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Luca Sessa

Pescaria goes plastic free

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STOP ALL’USO DELLA PLASTICA A PESCARIA: L’ANNUNCIO INSIEME A LEGAMBIENTE E FRIEND OF THE SEA

Pescaria rinuncia definitivamente alla plastica monouso dismettendo l’uso di bicchieri, forchette e bottiglie usa e getta a partire da dicembre. I fondatori racconteranno le ragioni della scelta e i motivi che hanno portato Pescaria ad avviare l’iter per ottenere la certificazione Friend of the Sea (che prevede anche pratiche di consumo sostenibile del prodotto ittico), insieme alle tante novità in cantiere, durante la conferenza stampa in programma oggi 14 dicembre nella sede di Polignano in piazza Aldo Moro 6/8 a partire alle 10.30, in collaborazione con DOT – Horeca Solutions. Parteciperanno all’evento il direttore di Friend of the Sea Paolo Bray, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e Angelo Allegretti, delegato locale di Legambiente.

PESCARIA GOES PLASTIC FREE – LIBERI DALLA PLASTICA

Abbandonare la plastica monouso è un atto di amore verso il mare, un atto simbolico potente con un enorme impatto sociale che riguarda tutti i produttori coinvolti nel sistema di vendita e acquisto. La scelta è il coronamento dell’impegno preso con Legambiente a maggio, quando Pescaria ha aderito e sostenuto gli eventi di Legambiente “Puliamo Polignano” e “Spiagge e Fondali Puliti, promuovendo una raccolta fondi con il recupero di oltre 100 pneumatici sommersi sul fondale sabbioso di Polignano e, nel mese di Ottobre, organizzando quattro giornate per pulire le spiagge di Polignano insieme a volontari, cittadini e esponenti di Legambiente.

Pescaria e Legambiente condividono la volontà di salvaguardare le spiagge e gli oceani dall’inquinamento da plastica, ricalcando le nuove leggi dell’Unione Europea contro l’uso della plastica monouso. Ad oggi, diversi sono i brand e i locali in Italia che hanno deciso di abbandonare la plastica e utilizzare esclusivamente materiali non dannosi per l’ambiente: una scelta che Pescaria sostiene, con l’obiettivo più grande di ricercare e promuovere pratiche virtuose e soluzioni capaci di contrastare l’uso di plastiche e prodotti inquinanti.

FRIEND OF THE SEA

Siamo felici di poter essere al fianco di Pescaria oggi e di chiunque vorrà seguire il loro esempio mettendo a disposizione la nostra esperienza”, ha dichiarato Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea.La nostra è un’organizzazione internazionale da anni impegnata in progetti di salvaguardia degli habitat marini nel mondo. Ormai è noto a tutti che la situazione nel Mediterraneo è a rischio, ma siamo convinti che il coinvolgimento diretto degli operatori del settore nell’adottare pratiche sempre più sostenibili sul territorio e nella sensibilizzazione del consumatore possa e debba fare nel tempo la differenza.

La collaborazione di Pescaria con Friend of the Sea non si limiterà a questa iniziativa: nei prossimi mesi verranno proposte sul territorio attività e campagne con l’obiettivo di promuovere buone pratiche di ristorazione a basso o ridotto impatto ambientale, per quanto riguarda sia la riduzione dell’uso della plastica che il consumo sostenibile del prodotto ittico, incoraggiando attività di pesca e acquacoltura sostenibili e certificate.

DOT – HORECA SOLUTIONS

Per realizzare tutto questo, Pescaria ha avviato una collaborazione con DOT – Horeca Solutions, che ha sposato la causa realizzando materiali per la ristorazione completamente sostenibili. Piatti, bicchieri e forchette monouso ma compostabili, perché il futuro è plastic free.

PESCARIA E LEGAMBIENTE, INSIEME PER SALVARE IL MARE

L’inquinamento del mare è un pericolo enorme per l’intero pianeta e un rischio troppo alto, che potrebbe portare ad una drastica diminuzione della produzione di pesce. Nel 2050, in mare, ci sarà più plastica che pesce. I dati sconcertanti sono quelli dello studio “THE NEW PLASTICS ECONOMY – RETHINKING THE FUTURE OF PLASTICS”, rapporto del 2016 pubblicato dalla fondazione Ellen MacArthur. Per questo, a luglio 2018 Pescaria ha lanciato la sfida di abbandonare la plastica per usare esclusivamente materiali sostenibili e biodegradabili, dismettendo l’uso di bicchieri, forchette e bottiglie usa e getta.

COSA C’È NEL MARE ITALIANO?

620 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia: l’indagine Beach Litter 2018 di Legambiente è stata realizzata in occasione di Spiagge e Fondali Puliti, un’iniziativa a cui anche Pescaria ha aderito, raccogliendo fondi e realizzando il sogno di pulire una parte di fondale sulla costa di Polignano grazie alle operazioni di recupero di oltre 100 pneumatici sommersi sul fondale sabbioso, alla profondità di 12 metri.

Nel mese di Ottobre 2018, invece, Pescaria ha promosso Puliamo Polignano, edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale al mondo: quattro giornate per pulire le spiagge di Polignano insieme a volontari, cittadini e esponenti di Legambiente, in collaborazione con Ferrarelle e Dot Forniture. L’iniziativa è stata seguita e condivisa sui social tramite l’hashtag ufficiale #roadtoplasticfree.

“Cucinare, per noi di Pescaria, è molto più di una professione. È una missione, è il nostro ruolo nella società. Amiamo il mare, e oggi il nostro dovere è difenderlo”.

Alla Leopolda la IV edizione di “Food & Wine in Progress”

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Sabato e domenica 1 / 2 dicembre è a Firenze la più importante rassegna del settore food della Toscana, promossa dall’Associazione Italiana Sommelier Toscana e l’Unione Regionale Cuochi Toscani con Cocktail in the World Mixology, in collaborazione con Coldiretti, Confcommercio e Confartigianato Imprese.

