ritrovabile in commercio. Tre generazioni di esperienza che si portano dietro amore, passione e una tecnica di altissimo livello.

  1. Dov’è possibile reperire prodotti della Famiglia Fieschi?

I nostri prodotti sono sempre disponibili nel nostro punto vendita di Altamura in via IV Novembre, 56. E’ possibile prenotarli telefonicamente ma ormai da qualche anno anche sui nostri canali social. L’azienda di famiglia cresce e muta in base alle richieste del cliente ed al linguaggio che questo parla. Oggi si parla un linguaggio social e quindi i nostri canali sono sempre attivi. Questo ci da modo di ricevere prenotazioni da ogni parte del mondo e le nostre spedizioni arrivano ovunque.

A questo stiamo aggiungendo una rete commerciale molto importante che mira a soddisfare le tante richieste che ci giungono dall’estero… abbiamo anche una pagina e-commerce disponibile sul nostro sito.

  1. Quali sono i vostri prossimi impegni? Dove vi troveremo?

Abbiamo appena ultimato un evento a Matera che ci ha reso molto felici. Esser presenti nella città simbolo europeo della cultura 2019 è per noi motivo di orgoglio. Nello specifico abbiamo preso parte alla presentazione del libro di Claudia Conte dal titolo “Il Vino e le Rose”, edito da Armando Curcio Editore. Tra qualche giorno, con nostro grande piacere, le nostre Promesse di Mandorla (dei cofanetti che contengono il nostro omaggio ideale per ogni matrimonio) saranno presenti all’unione civile dell’anno, quella tra l’attrice Eva Grimaldi e l’attivista Imma Battaglia, che grazie al distributore Essentia Italian Food hanno scelto i nostri dolci come omaggio per gli ospiti. Sarà bellissimo esser presenti in un luogo incredibile come quello costruito da chef Antonello Colonna nella campagna romana. Questo è un dolce che mio padre ha realizzato per il mio matrimonio… Era rimasto così contento del mio annuncio che voleva stupirmi come lui era stato stupito dall’idea di vedermi finalmente convolare a nozze. Per questo ha escogitato un cofanetto con moderni dolci di mandorla che mi ha lasciato davvero a bocca aperta, anche perchè aveva escogitato tutto in gran segreto. Da quel giorno le nostre Promesse di Mandorla sono diventati un po’ il simbolo della nostra famiglia che abbiamo deciso di estendere a tutti gli sposi.

Per maggiori informazioni:
https://www.famigliafieschi.it/
IG @famigliafieschi – FB @famigliafieschilapausachetimeriti

Radisson & Sette: la cena è stellata

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Rooftop, chef stellati e cene gourmet sul tetto di Roma. Sei eventi da ricordare da Maggio a Novembre 2019

Prendete il cielo di Roma al tramonto, guardatelo da una delle terrazze più suggestive della capitale. Metteteci dentro sei chef muniti di Stella Michelin, aggiungeteci la migliore selezione di prodotti interpretati da alcuni tra i più rinomati artisti della cucina italiana. Mescolate il tutto, assaggiate e cominciate a sognare. Radisson Blu es.Hotel, Rome e il ristorante Sette saranno insieme in quest’avventura che vedrà la luce il prossimo 14 maggio e continuerà fino all’11 novembre.

Sei cene evento in compagnia di sei chef stellati, con ingredienti e profumi che legano insieme le tecniche di cucina più antiche, con quelle contemporanee e provenienti dal resto del mondo. Una nuova proposta che diverrà presto tradizione e che si svilupperà con una ricerca costante sul territorio di appartenenza, mirata alla valorizzazione di ogni singolo prodotto e produttore. Protagonista del progetto sarà il resident chef Giuseppe Gaglione, autore di una cucina in equilibrio tra i sapori mediterranei e l’elaborazione fusion che strizza l’occhio alla cucina moderna.

Gli appuntamenti

Martedì 14 Maggio con Andrea Ribaldone. Classe ’71, milanese d’origine e piemontese d’adozione e formazione, Andrea cresce nelle cucine del Ristorante La Fermata ad Alessandria, alla corte di chef Riccardo Aiachini che considera suo maestro. Gira l’Europa e colleziona esperienza che oggi lo porta ad essere uno chef il cui estro è un vero e proprio tratto distintivo del suo operato. La sua è una cucina “solare”, in equilibrio tra tradizione ed elegante ricercatezza, sempre a caccia di nuove materie prime e con la costante della territorialità. Che patron dell’Osteria Arborina dal 2017, Ribaldone è anche consulente di F&B Director per JSH Hotel&Resort, nonché uomo di punta di Identità Golose Milano.

Lunedì 17 Giugno con Nicola Fossaceca. Classe ’83, Nicola è il patron del Ristorante al Metrò, pasticceria divenuta ristorante nel 2002, a San Salvo Marina (CH). Ha un profondo legame con l’Abruzzo, da cui parte nella ricerca dei sapori della tradizione che si ritrovano costantemente nei suoi piatti, veri e propri percorsi gastronomici alla scoperta del gusto.

Martedì 16 Luglio con Francesco Brutto. Classe ’88, Brutto è lo chef del ristorante Undicesimo Vineria a Treviso. La sua è una cucina coraggiosa e visionaria, dove le erbe unite ai prodotti locali, danno origine ad un approccio decisamente d’avanguardia. Il prodotto locale non è stravolto ma anzi, acquista qualità e pienezza in ogni rivisitazione.

Lunedì 16 Settembre con Alessandro Dal Degan. Classe ’81, Alessandro eredita l’amore per la cucina dalla mamma cuoca. Oggi è il patron del ristorante La Tana ad Asiago (VI), dove ogni giorno ripropone lo sconfinato amore per la cucina in una entusiasmante e appassionata ricerca tra i sapori della sua terra.

Lunedì 21 Ottobre con Mauro Buffo. Classe ’78, Mauro Buffo è lo chef del ristorante 12 Apostoli a Verona. Gira le cucine di tutto il mondo ma torna a casa, alla guida della brigata dei 12 Apostoli. Tecnica superiore, eleganza e territorio fusi con armonia in ogni sua crezione.

Lunedì 11 Novembre con Davide Caranchini. Classe ’90, il più giovane degli chef attesi. Caranchini è oggi lo chef del ristorante Materia a Cernobbio (CO). Dopo essersi diplomato all’alberghiero di Como, parte per una lunga esperienza all’estero, giungendo fino al Noma di Copenaghen, dove giovanissimo, scopre l’amore per il mondo vegetale.

Per partecipare all’evento o per maggiori informazioni: Evento Facebook

Pasqua tutto l’anno con Pane e Tempesta

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Colomba, Pastiera al Contrario, Pizza Pasqualina. Tutto il gusto delle festività pasquali di Fabrizio e Omar

Siete paghi del fine settimana di Pasqua? Qualcuno è ancora ricoverato e sta smaltendo i postumi della colazione pasquale, una roba per veri specialisti della tavola, temerari fagocitatori del non plus ultra che tra una fetta di corallina e un ovetto sodo, piazzano un bel pezzo di pizza al formaggio farcita con del leggero cioccolato e preparano il terreno al pranzo che andrà in scena dopo appena poche ore (praticamente nell’esatto momento in cui stanno iniziando a digerire la colazione). Ebbene sì, la Pasqua non è roba da tutti e per la Pasqua si combatte a denti stretti la battaglia di quale realmente sia il cibo più emblematico della festa, quale incarni al meglio il corpo Risorto dal Sepolcro e pronto a sedersi alla tavola imbandita. Io un’idea l’avrei e ovviamente l’ho testata per voi…

Dal 2014 a Monteverde e grazie al cielo da poco anche alla Pisana (e speriamo presto in altre e più disparate zone romane – suggerisco Roma Sud dove ne abbiamo un gran bisogno), è possibile imbattersi in Pane e Tempesta, con Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattah, due folli amatori della panificazione devoti alla vita del forno e al pane, come se ogni mattina nascessero dei figli da mandare in giro per la città nelle buste di ogni avventore.

Il sabato prima di Pasqua nelle botteghe alimentari, nei forni, nelle macellerie, va in scena uno tra i rituali più belli che si sviluppano tra gli uomini. Tutto il preparato per le feste deve essere finito per tempo. Quella deadline che batte in testa delle nonne, delle mamme, dei papà pronti a ritirar le buste, suona forte come l’orologio del Bianconiglio, con la vocina nelle orecchie che insiste “Presto, ch’è Tardi!”. E così sgomitando, si comprano le uova, si prepara il casatiello, si ritira l’arrosto dal macellaro e ovviamente, si fa la fila al forno per Colomba, Pastiera e Pizza Pasqualina. La mia fila è stata breve, ho preventivamente telefonato e fatto metter da parte una novità della Pasqua 2019, la Colomba ai Frutti di Bosco, Mele e Granella di Nocciole.