 Tradizione, eccellenza, innovazione. Tre parole chiave che accendono la luce alla IV edizione della rassegna enogastronomica Food & Wine in Progress, in programma il 1 e 2 dicembre 2018, alla Stazione Leopolda di Firenze. Un evento che si presenta come il luogo spazio temporale in cui si condividono, si studiano, si tracciano nuove linee e tendenze del mondo del vino e della cucina. Arte, conoscenza, cultura e creatività, vanno a ricercare le esigenze future dei consumatori e quindi del mercato, a conclusione di una stagione importante, quella dell’anno del cibo italiano.

Promosso da Associazione Italiana Sommelier Toscana e Unione Regionale Cuochi Toscani, affiancati dalla Regione Toscana, è un appuntamento che, in due giorni, raccoglie le massime eccellenze della Toscana in ogni settore agroalimentare. Per citarne alcune: Consorzio Prosciutto Toscano DOP, Consorzio della Finocchiona IGT, Consorzio del Pecorino, Consorzio di tutela del vitellone bianco dell’ Appennino centrale, Consorzio per la tutela dell’ Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP, Boscovivo Tartufi. Prodotti di qualità, ma anche grande eccellenza artigiana, affrancata anche dalla presenza di Confartigianato Imprese Firenze, partner della kermesse.

Si parlerà poi dei vantaggi dell’agricoltura biologica e di valorizzazione dei piatti della tradizione con la presenza di Coldiretti. Ci saranno i panificatori e i macellai grazie alla collaborazione con Confcommercio. In più sarà reso omaggio all’anno del cibo italiano con il coinvolgimento di Luciano Artusi erede del “padre della cucina italiana” Pellegrino Artusi, morto a Firenze il 30 marzo 1911, e di Franco Torrini, titolare di Torrini Gioielli, azienda attiva a Firenze dal 1369 e creatrice delle celebri forchette d’argento che Caterina de’ Medici portò alla corte in Francia.

Grandi novità sono previste anche nel Main Event Cocktail Show, promosso da Cocktail in the world Mixology. Numerosi sono gli ospiti internazionali attesi che interverranno per MasterClass, seminari e contest di chiusura evento. In scena il meglio del panorama della mixology, proposto nel giusto mix di moderno e vintage, sapientemente miscelati nel capiente shaker del “Made in Italy”.

Ais Toscana, con il suo nuovo presidente Cristiano Cini, ha pianificato numerose attività nel corso dei due giorni di kermesse: banchi di assaggio con 150 aziende per un totale di oltre 1000 etichette di vino di produzione toscana in degustazione, presenza di un sommelier, sia del vino sia dell’olio ad ogni coking show, che consiglierà l’etichetta più idonea da abbinare alla ricetta presentata, sessioni di “Ais Wine School”  e “Ais Oil School”  gratuite nella saletta Vip, tutor per gruppi di massimo 6 persone per i percorsi di degustazione, inoltre degustazione di vini della nazione ospite (Germania), degustazioni guidate storiche (saletta Vip) e “Scopri chi è”, gara rivolta al pubblico di degustazione di un vino bendato.

Ricco anche il programma stilato dall’Unione Regionale Cuochi grazie al lavoro del presidente Roberto Lodovichi: le attività dei cuochi si divideranno in prevalenza in due aree, da un lato, di fronte al palco principale, saranno presenti i maggiori consorzi e aziende di produzioni alimentari toscane con le proprie eccellenze. Nell’altro lato del palco, 28 promettenti cuochi toscani, suddivisi in 4 turni, si alterneranno elaborando prodotti tradizionali e trasformandoli in finger food creativi e moderni, esprimendo quei valori che hanno fatto grande la cucina italiana: memoria storica, qualità del prodotto, tecnica, creatività e buongusto.

Ufficio Stampa Food & Wine in Progress
Must Communication – Andrea Spadoni
www.foodandwineinprogress.it
comunicazione@foodandwineinprogress.it
andreaspadoni@msn.com

MERCATO MEDITERRANEO: CIBI, CULTURE E MESCOLANZE

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Torna a Fiera Roma dal 23 al 26 novembre 2018 Mercato Mediterraneo: cibi/culture/mescolanze, la manifestazione dedicata alla filiera agroalimentare e finalizzata a valorizzare il cibo, chi lo produce e chi lo consuma. Giunto alla seconda edizione, si presenta come appuntamento professionale indirizzato alla conoscenza e al valore economico, sociale e culturale delle produzioni dai paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.

Mercato Mediterraneo – spiega l’Amministratore Unico e Direttore generale di Fiera Roma Pietro Piccinetti – è un appuntamento con un format originale e una proposta innovativa. È una manifestazione fieristica business-to-business di respiro internazionale, dove si fondono affari e cultura, si sviluppano relazioni, si condividono idee e si costruiscono sinergie tra aziende espositrici e buyer nazionali e internazionali. Con un simile evento dedicato alla filiera agroalimentare – distretto produttivo particolarmente strategico per il Lazio e l’Italia in genere – Fiera Roma risponde al suo compito di promotrice di sviluppo del territorio e del Paese, creando nuove opportunità di affari dentro e fuori l’area del Mare Nostrum. Tutto con la forte consapevolezza che la civiltà del Mediterraneo sia la madre e la matrice di ciò che oggi viviamo”.

Un’imperdibile occasione B2B per favorire il contatto diretto fra aziende e buyer provenienti da tutto il mondo e sviluppare così nuove opportunità di business. Il tutto con uno speciale programma di appuntamenti one-to-one, riservato agli espositori con buyer di alto livello.