Farina macinata a pietra, burro francese (rigorosamente), canditi di Agrimontana e vaniglia bourbon. Trentadue ore di lievitazione per la buona riuscita di una Colomba per cui la parola “soffice” non le rende giustizia. Elastica quanto basta e gustosamente naturale, priva di quell’aroma aranciato che resta in bocca forzatamente, dopo aver scartato quella più commerciale. Oltre alla versione ai frutti, Omar e Fabrizio hanno proposto anche una versione al cioccolato, precisamente quello di Macondo, fondente al 60% di Casa Luker e poi, dulcis in fundo, il grande e immancabile classico della tradizione, scioglievole al palato.

E’ simile la Pastiera Lievitata, dolce della tradizione che si differenzia dalla colomba per la mancanza di canditi e che Pane e Tempesta ripropone in una versione nuova, con la copertura in pasta frolla che alla fine rende una Pastiera Lievitata al Contrario.

Per non esser troppo poco pasquale, sono partita dal dolce per passare poi al salato. Ispirata alla ricetta di Alessandro Forbicini, tra i più importanti pasticceri italiani degli anni ’70 e ’80, la Pizza al Formaggio di Fabrizio e Omar è fatta con Farina Macinata a Pietra, Miele di Acacia, Parmigiano Reggiano 24 Mesi, Pecorino Roma Furbi e Asiago Dop.

Infine, nel rispetto della tradizione territoriale e specificamente per quella dell’Alto Lazio, ode e gloria alla Pizza Pasqualina, che Pane e Tempesta ha realizzato grazie alla collaborazione di Bepper e dei suoi Formaggi, oltre che di Emilio Volpetti. Nasce così un’eccellenza salata che si accompagna alla perfezione al Brodo di Gallina, alla Stracciatella, alla Corallina ed alle Uova Soda, regine della tavola di Pasqua.

Un tour de force che dura solo pochi giorni ma che dopo l’assaggio, fa venir voglia di festeggiare la Pasqua tutto l’anno. Complimenti a Fabrizio e Omar e a tutta la grande famiglia di Pane e Tempesta. Assolutamente e indiscutibilmente da provare!

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/PaneTempesta/

Essentia Italian Food: l’eccellenza pugliese ad ogni costo

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Vino, creme di legumi, olio, prodotti da forno e caseari. E’ la Puglia in tutta la sua “Essentia”
L’etichetta tranese sarà anche protagonista del matrimonio tra l’attrice Eva Grimaldi e l’attivista Imma Battaglia

Quando incontri Giuseppe Massini e Giovanni Bucci, seguiti dai rispettivi figli Domenico e Claudio, capisci subito che ciò che preme di più a questi cavalieri della Terra di Puglia non è venderti il loro prodotto, ma far si che questo ti piaccia. Che ti piaccia realmente! Che non ti ponga atavici dubbi, ma ti regali solo concrete certezze. Quella stessa certezza con cui ti siedi a tavola e sai che stai per far gustare ai tuoi commensali un piatto che non potrà fallire o stai per decantare una bottiglia che certamente non saprà di tappo.

Quella certezza è riflessa nella goccia simbolo del marchio Essentia, la giovane etichetta pugliese nata a nord di Bari, nella meravigliosa Trani, dove all’ombra della cattedrale orgoglio italiano d’Europa, si è forgiato il dream team che oggi rende Essentia Italian Food una colonna della distribuzione di prodotti pugliesi e italiani nel mondo. Sono parte di quella goccia tante altre gocce d’essenza terrena, nel rispetto della biodiversità del territorio di cui i Massini & Bucci si fanno carico, ricercando, individuando, selezionando proponendo prodotti che sono veri e propri percorsi enogastronomici, pregni di storia lontana che hanno radici nel Salento, risalgono la Murgia, percorrono il Tavoliere e si propagano fino in Basilicata e Campania, trampolini di lancio verso il mercato estero, che Essentia punta come il più luminoso dei fari in mezzo al mare. E così in Canada e in Giappone, giungono i più pregiati primitivi pugliesi, pronti a soddisfare i palati più esigenti e a guardare oltre, finanche al mercato indiano o ai Mari del Sud, dove tra piccanti habanero e foglie di tabacco si potrà molto presto gustare del buon vino italiano.