Partiamo da Roma per parlare di un mercato che è in questo momento storico, il mercato potenzialmente più interessante e dove avverranno gli investimenti internazionali più importanti. Mercato Mediterraneo sarà il luogo dell’incontro dove il tema dell’opportunità che il Mediterraneo offre, verrà declinato in macro ambiti di dibattito, dall’economia al marketing, dall’agricoltura sostenibile al mercato dell’extravergine, passando attraverso i mondi antichi del vino e delle forme del latte”, dichiara Francesca Rocchi, curatrice culturale del Mercato Mediterraneo.

Tanti i momenti di confronto, formazione e dibattito che animeranno Mercato Mediterraneo: un ricco e interessante palinsesto che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, studiosi ed esperti in arrivo da tutto il mondo tra cui Phil Kafarakis – Presidente della Specialty Food Association e organizzatore dei celebri Fancy Food Show – e Anne E. McBride, Vicedirettore del Torribera Mediterranean Center, sede di Barcellona del Culinary Institute of America.

Significativa è la partecipazione delle aziende del distretto agroalimentare del Lazio, sostenute da Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio. Il Ministero degli Affari Esteri ha concesso il patrocinio ai principali eventi culturali della manifestazione.

IL PROGRAMMA

Venerdì 23 novembre 2018

Nella giornata inaugurale si parlerà di sviluppo del Mediterraneo in ottica europea, focalizzando l’attenzione sulla visione e sui progetti dell’Eurozona per l’area Med. “Mediterraneo, un mare di opportunità” è il titolo del seminario a cura della Fondazione Craxi, strutturato come un dialogo tra gli ambasciatori dei principali paesi del Mediterraneo e condotto da Stefania Craxi.

Sabato 24 novembre 2018

Gli Special Focus dell’evento prenderanno il via nel weekend. Per la seconda volta Mercato Mediterraneo ospita una Masterclass di “Food, Wine & Co. – The Italian Food Experience” il Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media della Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata a cura della Professoressa Simonetta Pattuglia, docente di Marketing, Comunicazione e Media all’Università di Tor Vergata, nonché Direttore del Master. Una tavola rotonda tenuta da esperti e studiosi della comunicazione e dell’economia, affronterà il tema marketing e comunicazioni innovative per i prodotti agroalimentari del Mediterraneo.

Attraverso le testimonianze di studiosi e produttori, a Mercato Mediterraneo si parlerà di agricoltura e sostenibilità nel seminario curato dal Professore Francesco Sottile, docente di Scienze Arboree all’Università di Palermo e consulente per la Fondazione per la Biodiversità Slow Food International, dal titolo “I beni naturali del Med, quale futuro e strategia”. Interverranno docenti e ricercatori di Università italiane che hanno maturato esperienza sui temi della sostenibilità ambientale e agronomica nelle aree del bacino del Mediterraneo e Salvatore Micillo, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Domenica 25 novembre 2018

Grande protagonista della giornata domenicale sarà la Dieta Mediterranea, grazie alla presenza di MDR – Mediterranean Diet Roundtable, il prestigioso think tank degli USA che studia la dieta mediterranea come segreto per la longevità, promuovendo l’applicazione di questo paradigma alimentare in contesti quali mense ospedaliere e universitarie, scuole, istituzioni e nella preparazione di pasti pronti distribuiti nei supermercati. Saranno ospiti speciali del seminario Phil Kafarakis – Presidente della Specialty Food Association e organizzatore dei Fancy Food Show – e Anne E. McBride, Vicedirettore del Torribera Mediterranean Center, in rappresentanza del Culinary Istitute of America, il programma più autorevole per la formazione di chef negli Stati Uniti.

L’Olio EVO, uno dei pilastri della dieta mediterranea, sarà argomento di discussione in una tavola rotonda che approfondirà, con i rappresentanti internazionali del mondo oleario, i temi culturali e agronomici legati al mondo dell’extravergine nel Mare Nostrum. Per l’occasione arriverà direttamente da Madrid, Antonio Luque, Presidente Dcoop la più grande cooperativa di olio e olive da tavola e uno dei principali attori nella commercializzazione degli oli d’oliva nel mondo e sarà presente David Granieri Presidente di Unaprol. Tra i relatori è stata invitata Alessandra Pesce, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole con delega alle politiche olivicole.

Inoltre, durante le quattro giornate di Mercato Mediterraneo, l’oro verde sarà il leitmotiv di Generazione Olio, un nuovo spazio, ideato e gestito da studenti del Master di Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università Tor Vergata assieme a tre giovani olivicoltori. Una comunicazione innovativa sensibilizzerà e coinvolgerà in primis la generazione dei Millennials alla scoperta dell’olio extravergine.

L’area espositiva di Generazione Olio sarà composta da un Oil Bar dove i produttori si alterneranno per le degustazioni e i match con i buyer, e da un grande Tavolo Sociale Sensoriale dove i visitatori di Mercato Mediterraneo potranno apprendere le tecniche di degustazione dell’olio sotto la guida di esperti assaggiatori. Arricchirà lo spazio di Generazione Olio l’installazione e la messa in opera di un minifrantoio di Oliomio, la linea di macchine per i piccoli produttori realizzata dall’azienda toscana MORI-TEM, che mostrerà in diretta nel corso della manifestazione, come si produce l’olio con questa rivoluzionaria tecnologia.

Lunedì 26 novembre 2018

Nell’ultima giornata di Mercato Mediterraneo grande attenzione sarà dedicata al vino, al latte e ai suoi derivati. Si comincia parlando delle declinazioni del latte e dell’importanza del formaggio da cibo delle prime comunità del Mediterraneo allo sviluppo del mercato globalizzato, nella tavola rotonda “Le forme del latte dalla Mesopotamia al Digitale”, a cura di Vincenzo Mancino, fondatore di DOL (Denominazione di Origine Laziale) e produttore di uno dei formaggi più antichi d’Italia, il Conciato di San Vittore, nonché promotore di un progetto di inclusione con le donne del carcere di Rebibbia, che lavorano nel caseificio “Cibo Agricolo Libero”, da lui fondato.