Più che un lavoro una vera e propria missione agroalimentare ed enogastronomica, con il fine ultimo di mantenere il giusto equilibrio tra la tradizione da cui proveniamo e l’innovazione a cui inevitabilmente abbiamo il dovere di guardare. Perché la società avanza e muta la propria essenza in base alle necessità dell’uomo. Ed è con questo spirito che Essentia Italian Food si è letteralmente sposato al matrimonio tra l’attrice veronese Eva Grimaldi e l’attivista Imma Battaglia, orchestrato dal wedding planner Enzo Miccio. Per la prima volta in Italia due donne note al pubblico ognuna per il proprio percorso di vita, diranno il fatidico  d’innanzi all’intero Paese. Protagonisti della giornata saranno anche i vini di Essentia, che per le due innamorate propongono un aperitivo a base di Vizietto Brut Bianco da Verdeca IGP eVizio Brut Rosé da Primitivo IGP, entrambi seguiti dai vini scelti per la cena: si partirà con Aure Falanghina IGP, per poi proseguire con Zulfe Fiano IGPBaldorie Primitivo Gioia del Colle DOP e infine Dunghe Extra Dry da Fiano IGP, vini decisi che accompagneranno i piatti altrettanto decisi del pluripremiato Chef Antonello Colonna.

Per l’occasione abbiamo incontrato gli amici di Essentia a cui abbiamo posto qualche domanda riguardo la loro attività di divulgazione del gusto italiano nel mondo.

Da dove nasce il marchio Essentia Italian Food?

Essentia nasce dalla passione e dell’esperienza nel passato in ambito di ristorazione di Giuseppe Massini con la filosofia del buon bere e del buon cibo, alla quale oggi si è unita la freschezza e innovazione in ambito eno-gastronomico di Domenico Massini e Giovanni Bucci. La nostra penisola vanta un giacimento agroalimentare ed eno-gastronomico di grande attrazione ed è custode di tradizione alimentari e culturali secolari. I prodotti italiani, sono capaci di evocare i tratti più emblematici della cultura rurale caratterizzati dalla biodiversità. Essentia ha il fine di evidenziare e proporre tali eccellenze e di in particolare del sud Italia.

Cosa ha di diverso il vostro brand da altre etichette di distribuzione?

Essentia si caratterizza per la ricerca dei prodotti, l’individuazione degli stessi, opera un’accurata e diremmo maniacale selezione che poi viene proposta al cliente. Il brand Essentia con la sua goccia (elemento distintivo) nasce come contenitore di eccellenze. A noi piace pensare che assaggiare i nostri prodotti sia come fare un vero e proprio sensoriale che consente di immergersi nei profumi e nei sapori dei nostri territori e nella certezza che tali prodotti avranno sempre un posto speciale in ogni dispensa. Come i ricordi nella memoria dell’uomo. I nostri prodotti hanno il sapore buono dei bei ricordi.

Perché un piccolo produttore dovrebbe affidarsi a voi?

Essentia riconosce nei produttori che si affidano ad essa l’amore per la propria terra, il sacrificio che viene adoperato ogni giorno affinché tutti i prodotti, siano come veri infanti da accudire e custodire. Noi riconosciamo al produttore uno status materno/paterno che sia e lo rispettiamo fino in fondo, divulgandolo al mercato nazionale ed internazionale.

Cosa non deve mancare ad un prodotto per esser distribuito da voi?

Le peculiarità dei prodotti a marchio Essentia sono legate alla biodiversità delle produzioni e dalle certificazioni che ogni prodotto deve avere sia classico che biologico.

I prossimi impegni del brand? Dove vi ritroveremo?

Parto dall’ultimo da voi citato. Ci onora esser stati scelti dalle spose d’Italia (le chiamiamo così perché ormai ne parlano davvero tutti). Attualmente siamo anche partner del Murgia Slow Travel (Parco Nazionale Alta Murgia) con il quale stiamo collaborando per realizzare dei percorsi eno-gastronomici e di interscambio a livello mondiale, generando forme di turismo aggregato e sostenibile. Inoltre attraverso i nostri consulenti in Italia e all’estero stiamo promuovendo il brand per poi proporlo nei maggiori eventi di settore. E se l’apprezzamento (come ci auguriamo) dovesse crescere, nei prossimi mesi prevediamo delle aperture di corner shop dedicati.