“Quale futuro per il vino del Mediterraneo”, fra cambiamenti climatici e rivalutazioni salutistiche, senza tralasciare l’attenzione sullo stato attuale del mondo del vino, sarà l’argomento del seminario tenuto dal docente e giornalista Fabio Turchetti. Il tema chef e ristorazione si terrà nel Restaurant Marketing Conference, un appuntamento organizzato da RistorAgency per capire quali sono le tecniche a disposizione per ottimizzare le performance aziendali dei professionisti del settore.

Mercato Mediterraneo: Cibi/Culture/Mescolanze
Fiera Roma
Padiglione 9

Ingresso: gratuito
Registrazione operatori:
http://www.mercatomediterraneo.it/registrazione-operatori/

Orari:
Venerdì/Sabato/Domenica dalle 10.00 alle 19.00
Lunedì dalle 10.00 alle 18.00
 
www.mercatomediterraneo.it
info@mercatomediterraneo.it

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Maritozzo Day 2018

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“Il maritozzo romano si può gustare in tante versioni dolci e salatetradizionale con panna montata, quaresimale con uvetta e pinoli, contemporaneo in varianti creative o esclusive per intolleranze, come quelle gluten free. Una certezza l’impasto che ruota intorno ad acqua, farina, lievito, zucchero, latte, uova e burro/olio con tanto di personalizzazioni. Come poche altre golosità, riesce ad accompagnare l’intera giornata: dalla colazione energetica, allo spuntino confortevole, alla merenda avvolgente, all’attacco di fame notturno. Non ha eguali insomma.”

L’incipit del sito dedicato al “Maritozzo Day 2018” chiarisce in poche righe in cosa risieda il fascino del Maritozzo: un perfetto connubio tra sapore e tradizione, una dolce che rappresenta una delle certezze gastronomiche della capitale. Il 1° dicembre si svolgerà la seconda edizione di questa iniziativa ideata da Silvia Pontarelli e Gabriele Lupo, i fondatori di “Tavole Romane“, sito di riferimento per chi vuole essere sempre aggiornato sulle ultime novità romane. Un’imperdibile giornata-evento realizzata con la collaborazione di Artigiani d’eccellenza, una vera e propria “festa diffusa” in tutta Roma che, dal mattino fino a tarda notte, coinvolgerà tante piazze reali e virtuali intorno al mitico maritozzo romano.

I numeri della prima edizione, quella targata 2017, sono davvero impressionanti: 3.000 maritozzi omaggio gustati in tutta Roma, 25 artigiani d’eccellenza partecipanti, articoli su più di 30 testate giornalistiche, 6 milioni di impressioni su Twitter! Nel 2018 gli obiettivi sono ancora più ambiziosi, con un numero maggiore di artigiani ed un evento in programma nella giornata odierna, per raccontare a giornalisti ed ospiti le novità della seconda edizione.

Radio Food Live sarà parte attiva del progetto, con la programmazione dell’intera giornata del 21 novembre dedicata al “Maritozzo Day”: “Mangio tutto, però” e “Coming Out” ospiteranno i protagonisti dell’evento, mentre in “Sweet Side” Federico Cari racconterà le origini di questa ricetta. Inoltre Andrea Febo e Luca Sessa, fondatori di Radio Food, saranno i conduttori dell’evento di presentazione del “Maritozzo Day 2018”, svelando in anteprima novità e numeri di una edizione che si preannuncia straordinaria.

CIBIAMOCI DIGITAL & MARKETING FOOD WINE FESTIVAL 2018

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Il 21 Novembre presso il Palazzo degli Affari, si svolgerà “Cibiamoci”, una giornata di formazione con i professionisti del Digital Marketing per il settore enogastronomico: operatori Food e Wine oltre ai Ristoratori, avranno occasione di imparare a sfruttare il Digital Marketing per promuovere la propria azienda online. L’evento sarà costituito da interventi teorici e workshop pratici. I partecipanti impareranno le ricette per diventare un Brand, aumentare le vendite dei propri prodotti attraverso i canali online, sfruttare il digitale per fare internazionalizzazione e molto altro. Oltre a questo anche l’opportunità di entrare in relazione con i relatori, consulenti e altri operatori del settore per sviluppare collaborazioni e costruire le proprie attività di Digital Marketing .

Altra novità importante di questa edizione, la Direzione Artistica affidata al critico enogastronomico e giornalista, Leonardo Romanelli, che porterà il suo contributo a questo evento che vuole essere un sostegno per la crescita del settore enogastronomico.

A Cibiamoci Festival – spiega Leonardo Romanelli – ci sediamo e ascoltiamo le storie delle aziende food, che abbiamo coinvolto per parlare di argomenti fondamentali per la crescita del settore.“ E prosegue “Ci saranno workshop e speech di livello, ma anche aziende produttrici che si presentano: anche la pausa pranzo, in un evento così, diventa elemento fondamentale.

Quest’anno abbiamo deciso di organizzare un evento ancor più vicino ai produttori Food e Wine e ai ristoratori, non solo a fronte dello spostamento nel cuore di Firenze ma soprattutto per aver delineato un programma composto da interventi teorico-pratici in grado di dare agli operatori gli strumenti utili per poter sviluppare una strategia digitale efficace.” – racconta Pietro Fruzzetti, ideatore dell’evento – “Cibiamoci è l’evento verticalizzato sul digital e marketing in ambito Food con l’obiettivo di dare un contributo importante per la crescita del settore.