<< Due calici che si incontrano sono un simbolo d’Amore. Essentia è orgogliosa di brindare all’Amore Vero che unisce tutti, proprio come fa il buon Vino >>.

Essentia Italian Food per Eva Grimaldi Imma Battaglia

Per maggiori informazioni: https://www.essentiaitalianfood.com/it/

Sbanco & Friends, Callegari e Pucciotti danno il benvenuto a Marzia Buzzanca

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Tra Abruzzo e Sardegna, il menu degustazione festeggia il compleanno del locale e non solo

Dopo un novembre con Pasquale Torrente, un dicembre con Adriano Baldassarre, e poi ancora febbraio con Caterina Ceraudo, è la volta di Marzia Buzzanca, ospite del mese di marzo, accolta in casa Sbanco da Stefano Gallegari e Marco Pucciotti per il consueto appuntamento Sbanco & Friends, che si chiuderà a Luglio 2019 e per cui sono ancora attesi Giovanni Milana (Aprile), Ciro Salvo (Maggio), Gabriele Bonci (Giugno) e Ciccio Vitiello (Luglio).

Tre i motivi per festeggiare: il primo, l’arrivo di una grande professionista e donna straordinaria come la Buzzanca, sempre pronta al sorriso e con una tenacia invidiabile, un vero e proprio faro guida per tutti coloro che vogliono approcciarsi a questo mestiere, reso da Marzia come una vera e propria gioia quotidiana. Il secondo motivo invece, è il compleanno di Sbanco, dove sarà possibile festeggiare con le pizze “classiche” di casa, oltre che con il menu speciale dedicato all’ospite. Terzo e ultimo motivo, il 17 marzo è San Patrizio e dunque si sprecheranno i boccali e le pinte di birra per omaggiare il santo patrono irlandese più noto al mondo.

Un menu in bilico tra Abruzzo e Sardegna, che delizierà gli avventori con un viaggio tra i sapori dell’entroterra abruzzesi ed un pizzico di isolano e inconfondibile gusto sardo.

Il Menu:

– Arancino Aquilano
– Crostone di pane fatto in casa con pomodoro, burrata e rucola
– Supplì con pecora alla callara
– Pizzetta fritta con la mortadella
– Pizza è Togo dedicata alla Sardegna: mozzarella, pecorino, crema di fave, salsa al mirto, patate al coppo
– Pizza Jotta: scamorza affumicata, patate, alici, timo e pangrattato tostato
– Pizza Ruota d’Oro: fiordilatte, insalatina con pollo allo zafferano, pomodori secchi, scaglie di mandorle e liquirizia
– Namelaka al cioccolato fondente Amedei, crema di frutti rossi e granella di pistacchio

Gli specialisti di Opperbacco e Luigi Ricchiuti benediranno il pubblico con la birra e con un’inconfondibile saggezza birraria. Per l’occasione, anteprime di nuove birre, selezioni speciali e tap list incredibile.

Evento Ufficiale: Pagina Facebook

Il Teatro si fa Bistrot. Il gusto dell’OFF/OFF Theatre

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Un buon piatto dopo lo spettacolo è quel che ci vuole per digerire anche la pièce più difficile. In Via Giulia arriva il bistrot omaggio ai grandi divi dello spettacolo.

Brad Pitt e il suo american burger da ben 170gr. Humphrey Bogart e i suoi aromatici crostini con hummus che ricordano il gusto speziato ed esotico di Casablanca. E poi il saporito e acidulo gusto della feta amata da Anna Maria Cecilia Sophia Kalos, meglio nota al mondo come la divina Maria Callas, omaggiata dall’inconfondibile insalata greca. E ancora le polpette dal sapore partenopeo, alleggerite (se così si può dire) dalla rustica scarola, un richiamo inconfondibile alla Napoli di Pupella Maggio che fa da eco all’anglosassone roast beef, in onore a Maggie Smith. E poi Alain Delon e il salmone al vapore, oppure la saporitissima insalata spagnola con patate e salumi di Antonio Banderas.

E così, dopo gli spettacoli d’autore in Via Giulia, arrivano anche le portate-omaggio ai grandi nomi dello spettacolo internazionale. Teatro, lounge bar e da oggi anche una buona proposta gastronomica. Il teatro si fa bistrot, anzi Le Bistrot, questo il nome scelto per il nuovo spazio enogastronomico dell’OFF/OFF Theatre, che triplica la sua proposta d’intrattenimento con simpatici e gustosi menu post-spettacoli al prezzo di 18€, bevande incluse.