Il programma completo e i nomi di tutti i relatori si trovano sul sito: www.festival.cibiamoci.it/programma/

Tanti i relatori di rilievo, fra conferme e novità: Nicoletta Polliotto, founder di Muse Comunicazione ed esperta di Digital Food Marketing per la ristorazione, Francesco Mattucci, noto instagrammer italiano e ideatore del progetto @Kitchensuspension, Giulia Scarpaleggia e Tommaso Galli, esperti in Food Photography e founder del progetto Jul’s Kitchen, Ilaria Legato, Designer della Comunicazione, Matteo Pogliani, Digital Strategist in Open-box ed esperto di Influencer Marketing, Susana Alonso, Web marketing consultant di Sorsi di Web e Sommelier, Pietro Fruzzetti, digital branding strategist e co-founder di Cibiamoci Festival, Marco Rossi, international Wine Brand Strategist, presentatore di Wine TV e fondatore dell’azienda vitivinicola Podere di Pomaio, Tommaso Cattivelli, project manager di CRU Agency , inbound marketer e Sommelier, Nedo Baglioni consulente di Visual Marketing, fotografo e video maker, Valerio Ronchi, Online advertising strategist, CEO e founder Fragos Media.

Grande novità di questa edizione, il Cibiamoci Awards, premio per le aziende che si sono distinte in modo efficace nella propria comunicazione online: il miglior produttore Food, produttore Wine e il miglior Ristoratore. Le candidature sono ancora aperte sui canali social ufficiali dell’evento Cibiamoci.

Anche Radio Food sarà presente a questa giornata in qualità di Media Partner, e per i nostri lettori è disponibile un codice sconto (“scontoradiofood“) da utilizzare per acquistare i biglietti per partecipare a Cibiamoci, a questo indirizzo: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-cibiamoci-festival-2018-digital-marketing-food-wine-festival-48368218644

Contatti Stampa:
Ufficio Stampa Cibiamoci 2018
0573 1935890 – press@cibiamoci.it

“The Circle”, il Fuorisalone del Merano Wine Festival

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A Merano mancava uno spazio in cui, i territori potessero raccontarsi non solo attraverso la degustazione di un semplice assaggio di vino. A Merano mancava un luogo dove gli operatori della stampa potessero ritrovarsi, essere accolti e diventare testimoni di esclusive performance enogastronomiche. A Merano, mancava un palcoscenico privilegiato, nel quale le aziende potessero diventare  persone da conoscere, un’agorà nel quale gli appassionati ospiti del MWF, potessero socializzare, indugiando davanti ad un cocktail e ascoltando jazz sessions live fino alla mezzanotte. Tutto questo sarà ora possibile grazie a “The Circle“, un progetto nato da un’idea di Manuela Popolizio, Federica Capobianco e Francesco Fadda, tutti esperti a vario titolo nella comunicazione agroalimentare.

Tanti i prestigiosi protagonisti della 4 giorni: il Consorzio del Prosecco DOC presente con Prosecco & Friends  ogni sera prima del canonico orario di cena, per inaugurare la serata con un calice di bollicine ed un piatto creato dagli Chef Mirko Margheri, Roberto Ottone, Walter Ferretto e Mariano Chiarelli. Il Consorzio del Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato che racconterà di un terroir vocato alla viticoltura, con degustazioni che uniscono al piacere del vino i sapori unici delle Langhe. Il Movimento Turismo del Vino della Regione Puglia che ha voluto testimoniare con la sua presenza la vivacità di un territorio nelle sue diverse espressioni, la Murgia, la Magna Grecia ed il Salento. I Colli Orientali del Friuli con una delle produttrici più intraprendenti, Annalisa Zorzettig e la Sardegna di Silvio Carta, vessillo dell’alta qualità del “Fatto in Sardegna”, con i suoi distillati contemporanei e le sue Vernaccia Riserva, simbolo di una tradizione millenaria. Ma non di solo pane e vino vive l’uomo, ecco gli interventi dedicati alla formazione di 24Ore Business School, Amorim Cork, Rastal e Hoshizaki.

In programma inoltre una verticale delle cantine Atlantis e San Michele Appiano dal titolo evocativo Vini di mare, Vini di Montagna guidata da Luca Gardini. Poi, “6 stagionature” di Parmigiano Reggiano Malandrone 1477 abbinate a 6 extra “aged” di Silvio Carta Distillerie. Quest’ultimo ancora protagonista con una degustazione imperdibile di Vernaccia datata 1968. E ancora Bottarga Borealis e Riso Riserva San Massimo, con un assaggio dedicato all’importanza vitale dell’acqua. Ostriche Sandalia dalla Sardegna con le fresche bollicine del Durello, l’Acetaia Giusti con il suo intervento\degustazione “Chi l’ha detto che non si può!”, l’Anteprima di A Tutto Torba con una degustazione speciale di Whisky e via, senza soluzione di continuità, con i tanti golosi momenti con le tipicità che si alterneranno sul palco principale di The Circle. La Giardiniera di Morgan, la Bottega di Adò, i prosciutti dei fratelli Molinaro e le grandiose opere d’arte del Salumificio Santoro.

Ogni giorno, dalle 19 si apre l‘Open Bar con  Prosecco & Friends, Silvio Carta e Imperdibile Soft Drink e nel Fumoir del Club Amici del Toscano un susseguirsi di degustazioni e racconti di vita vissuta, in attesa che dalle 22, lo spazio The Stage diventi il centro dell’attenzione con show di grande appeal sino alle 24:00.  Si parte con Vino Veritas, lo spettacolo di Joe Bastianich e la sua band, poi Per ridere divinamente della compagnia teatrale Solot e ancora, il sound della The Circle Jazz Orchestra, per chiudere con l’istrionico Andrea Gori che, dopo aver smesso i panni di giornalista e sapiente conduttore di tasting, indosserà quelli del DJ per il finale del MWF 2018!

Una Area Lounge riservata alla stampa e ai professionisti del settore, ospiterà una selezionata Enoteca, The Circle Wine Cellar by Datron, che proporrà una degustazione da nord a sud dell’Italia, passando per le due isole più grandi. E tutti gli incontri dell’Istituto del Vermouth di Torino, per conoscerne la storia, le proprietà e il suo creativo utilizzo nel cocktail più famosi. Infine, il Lunedì della Grande Pizza, napoletana ma non solo, attraverso il racconto di Franco Pepe primo pizzaiolo al mondo nella classifica di 50 Top pizza, la capace manualità di Salvatore Salvo e la giovane attenzione di Valentino Tafuri, in collaborazione con Izzo ForniScugnizzo Napoletano

Informazioni e RSVP
Manuela Popolizio – 335 \ 60 86 139
Federica Capobianco – 331 \ 84 74 024

Ufficio Stampa:
SM Studio Press
info@smstudiopress.it
Affinità Elettive Studio
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“Alchimisti per Amore”, alla ricerca delle eccellenze

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Sette ragazzi, esperti e appassionati di enogastronomia, attraversano l’Italia alla ricerca di storie da raccontare. Storie di eccellenze nazionali e di grandi professionisti del settore. Storie di alchimie che non si possono ignorare. Questa, in concreto, è la filosofia alla base di “Alchimisti per Amore“, un progetto nato lo scorso anno e che oggi vede partire ufficialmente il secondo tour denominato “La ricerca degli Alchimisti”. Lo scopo è quello di mostrare diverse realtà accomunate dalla stessa passione e qualità, quelle di ogni azienda e/o realtà che verrà visitata dai ragazzi che attraverseranno in lungo e largo il nostro paese.

Le tappe di quest’anno vedono protagonisti: Panificio Perrone (Matera), I Masanielli (Caserta), Caffè Italia (Roma), Podere Casacce (Firenze), Tenute Folonari (Firenze), B.A.V. Birrificio Artigianale Veneziano (Venezia), Prosciuttificio Wolf (Sauris), Zahre Beer (Sauris), I Tigli (Verona), Il Vigneto dei Salumi (Verona), I due Gatti (Parma), Berberè (Bologna), Almond ‘22 (Pescara), La Teggianina (Salerno), I Borboni (Salerno), Azienda Agricola Romano (Cosenza), Vadolì (Cosenza). Verrà consegnata a tutti i titolari una targa di ringraziamento, una sorta di riconoscimento, come scritto sul sito ufficiale del progetto (www.alchimistiperamore.com), “a chi professa e materializza la propria passione seguendo un’etica professionale, spesso anche a discapito di sé stessi. A chi è di nostra ispirazione permettendo di far prevalere il modo corretto e sano di fare le cose, rispettando e tutelando il consumatore finale. A chi lavora con Amore perché crede, come noi, che sia l’unica forza del’umano essere, capace di riempire tutti i vuoti in quanto eterno centro in cui si muovono gl’interessi del’intera umanità”.

Un progetto che nasce con il migliore degli intenti: scoprire il lato umano dietro al buono, la passione dietro alla qualità, l’impegno dietro alla fama, la tenacia dietro ai sogni. Un progetto da seguire, tappa per tappa.

Canali social di “Alchimisti per Amore“: Facebook e Instagram

Consigli per la lettura: “Pizza e Bolle”

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di Tania Mauri e Luciana Squadrilli con la collaborazione di Alfonso Isinelli, Edizioni Estemporanee

Nel nuovo libro scritto a 4 mani, con la preziosa collaborazione di Alfonso Isinelli e pubblicato da Edizioni Estemporanee, Tania Mauri e Luciana Squadrilli tracciano 20 ritratti effervescenti di pizzaioli e vignaioli accomunati dall’approccio pratico e filosofico al loro lavoro e da tratti caratteriali che ne hanno segnato il percorso professionale. Abbinamenti ideali o provocatori, come quelli proposti dagli autori tra le pizze e i vini – naturalmente, vivaci – dei protagonisti.

Pizza e Bolle

Se fino a qualche anno fa poteva sembrare un’eresia – per molti ma non per tutti – abbinare il cibo del popolo, con i vini più nobili ed esclusivi, oggi non è più così. Superato il cliché – non sempre errato, ma certamente limitante – dell’abbinamento tra pizza e birra, recuperato quello con alcuni vini fermi o leggermente mossi della tradizione campana, sdoganato anche quello con vini più impegnativi, molto spesso sono proprio le bollicine a rivelarsi l’accompagnamento ideale per la pizza, anzi per le pizze: perfette per pulire il palato dall’untuosità della quella fritta, azzeccate per esaltare la leggera acidità del pomodoro, versatili nell’accompagnare i topping più elaborati e ricchi delle nuove “gourmet” che metterebbero altrimenti in difficoltà anche il più scafato dei sommelier. Eppure, quello che lega due prodotti-simbolo di stili di vita e di tavola all’apparenza opposti, non è solo la piacevolezza dell’abbinamento.

Dietro a entrambi ci sono il lavoro dell’uomo, il rispetto del tempo, il rapporto con la terra e il terroir in cui nascono, la capacità di rispecchiare (nel caso dei prodotti più “veri”, naturalmente) il carattere di chi lo crea. Pizzaioli e vignaioli, come moderni alchimisti, trasformano i frutti della terra in piccoli capolavori plasmandoli, in qualche modo, a propria immagine e somiglianza, imprimendogli un carattere unico e peculiare.

In questo libro, gli autori si divertono dunque non solo a indicare – oltre che, naturalmente a sperimentare in prima persona – gli abbinamenti più riusciti tra pizze classiche e creative con le “bollicine” altrettanto classiche o fuori dai canoni. Accompagnati dalle belle illustrazioni di Marianna Dioguardi, capaci di racchiudere in pochi tratti il fil rouge che lega gli artigiani e i loro prodotti, ne emergono 20 ritratti leggeri, spassionati e sinceri. A firmare la prefazione Federico Graziani, esperto sommelier, vignaiolo lui stesso e soprattutto amante della buona tavola, del buon bere e della buona compagnia.