Sono sempre maggiori gli spazi teatrali in cui usufruire di un buon pasto o di sofisticati appetizers al termine degli spettacoli. I teatri infatti, sono luoghi sempre più pronti ad andare incontro alle esigenze del pubblico che, al termine delle rappresentazioni, sceglie di consumare il proprio pasto senza l’obbligo di cambiare luogo. Il direttore artistico del teatro Silvano Spada, ha appena inaugurato il suo piccolo bistrot che sarà gestito da Giuseppe Pecora, noto protagonista delle notti romane, che accoglierà il pubblico con materie prime e con vini di provenienza dalla Regione Umbria.

Scopri l’OFF/OFF Theatre: https://www.facebook.com/OffOffTheatreRoma/
Per prenotazioni: 331 4256992.

I MENU dell’OFF/OFF

BRAD PITT
American burger con carne di Fassona, patate, maionese e insalata

HUMPHREY BOGART
Crostini all’Hummus di ceci aromatizzati alla menta, cous cous alle erbe di stagione

MARIA CALLAS
Insalata greca e tzatziki con moussaka di melanzane

PUPELLA MAGGIO
Polpette alle erbe con scarola napoletana

MAGGIE SMITH
Roast Beaf, rucola e scaglie di parmigiano

ALAIN DELON
Salmone al vapore con patata e maionese agli agrumi

ANTONIO BANDERAS
Insalata spagnola e gateau di patate, speck e zucchine

Umami compie un anno. La festa con lo chef Marco Claroni

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Un mix di sapori tra il Giappone e il Mediterraneo per i festeggiamenti della trattoria japan style

Compie un anno la trattoria giapponese Umami, angolo romano dedicato alla cucina del Sol Levante, situato nel cuore del quartiere San Giovanni, dove wok e bacchette iniziano a roteare nella primavera del 2018, portando sulle tavole dei golosi di japan food le pietanze tipiche della regione del Kanto, che comprende Tokyo e Yokohama. Lo chef Giuseppe Milana, classe ’88, ha all’attivo un operoso passato variopinto dai colori delle tante cucine che lo hanno appassionato, nonché dalla forte vicinanza alla tradizione mediterranea, con un debole costante per la cultura asiatica e, come molti altri illustri colleghi, negli anni di servizio ha studiato e affinato le delicate tecniche di cottura giapponese che nel locale di Via Veio 25 si riscoprono perfettamente.

Per festeggiare al meglio la ricorrenza del primo compleanno, Umami ospita lo chef Marco Claroni, amico della trattoria e autore di una giovane quanto divertente cucina, nata all’Osteria dell’Orologio di Fiumicino. Un apposito menu studiato per la serata di festa di martedì 26 febbraio, mixerà il gusto del Giappone con la tradizione del Mediterrano.

Nato grazie alla volontà di Marco Pucciotti, Umami è un caso unico nel panorama gastronomico nazionale. Divenuto ormai un riferimento fisso nel quartiere, la trattoria accoglie gli avventori con la preparazione del direttore di sala Davide Frattali, che solerte illustra i piatti e l’infinita carta di sakè, shochu, té e superalcolici nipponici che impreziosiscono il locale. I noodles, realizzati dal pastificio Mauro Secondi da una ricetta dello chef Milana, sono decisamente uno dei piatti più ambiti del ristorante, dove vengono serviti rigorosamente con prodotti di stagione.

Non possono mancare di certo i bun, tipici paninetti morbidi ripieni di verdure o pulled pork, come non mancano gli yakitori, sfere di pastella con cuore di polpo. I tipici ravioli Gyoza, sono poi presentati con tre diversi ripieni, dal gambero, al maiale, fino a quelli alle verdure, un preludio perfetto da continuare con un grande classico come il ramen, realizzato anch’esso con primizie stagionali e servito secondo i gusti, con pollo, maiale, oppure verdure e tofu. Al termine del pasto, come fossimo protagonisti di un vero e proprio manga, non lasciatevi sfuggire i dorayaki o i mochi, assolutamente da provare se presenti come fuori menu.