Gli autori

Alfonso Isinelli, curatore della guida “Le migliori 99 maison di Champagne” con Luca Burei con il quale ha scritto il volume “Bolle Rosse”, sempre per Edizioni Estemporanee. Collabora con la guida Ristoranti dell’Espresso ed è editor di Agrodolce.

Tania Mauri, giornalista freelance, nata a Torino ma romana d’adozione, scrive di cucina e viaggi, cicloturismo e pizza. Da sempre nel mondo della comunicazione, collabora con la Guida dell’Espresso e con diverse testate di settore nazionali.

Luciana Squadrilli, giornalista freelance, è nata a Napoli ma vive a Roma da quasi vent’anni. Specializzata in viaggi e gastronomia, è spesso in giro per il mondo in cerca di mete da conoscere e nuovi piatti da assaggiare.

La comune passione per la pizza ha portato Tania e Luciana a lavorare spesso insieme: dal libro “La Buona Pizza” (Giunti 2016, con la fotografa Alessandra Farinelli), al sito pizzaontheroad.eu (sempre con Alessandra) e all’omonima trasmissione radiofonica su Radio Food Live.

Hosteria da Amedeo, la tradizione alle porte di Roma

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Roma è una città davvero particolare, che puoi amare ed odiare contemporaneamente. Caotica ma bellissima, snervante ma suggestiva, spesso condiziona le scelte di chi ci abita, a causa di una serie di motivi, ed anche organizzare un’uscita serale può divenire un esercizio da svolgere tenendo conto di vari fattori. Traffico e grandi distanze da percorrere possono rappresentare ostacoli insormontabili, e non di rado la scelta del locale nel quale pranzare o cenare viene compiuta preferendo ristoranti facilmente raggiungibili.

Abituati a scegliere in questo modo, spesso dimentichiamo una importante risorsa della capitale: le zone limitrofe, dalle località sul mare come Ostia, Fiumicino e Fregene al paesaggio collinare che si sviluppa lungo la direttrice che porta in Abruzzo. Ma anche muovendosi in direzione sud-est, passando il casello della A1 verso Napoli, in pochi minuti ci si può ritrovare in uno scenario estremamente interessante, caratterizzato da un contesto naturale molto bello, fatto di tanto verde e colline con vista sulla capitale. Qui, a Monte Porzio Catone, c’è l’Hosteria da Amedeo, ristorante a gestione familiare che da quattro generazioni preserva la tradizione culinaria romana.

Tutto è iniziato negli anni ’60, quando Nonno Amedeo invitava i clienti alla sua fraschetta” – racconta Emanuele, che attualmente gestisce il locale – “A quei tempi veniva proposta un tipo di ristorazione differente. I clienti portavano il cibo mentre il nonno offriva il suo vino fatto in casa”. Alcuni anni dopo la scelta di trasformare l’hosteria in una trattoria, ed oggi un gruppo di ragazzi giovani ed appassionati, lavora in sala e cucina per proporre i grandi classici della tradizione. Pane e pasta fatti in casa, ingredienti locali e grande attenzione al quinto quarto (le frattaglie) caratterizzano la proposta dell’Hosteria da Amedeo.

La prova d’assaggio

Un bel giardino nel quale poter prendere un aperitivo degustando ottimi salumi catapulta immediatamente i clienti in una atmosfera bucolica e rilassante, mentre gli spazi interni sono arredati in modo curato, utilizzando elementi che consentono di sentirsi all’interno di una classica trattoria. La prova d’assaggio è aperta da un tagliere con un ottimo prosciutto di Veroli affumicato, dal sapore gustoso e con una parte grassa caratterizzata da bella scioglievolezza. La prima portata è una vera e propria dichiarazione d’intenti dello chef: il “Cuore di manzo affumicato e salsa al vino” è un piatto che fa riflettere, con l’estrema cura nella preparazione di una materia prima che richiede grande tecnica ed una salsa che rende il tutto molto equilibrato. La portata successiva, la “Trippa alla romana”, conferma in maniera definitiva le grandi capacità dello chef, perché la consistenza è fantastica, il sugo denso al punto giusto e la sapidità del pecorino mai eccessiva. Il vino scelto per pasteggiare, un “Trebbiano” dell’Azienda Matteo Ceracchi, è quanto mai adatto per accompagnare una cucina di questo tipo.

Il pranzo prosegue con un “Rigatone con pajata di vitella”, piatto generalmente molto ostico e non adatto a tutti i palati, che però viene addomesticato grazie ad una accurata lavorazione della pajata, rendendo questo primo forse anche troppo ruffiano, ma comunque sempre piacevole. Il percorso di sapori tradizionali continua con le ottime “Costine di maiale alla brace” accompagnata da una gustosissima verdura, e con un piatto con “Caprino testa nera, zucca al forno e salvia fritta”: formaggio eccezionale, zucca buonissima, fritto ben eseguito, una portata che convince. Il dolce è l’ennesima piacevole scoperta della giornata, una “Crema di castagne, pere cotte e cialda al gianduja” per niente stucchevole, una combinazione di sapori che funziona e conforta.

Una bella passeggiata, relativamente breve per le abitudini dei romani; un contesto naturale bello da vedere e respirare; una calda accoglienza; piatti convincenti e ricchi di sapore; un locale con una storia importante, gestito con professionalità, passione e talento. Mettersi in macchina per andare a provare la cucina di Hosteria da Amedeo è un regalo che dovete farvi.

 

La Bottarga Borealis, un dono del tempo

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L’amore condiziona i nostri comportamenti ed il nostro umore, e niente e nessuno riesce a sottrarsi alla sua forza. Neanche il merluzzo, quello nordico, lo Skrei, che da gennaio ad aprile, compie da innamorato una migrazione dal mar di Barents verso le coste della Norvegia per deporre le uova. Nel cuore del momento più freddo dell’anno, i pescatori di quei territori sfidano le gelide acque dei fiordi per catturare i merluzzi, e le loro migliori sacche ovariche sono selezionate, salate ed affidate alle cure del clima secco invernale e dei venti artici per ottenere la Bottarga Borealis.

Dopo 10-15 settimane le sacche sono pronte per essere raccolte, controllate e confezionate. Nasce in questo modo la bottarga di Merluzzo Skrei, un processo produttivo di natura artigianale che dà vita e forma all’idea di coniugare la tradizione italiana con l’aroma fresco e delicato che richiama il fascino e la suggestione della terra scandinava. Un “filiera” produttiva basata sulla volontà di ridurre al minimo l’impatto ambientale e l’intervento umano sul prodotto finito. L’essiccazione e la stagionatura si affidano alla lunga tradizione vichinga che ha reso lo stoccafisso norvegese rinomato in tutto il mondo: le baffe sono infatti lasciate seccare all’aria aperta e la loro maturazione è totalmente affidata al clima secco dell’inverno.

La nascita dell’idea

Ma come è nata l’idea di Bottarga Borealis? La molla è stata la curiosità di Jonas Juselius, finlandese appassionato di cibo e Dottore in Chimica, che dopo essere venuto a conoscenza dell’esistenza della bottarga su un blog di cucina decise di cimentarsi in alcuni esperimenti con materie prime locali, nello specifico lo Skrei. Dopo i risultati incoraggianti dei primi tentativi Jonas condivise l’idea con Joakim Wikström, svedese con un passato a 360° nel mondo della ristorazione (aiuto cuoco, sommelier etc.), che decise di lanciarsi in quest’avventura sfruttando gli studi in economia per valutare la fattibilità o meno del progetto.

Dopo essersi iscritto al Master of Science in Business Creation and Entrepreneurship, Joakim incontrò Lia Berti, Italiana appassionata di cibo, che nel 2016 impostò la sua tesi del Master sulla redazione di un business plan per la futura società. I risultati di alcune indagini di mercato sottolinearono l’interesse su un prodotto artigianale e nuovo a quelle latitudini, e nel gennaio 2017 partì la prima vera produzione con lo scopo di proporsi sul mercato internazionale, tenendo come punto di riferimento l’alta ristorazione italiana.

L’importanza del tempo

E proprio le parole di Lia riescono a descrivere meglio di ogni altra cosa il senso di questo progetto. La incontro negli studi della radio, con il suo immancabile trolley al seguito, oggetto simbolo di questo suo periodo fatto di incontri, chilometri e speranze: “un aspetto che mi sta a cuore e di cui si è parlato poco, è quello relativo alla sostenibilità, intesa come voglia di raccontare alcune caratteristiche del territorio norvegese che non si conoscono al di fuori dei confini del paese: le risorse naturali”.

La Norvegia ha da un po’ di tempo conosciuto un boom economico grazie al petrolio, ma nell’ultimo periodo l’attenzione è stata posta in particolare sulle realtà di un certo tipo, sulle piccole imprese. A Lia piace pensare che ciò che sta creando con i suoi soci non abbia solo un tornaconto economico e personale, ma possa avere anche altre applicazioni. “L’industria del pesce in Norvegia è dimensionata in un certo modo, ma ora iniziano a nascere i primi centri di raccolta più grandi che inglobano le piccole imprese. Tutto ciò va a snaturare il principio di sussistenza che sino ad oggi ha regolato questo ambito. Io spero che il nostro esempio possa permettere di dar nuova linfa alle piccole realtà locali e riuscire a farle conoscere anche in altre zone del mondo”.

Le chiedo in che modo nel progetto siano riconoscibili i contributi dei tre fondatori e Lia sottolinea come tutto sia nato di Jonas, un vero appassionato di cucina. Poi è giunto Joachim, con la sua fondamentale dose di curiosità, ed infine Lia, che ha con sé un naturale bagaglio di conoscenza sulla bottarga, prodotto icona del nostro paese, e quindi meglio degli altri può parlarne ai vari interlocutori. “È la prima volta che sento di fare qualcosa per me in modo pulito, pulito nel senso di metterci passione e voglia di fare, di crederci al 100%, mi vedo donna adulta e completa.

Ho voluto dimostrare a me stessa di saper fare una cosa nel modo migliore. Le precedenti esperienze lavorative mi piacevano ma non mi coinvolgevano come sta accadendo ora: gioisco, piango, mi spacco la schiena, devo fare altri lavori per mantenermi ma credo nel progetto, lo sento mio, nostro. Idea, curiosità, cuore, ecco cosa ha portato ognuno di noi”.

Ma dove si vede Lia tra qualche anno? “Tra 2-3 anni vedo me e Joachim continuare a lavorare sul prodotto, che deve avere una sua evoluzione, è già di grande qualità ma deve continuare ad evolvere. Spero avremo un apparato di persone più nutrito e spero non venga contaminata l’anima artigianale dell’azienda”. Non vede il loro prodotto in competizione con quello italiano, anzi spera ci si possa aiutare a vicenda, perché la loro bottarga è diversa da quella italiana. In Italia infatti quando si pensa alla bottarga si associa il prodotto a tonno e muggine, ma la speranza di Lia è che si riuscisse a creare una terza categoria.

Lia in chiusura vuole ribadire un concetto a cui tiene particolarmente, quello legato all’unicità del loro prodotto: “ciò che la rende particolare è il contesto naturale, abbinato al tempo: il tempo in chiave multipla, quello dello studio che c’è stato, quello dell’asciugatura, quello metereologico che determina tutto, in primis la durata delle stagioni. Il tempo si riflette su tutto, sulla lavorazione manuale e la sua durata. La chiave di lettura del tempo e sul tempo mi sta molto a cuore e la reputo decisiva per capire nel miglior modo possibile il nostro prodotto”.