Un vero e proprio viaggio enogastronomico nel lontano (ma mai così vicino) Sol Levante. Una vera e propria ode al Giappone ed alla sua cultura, offerta al pubblico con un rapporto qualità prezzo che non ha eguali, per provare il gusto della vera cucina nipponica. Perché il giapponese non è solo sushi, ma molto di più!

Menu di martedì 26 febbraio 2019

Bun con coppa di testa di ricciola
Sashimi di capasanta con sunomono e miso di sedano rapa
Gyoza di guance di tonno con il suo brodo al tosazu
Ramen di gambero
 Riso con coda di rospo kabayaki
Centrofolo al vapore, ostriche, rape e semi
Tataki di ricciola, umeshu, carota, zenzero e shiitake
 “Sorbetto”

€45 bevande escluse (Per prenotazioni: 06 5309 6313)
Link all’evento: Evento Facebook
Graphic designer: Alessandro Alimonti / Photographer: Alberto Blasetti

American Taste. Tutto il gusto degli anni’50

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Zucchero filato, patatine fritte, birra, hot dog e molto swing. La ricetta perfetta de “i Viaggi di DEM”

Non c’è cosa più bella che viaggiare. Se poi ci abbiniamo anche il mangiare, il binomio è perfetto. Da questa idea nasce “i Viaggi di DEM”, appuntamento in perfetto equilibrio tra food e divertimento offerto da DEM Supermercati presso il nuovissimo IPERDEM di Via delle Ciliegie 100, dove a partire da sabato 23 febbraio alle ore 18.00, gli avventori potranno degustare cibi tipici del luogo prescelto dal gruppo di creativi, capeggiato dalla responsabile marketing Martina Aversa. «Ci tenevamo moltissimo ad offrire ai nostri clienti qualcosa di diverso. Fare la spesa è un momento di gioia per chiunque e allora perché non aumentarla questa gioia? Musica, accoglienza e contest a premi renderanno ancor più piacevole il momento», dichiara la Aversa che punta ad una vera e propria rivoluzione nel settore, supportata dal sostegno di Marco De Sanctis, amministratore unico del gruppo DEM. Una rivoluzione iniziata soprattutto dalla comunicazione, come racconta la nuova campagna pubblicitaria che in questi giorni sta colorando Roma, simboleggiando una vera e propria unione tra l’azienda e il pubblico.

«Avremo zucchero filato, patatine fritte, birra e molto swing. E per chi non apprezza il gusto americano, sarà disponibile anche un’alternativa più leggera a base di sushi, offerta dal nostro banco di sushi espresso», prosegue la Aversa, invitando il pubblico a seguire le iniziative su tutti i canali social della DEM.

E dunque appuntamento a sabato 23 febbraio con l’inizio di una serie di appuntamenti di con sapori e tradizioni dal mondo, che porterà gli avventori dell’IPERDEM, dal cuore del quartiere Alessandrino verso luoghi lontani nel tempo e nello spazio. Un viaggio che inizia sabato con il live di Antonio Sorgentone e tutto il gusto dell’America anni’50, con il djset della djette Lalla Hop, lo swing show della scuola di ballo Feel That Swing e le acconciature retrò offerte da La Bettynatrice per poi posare in un selfie di rito sui veicoli d’epoca di Conti S.r.l.

Partenza dall’America degli anni’50 per poi puntare dritti al Messico, passando per la Cina e virando verso il Giappone, per poi concludere il giro a primavera inoltrata grazie alla presenza di Al Bano e dei suoi vini abbinati a prodotti pugliesi, come testimonia il video lanciato in rete dalla pagina di DEM Supermercati.

L’America degli anni’50, il Messico, la Cina, il Giappone e poi il ritorno in l’Italia. Un giro intorno al mondo senza il passaporto, ideato per coinvolgere tutti, dai più grandi ai più piccini, con eventi a tema a base di degustazioni, musica e performance riempiranno le giornate de “i viaggi di DEM”. Partecipare rispettando il dress code conviene: per le prime dieci persone vestite a tema (in questo caso vintage), saranno distribuiti buoni spesa del valore di 25€ (a fronte di una spesa di minimo 50€).

Nel pomeriggio di domenica 24 febbraio invece, si farà un salto nell’America del sud e più precisamente in Messico, con degustazione di prodotti tipici messicani e soprattutto con le serenate suonate dal gruppo Mariachi Tierra de Mexico, da anni impegnato nella pratica e diffusione della cultura messicana.

EVENTO UFFICIALE: Pagina Facebook